Se avete una certa età, o una certa passione per le avventure grafiche di una volta, il nome di Ron Gilbert non ha certo bisogno di presentazioni. Se, invece, siete giovini e imberbi è il caso di dire che stiamo parlando di una delle colonne portanti della LucasArts del passato: Gilbert è stato il creatore di Maniac Mansion e Monkey Island e di recente si è occupato anche del simpatico DeathSpank, prima di confluire in Double Fine con il suo ex-compagno di avventure (grafiche) Tim Schafer. Se però siete effettivamente giovini e imberbi è probabile che questi titoli vi dicano poco e allora vi basti sapere che la sua penna è tra le più esilaranti ad aver graziato questo mercato ed è sua la mente creativa alle spalle di questo The Cave che ho avuto la fortuna di vedere in azione durante una presentazione a porte chiuse.
Il Cavaliere è emozionatissimo al cospetto della principessa: gli tremano le gambe!
La caverna del titolo è un labirintico luogo mistico e per di più è... senziente! La voce narrante che apre il gioco e che ci accompagnerà durante il suo svolgimento è, infatti, proprio quella della caverna, che spiega come sin dalla notte dei tempi avventurieri di ogni tipo si siano intrufolati al suo interno per realizzare il loro desiderio più grande. La struttura di questa caverna ricorda un po' quella dei vari “Metroidvania”, con una serie di stanze interconnesse popolate da piattaforme ed enigmi vari. Starà al giocatore scegliere un terzetto di personaggi tra tutti quelli disponibili all'inizio per risolvere le sfide dell'immensa caverna: c'è l'Hillbilly che vuole trovare l'amore della sua vita; il Monaco in cerca del suo maestro e dell'illuminazione; un Cavaliere che vuole mettere le mani su una spada dal potere impareggiabile; una coppia di Orfani che vogliono ritrovare i loro genitori; la Scienziata alla ricerca di una scoperta che possa cambiare il destino del mondo; l'Avventuriera a caccia di un epico tesoro (e dei suoi compagni scomparsi) e via di questo passo. Il bello, è che ognuno di questi personaggi è dotato di un proprio potere speciale esclusivo: l'Hillbilly, ad esempio, può trattenere il respiro e quindi nuotare lungo canali sommersi inaccessibili agli altri; il Cavaliere ha un angelo custode che gli consente di essere invulnerabile per un breve periodo e affrontare così in relativa scioltezza cadute chilometriche senza subire danni o resistere alle fiammate di un drago; la Scienziata, dal canto suo, sa come cavarsela con la tecnologia come nessun'altro etc. L'idea più intrigante alla base del gioco è che il terzetto di personaggi scelti offrirà un'avventura “unica” rispetto alle altre, poiché alcune aree della caverna saranno raggiungibili solo da certi personaggi specifici e non da altri proprio grazie alle loro abilità speciali.
In tutto questo, i tre personaggi prescelti all'inizio dell'avventura devono aiutarsi l'un l'altro per risolvere le varie situazioni proposte. Si va dalle classiche cose tipo “mentre un personaggio tiene aperta una grata gli altri due vi passano attraverso” a situazioni ben più complesse ed esilaranti. Neanche a dirlo, per passare dall'uno all'altro basta premere un pulsante e volendo sarà anche possibile giocare con altri due amici in locale (ma non online) per godersi l'avventura in co-op. Sul fronte delle risate non c'è di che preoccuparsi e tutti i colleghi presenti durante la presentazione hanno riso con me di vero gusto in diversi momenti. La cura messa da Double Fine in questo aspetto parte dalle piccole cose che però caratterizzano alla grande i personaggi: le semplici animazioni. Che si tratti della camminata timorosa e tremebonda del Cavaliere (che appare quindi ben più fifone di quanto ci si potrebbe aspettare), della falcata dinoccolata dello spensierato e zotico Hillbilly, fino alla scienziata che si aggira serafica con una mano sempre infilata nel camice bianco e l'altra che regge una tazza di caffè, c'è sempre di che sorridere per quella che pare sin da ora una caratterizzazione magistrale.
Ecco il nostro Cavaliere che resiste all'infuocato alito del drago grazie allo scudo fornito dal suo angelo custode!
L'umorismo di The Cave, però, non si limita a queste chicche grafiche; lasciatemi raccontare uno degli enigmi messi in mostra. Lo zotico Hillbilly e la Scienziata si trovano concentrati ad aiutare il Cavaliere in un'area specifica dedicata a quest'ultimo. Il Cavaliere deve infatti ottenere il favore di una principessa in modo da ricevere in dono l'amuleto da lei indossato e per farlo le deve portare in dono il tesoro custodito da un incendiario drago imprigionato nei bassifondi della caverna. Neanche a dirlo, se solo la Scienziata e l'Hillbilly si azzardano ad avvicinarsi al tesoro, vengono inceneriti in un soffio incendiario... Ecco quindi tornare utile l'abilità del Cavaliere: protetto dallo scudo del suo angelo custode, il Cavaliere può resistere indenne all'alito infuocato, ma è obbligato a rimanere fermo. Nel frattempo, il campagnolo apre e tiene bloccato un cancello (con un cartello a fianco con su scritto a caratteri cubitali “NON LASCIATE IL CANCELLO APERTO PER NESSUNA RAGIONE!”) che permette alla Scienziata di intrufolarsi alla spalle dell'iracondo drago e di rubargli il tesoro di soppiatto. La scena esilarante si costruisce subito dopo: risalendo il maniero per raggiungere la principessa, si iniziano a sentire grida disperate giungere da ogni dove: “Arrrghhhhh!”, “Si salvi chi può!”, “Chi è il demente che ha lasciato aperto il cancello?” e man mano che si procede nella scalata si iniziano a notare arazzi e mobili inceneriti e generose spruzzate di sangue lungo le pareti. Giusto il tempo di arrivare nella stanza della principessa (che a fianco del letto a baldacchino ha appeso poster di improbabili boy-band medievali) e ci si ritrova al cospetto del drago che stringe tra le fauci il corpo inerme e penzolante della principessa, masticato e ingoiato subito dopo. Il tempo di un rutto digestivo e il drago sputa a terra l'amuleto tanto agognato da un sempre più imbarazzato Cavaliere! L'obiettivo è stato raggiunto, anche se in maniera non proprio ortodossa...
Questo è quanto possiamo aspettarci da The Cave e da quanto ho visto non vedo l'ora che arrivino i primi mesi del 2013 per poterne esplorare le esilaranti profondità!

















Commento della redazione
Ok, basterebbe il nome di Ron Gilbert per attendere The Cave commossi ed emozionati, ma quanto visto è semplicemente esilarante a prescindere dai nomi coinvolti. Non è solo la qualità della scrittura o l'azzeccata caratterizzazione dei personaggi a far ben sperare, ma anche le idee di game design alla base del gioco: un'avventura in cui scegliere tre personaggi tra tutti quelli possibili in grado di offrire enigmi e situazioni differenti proprio in base alla scelta fatta è affascinante, così come sono sembrate intriganti le interazioni e gli enigmi basati sulle specifiche qualità di ognuno di essi.