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Luigi's Mansion 2 - Recensione

di il 21/03/2013
 
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L’ectoplasmatica recensione di GV.it offre un parere tangibile su uno dei giochi 3DS più belli dell’attuale generazione.

Il tenue fascio di una torcia elettrica taglia a malapena gli angoli bui di una vecchia magione. Il legno marcio di gradini e pavimenti trema scricchiolando sotto ogni passo, mentre con la coda dell’occhio s’intravede un’ombra che scivola impalpabile tra una macchia d’oscurità e l’altra. Potrebbe anche essere un topo… ma chi vogliamo ingannare? La casa è infestata e non di scarafaggi e muffe, ma di spettri e presenze spiritiche ostili. Ci vuole un acchiappa-fantasmi, insomma; uno di quelli ben attrezzati, coraggiosi e temerari, che non saltano come grilli al primo rumorino sinistro. E allora, cosa diavolo ci fa Luigi nel ruolo di acchiappa-spiriti?! Il fratello di Mario è un campione di simpatia, non certo di coraggio, eppure un senso c’è e per trovarlo bisogna tornare al 2002, anno in cui gli utenti GameCube della prima ora ebbero il piacere di scoprire quel capolavoro di Luigi’s Mansion. In quella mitica avventura, il nostro idraulico in verde doveva esplorare una casa infestata alla ricerca del fratello sparito misteriosamente, armato di uno speciale aspirapolvere (il Poltergust!) con cui catturare spettri e Boo in quantità. Luigi’s Mansion è passato alla storia come un gioco scoppiettante di idee, denso di trovate esilaranti e geniali, nonché pieno di tocchi di classe. Solo per citarne uno, c’era un pulsante dedicato a chiamare Mario con voce tremula e spaventata; di più, il timbro della voce diventava via via più terrorizzato e incerto mano a mano che l’energia di Luigi scemava. Utilità della cosa? Zero, ma amplificava a dismisura il coinvolgimento.

Più di 10 anni dopo, il fratello “sfigato” di Mario torna a caccia di fantasmi in Luigi’s Mansion 2, in un seguito che ha preso il meglio dal passato e ha aggiunto alla formula novità a palate. Sviluppato da Next Level Games sotto l’occhio vigile e intransigente di Nintendo, questo seguito parte da una premessa diversa per offrirci una caccia ai fantasmi ancora più serrata, distribuendola tra cinque magioni differenti, tutte caratterizzate ad arte. La scena si apre su Cupavalle, dove il Professor Strambic – l’inventore del Poltergust – conduce esperimenti sui fantasmi, resi docili dai poteri della Luna Scura che irradia la sua luce calmante nella zona. La quiete non è destinata a durare, perché Re Boo ci mette lo zampino e distrugge la luna speciale. Gli spiriti tornano alla loro natura dispettosa e Cupavalle piomba in un caos spettrale. Qui bisogna chiamare… Luigi! Anche perché il piccolo Strambic non conosce altri eroi e il nostro baffetto si era già dimostrato affidabile nella prima avventura su GameCube. A dirla tutta, Luigi avrebbe preferito poltrire nella sua casetta, ma Strambic non sente ragioni e lo catapulta a Cupavalle, sulle “orme” dei pezzi di Luna Scura per riportare l’armonia tra spiriti e viventi.

File: 76429/76429.  Clicca Play per avviare il Video

Luigi è ancora il fifone tremebondo di sempre, ma può contare sulle miracolose potenzialità del Poltergust 5000, l’aspirapolvere speciale creato apposta per catturare fantasmi e imprigionarli. Di fatto, il gameplay dei Luigi’s Mansion si basa proprio su questo attrezzo mirabolante che tanto somiglia a un aspirapolvere tradizionale. Ohibò, ma è proprio un classico aspirapolvere a ben guardarlo, solo di una potenza fuori del comune e con una serie di funzioni mica male. L’invenzione di Strambic può aspirare parecchie cose differenti tra cui mucchi di sabbia e polvere, fogli di carta e piccole macerie, monetine e banconote, come pure i tendaggi delle finestre, tovaglie e lenzuola. Se un certo oggetto è troppo voluminoso per essere aspirato e abbastanza leggero, Luigi può trattenerlo sulla punta del Poltergust e portarlo a spasso per poi piazzarlo dove gli pare. Semplici pesi possono attivare un piastra a pressione, ma Luigi può persino catturare una tinozza, portarla sotto un getto d’acqua per riempirla e usarla poi per innaffiare il giardino. E se un oggetto aspirabile è saldamente ancorato a qualcosa, ecco allora che Luigi riesce ad attivare congegni, spalancare bocchettoni o addirittura farsi spostare da cavi sospesi come fossero liane. Le occasioni per sfruttare il Poltergust non si contano e diventa subito uno spasso fare mille esperimenti, aspirando ogni elemento dello scenario anche solo per il gusto di scoprire l’effetto che fa. Il Poltergust può aspirare ma anche gettare fuori aria, generando flussi per ruotare pale e attivare una selva sconfinata di marchingegni.

