Videogiochi
8Commenti

Dead Island: Riptide – Recensione

by on 22/04/2013
 
NON PERDERTI NIENTE! SEGUI GAMESVILLAGE.IT
Altre informazioni su: 
Questo articolo è riferito a: 

C’era una volta, durante i ridenti Anni’80, una bellissima (o almeno credo) serie TV chiamata Riptide. I protagonisti erano due improbabili investigatori privati, affiancati da un nerdone, sempre immerso nella tecnologia (aveva persino un robot). Ma tutto questo cosa c’entra con Dead Island? Beh, c’è sempre una barca di mezzo, che è già un bel dire, e come aggiunta abbiamo una marea di allegri zombie che ci aspettano su una splendida isola tropicale. Sebbene non ci siano resort di lusso e vacanza matte, a questo giro, i sopravvissuti del precedente capitolo si troveranno nuovamente nei guai. Neanche il tempo di scappare a bordo di un pratico elicottero e atterrare su una nave mercantile, e chi ti spunta dietro l’angolo? Un losco personaggio che vuole mettere mano sui nostri eroi, unici a essere immuni al virus zombesco del caso. Non ci vorrà molto prima che tutto vada nuovamente a scatafascio, con l’imbarcazione alla deriva, una tempesta tropicale in corso e non-morti affamati di carne umana ovunque. Da lì a poco ci troveremo naufraghi su una nuova isola, ancora più selvaggia della precedente, per quanto possibile.

Il plot di Dead Island: Riptide non è certo da premio Oscar, tocca farsene una ragione. Del resto quando ci sono di mezzo i mangiatori di cervello, in genere gli autori non perdono più di 5 minuti nella scrittura (eccezion fatta per la serie di The Walking Dead, a tratti fin troppo cerebrale), e potete star certi che gli amici di Techland non fanno eccezione. In fondo non possiamo certo dargli in testa per questo motivo: il gioco in questione, infatti, più che un seguito è una specie di spin-off, anche se non ha proprio tutte le caratteristiche per esserlo. Diciamo che è una via di mezzo. Le meccaniche sono infatti le medesime riscontrate nel primo capitolo, con pochissime varianti sul tema. Ritroviamo quindi la stessa impostazione, con l’azione vista attraverso gli occhi di uno dei cinque protagonisti selezionabili all’inizio del gioco: oltre ai quattro che già conosciamo (Xian Mei, Sam B, Logan e Purna), abbiamo una new entry, tale John Morgan, ex-militare specializzato nel corpo a corpo.

Per chi non lo sapesse o se ne fosse dimenticato (a me capita sempre più spesso), Dead Island è fondamentalmente un sandbox game, dove per “scatola di sabbia” a questo giro s’intende tutta l’isola di Palanai, un luogo creato di sana pianta, teoricamente situato dalle parti della Papua Nuova Guinea. Si tratta di un’area dalle dimensioni ragguardevoli, benché non certo paragonabile all’estensione di titoli come Just Cause 2 o Far Cry 3. Il giocatore (o i giocatori, visto che il titolo di Techland dà il suo meglio in salsa co-op) si trova così a muoversi da un punto all’altro della mappa, cercando nel contempo di aiutare i superstiti e, sopratutto, di trovare un modo per andarsene da questo Inferno 2.0. Esistono diversi accampamenti che fungono da hub per svolgere tutta una serie di missioni, oltre a quella principale. Come da prassi per questo genere di giochi, è cosa buona e giusta cerca di portarne a termine il più possibile, in modo da ricavare soldi, materiali e magari qualche arma in grado di facilitarci la vita contro l’orda famelica e putrescente che popola tutto il territorio. Gli zombie sono tanti, tantissimi e sbucano praticamente da ogni angolo, quindi avere pochissime armi da fuoco (e ancora meno proiettili) non è esattamente il massimo della vita. Tocca quindi arrangiarsi con quel che si trova, compresi remi, mazze da baseball, coltelli, machete e via discorrendo. Per fortuna gli elementi RPG sono qua ad aiutarci, permettendoci di potenziare ogni arma e di crearne di nuove, cosa fattibile trovando vari progetti in giro per l’isola.

Non mancano ovviamente i tre alberi dei talenti, con miglioramenti vari ed eventuali. Insomma, chi ha giocato a Dead Island sa cosa aspettarsi, anche perché sono davvero pochine le novità degne di essere segnalate. Nuovo personaggio a parte, le meccaniche introdotte non sono certo da strapparsi i capelli: le sezioni in cui occorre difendere il proprio fortino, che prevedono una misera contromisura a base di reti metalliche, lasciano parecchio a desiderare e sembrano uscite dritte dritte dalla modalità Orda di Gears of War. Qua però se muore un NPC fallisce la missione ed è proprio questo l’aspetto più frustrante del tutto.

Sono stati inoltre implementati gli spostamenti in barca, dato che Palanai è ricca di corsi d’acqua, che non è il caso di guadare a piedi. Gli zombie infatti non hanno certo paura di bagnarsi e, se ci attaccano in queste condizioni, le possibilità di sopravvivenza si riducono a un lumicino. Occhio però che le imbarcazioni, pur potendo fare a fette i non-morti modello tritatutto, possono essere comunque prese d’assalto, quindi se si rimane bloccati in qualche anfratto, sono guai.