Capite bene che, con un attrezzo del genere a disposizione, esplorare un misterioso palazzo diventa uno spasso, a maggior ragione se i segreti nascosti superano di gran lunga gli elementi su cui bisogna interagire per portare avanti l’avventura principale. Ogni singola stanza diventa un’attrazione da Luna Park da attraversare in fretta o da gustarsi in tutta calma, scoprendo le diavolerie nascoste appena sotto la superficie. Occorre un occhio attento e molto intuito per scoprire tutto, ma la soddisfazione è immensa. I segreti si “limitano” ai Boo nascosti, a montagne di soldi (importanti per potenziare il Poltergust) e a spiriti rari, però tutto contribuisce a rendere ogni passo memorabile e assolutamente imprevedibile.

Ad affiancare l’aspirapolvere c’è la torcia elettrica con tanto di flash e una lente speciale per impiegare l’Arcobaluce, un fascio luminoso in grado di materializzare oggetti e spettri invisibili. La luce della torcia è l’altro elemento fondamentale di Luigi’s Mansion 2 che, assieme al Poltergust, offre nuove occasioni per interagire con l’ambiente circostante e per cacciare spettri efficacemente. In effetti, non basta puntare la bocca aspirante del Poltergust per acciuffare un ectoplasma ma occorre prima spaventarlo con una sparaflashata della torcia. Non appena lo spettro ci rimane di stucco, s’interviene con il Poltergust che aggancia il fantasma con il flusso aspirante. Sembra di essere in una scena di Ghostbusters, con l’eroe che prende al lazo un ectoplasma e lo indebolisce, tirandolo nella direzione opposta alla sua via di fuga.

Spiegazione complicata? In realtà, è tutto alquanto immediato e le catture sono movimentate quanto basta. I fantasmi sono dispettosi e furbi, diventano invisibili, si nascondono nelle pareti o usano occhiali da sole per difendersi dal flash; poi accade anche che agiscono in gruppo e diventa complicato arpionare un nemico, indebolirlo ed evitare nel mentre gli attacchi dei compari. Luigi’s Mansion 2 alterna l’azione movimentata della caccia all’esplorazione delle stanze in cerca di segreti e a momenti di pura riflessione, quando gli enigmi si fanno più cervellotici. I rompicapo non sono davvero complessi: &egr
ave; solo che la soluzione appare sulle prime inafferrabile. Ci vuole il colpo di genio. Quando s’illumina la lampadina, tutto diventa chiaro come il sole. È un peccato, allora, che ci siano delle sbavature nel design di certi scontri clou: accade di essere sconfitti o di vincere una battaglia senza aver compreso appieno il meccanismo. Oh nulla di che, sia chiaro. I difetti di Luigi’s Mansion 2 sono tutti marginali e non compromettono mai il piacere di un’esperienza ricchissima, dalle atmosfere spesse come una bistecca à la fiorentina.

A rendere il viaggio appagante concorrono tutti gli elementi già accennati: i poteri del Poltergust, la ricerca di oggetti invisibili con l’Arcobaluce, la cattura dei fantasmi, la soluzione di enigmi, la magistrale caratterizzazione di Luigi, del professore e dei fantasmi… aspirare una parete di carta e mettere le mani su dei lingotti d’oro è un piacere, ma il momento di puro godimento è un altro. Dopo aver catturato le presenze fantasmatiche di un ambiente, si accendono tutte le luci all’unisono e la stanza perde ogni connotazione lugubre. È allora che si avverte un senso di profondo auto-compiacimento, per un lavoro ben fatto. Di magione in magione, nei panni di Luigi, si affrontano spettri ed enigmi in quantità, ma la sorpresa e il colpo di genio sono sempre dietro l’angolo, offrendoci un’avventura scoppiettante che non stanca mai.

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