Due parole infine sull’aspetto tecnico: Dead Island è proprio invecchiato male: dopo l’exploit di Far Cry 3, sembra di aver a che fare con un gioco di 5 e passa anni fa. LOD dimenticabile, ombre che spuntano ovunque, frame rate terribilmente instabile (in alcuni momenti il gioco diventa un vero slideshow), modellazione e shader d’altri tempi, animazioni pupazzose e un’anti-alias davvero inefficiente. L’aggiunta degli effetti meteorologici variabili è poi quasi una burla: non solo la pioggia finisce con l’incidere ulteriormente sulla fluidità, ma i cambiamenti climatici sono talmente repentini (si passa dal sereno alla tempesta tropicale nel giro di 2 secondi e viceversa) da perdere ogni valenza di realismo. Tanto valeva che ci fosse sempre il sole.

Non ho avuto l’occasione di testare altre versioni al di fuori di quelle console, quindi il mio giudizio si riferisce solo a queste edizioni. Su PC è probabile che alcuni di questi problemi siano meno percettibili, specialmente a livello di qualità video pura. Non aspettatevi miracoli in ogni caso, specialmente se vi siete abituati agli standard di Jason Brody… ma mi sa che lo avevate messo in conto, giusto?

Condividi questo articolo con i tuoi amici

Info
 
Votazione dell'Autore
 
Globale
7.0

Voto
7.0

Hover To Rate
Votazione dell'utente
 
Globale
8.1

Voto Utenti
8.1

Hai espresso il tuo voto

Commenti
 
Inserisci Commento »

 
  • nic_icedearth
    22/04/2013 at 14:40

    il primo l’ho trovato molto divertente in singolo l’ho finito in quasi 30 ore e poi ho continuato a giocarlo…ora è da un mese che ho prenotato Riptide che tra l’altro esce a prezzo ridotto intorno a 45 euro al contrario di altri giochi che vengono “riciclati” di anno in anno (vedi i vari assassin’s creed etc..) che vengono venduti a prezzo pieno…un acquisto doveroso per tutti gli amanti di videogiochi sugli zombie anche perchè non ce ne sono altri validi e questo va detto


  • killerlobotomy
    22/04/2013 at 22:00

    che tra l’altro esce a prezzo ridotto intorno a 45 euro

    Muah ah ah ah ah, che ridere.
    45 Euro prezzo italiano ma state scherzando.
    Ma davvero la gente continua a comprare i giochi con il prezzo italiano quando ormai ci sono servizi come Amazon.uk che ne garantiscono la lingua italica?
    Riptide l’ho comprato tre mesi fa con buona percentuale di sconto pre ordine, era a 25 Sterle: 29 Euro!!! Senza contare che su Amazon fra 2 settimana starà a 20 Euro.


  • nic_icedearth
    23/04/2013 at 08:31

    Citazione:

    che tra l’altro esce a prezzo ridotto intorno a 45 euro

    Muah ah ah ah ah, che ridere.
    45 Euro prezzo italiano ma state scherzando.
    Ma davvero la gente continua a comprare i giochi con il prezzo italiano quando ormai ci sono servizi come Amazon.uk che ne garantiscono la lingua italica?
    Riptide l’ho comprato tre mesi fa con buona percentuale di sconto pre ordine, era a 25 Sterle: 29 Euro!!! Senza contare che su Amazon fra 2 settimana starà a 20 Euro.

    per me 45 euro è prezzo ridotto, non ho problemi di soldi ,il problema è che non mi va di comprare giochi che magari poi scopro non essere multilingua…in questo caso pazienza ma ti ripeto 45 + la steelbook non è male per i prezzi che abbiamo in italia


  • killerlobotomy
    23/04/2013 at 18:03

    per me 45 euro è prezzo ridotto, non ho problemi di soldi ,il problema è che non mi va di comprare giochi che magari poi scopro non essere multilingua…in questo caso pazienza ma ti ripeto 45 + la steelbook non è male per i prezzi che abbiamo in italia

    Ma se tu i soldi li hai da buttare, ripeto pure io, beato te.
    Facevo solo notare come i prezzi italiani sono gonfiati e cretino chi continua a comperarsi i giochi dai gamestop o simili. L’edizione PC sull’amazon francese viene 30 Euro, in UK 29 Euro al cambio, in Italia viene 45 Euro…come sempre la ladrata dei negozi italiani. Amazon, anche se si compra da UK con il servizio italiano garantisce sempre la lingua italiana (ma invero io preferisco sempre giochi inglesi) a parte rarissimi casi. Non ha senso spendere i soliti 15 o 20 Euro in più di una tassa che non dovrebbe esserci solo perchè sui prezzi ci vogliono macinare sopra.


  • blaiseantoine
    28/04/2013 at 13:20

    scusate ma come ci si assicura su amazon che si tratti di una versione multilanguages ? compreso ovviamente l’italiano ?


  • looge
    01/05/2013 at 14:45

    scusate ma come ci si assicura su amazon che si tratti di una versione multilanguages ? compreso ovviamente l’italiano ?

    non so se posso copiare link ma questo sito tratta proprio se un gioco uk è multi oppure no, io lo uso ed è affidabile

    http://www.gamepal.it


  • batmauri89
    07/05/2013 at 14:16

    Facevo solo notare come i prezzi italiani sono gonfiati e cretino chi continua a comperarsi i giochi dai gamestop o simili.

    Ha ragione Killerlobotomy, i i game stop o simili sono per i “bimbiminchia”, poichè ormai solo loro riescono a fregare…certo chi non ha altra scelta…




Devi Effettuare il Log in Per pubblicare un commento