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Metro: Last Light - Recensione

di il 13/05/2013
 
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Metro 2033 per certi versi ha rappresentato una vera e propria sorpresa: un titolo dal background estremamente interessante, basato su un racconto di grande successo, almeno in patria. La Russia in questo caso, terra natia di Dmitry Glukhovsky, autore della coppia di romanzi da cui è stato tratto il videogioco in questione: vi vengono narrate le vicende di Artyom, uomo cresciuto fin dalla tenera età fra le gallerie della metropolitana moscovita, ultimo baluardo di un’umanità straziata dall’inferno atomico. Eh già… l’ambientazione è proprio quella, non certo una grande novità per chi bazzica questo settore, ma con spunti comunque affascinanti. L’idea di una civiltà, o meglio, di quel che ne rimane, costretta a vivere nell’oscurità, sotto terra, lontana dal fallout radioattivo della superficie, ha permesso di (ri)dare vita ad antiche paure ancestrali e, soprattutto, di piazzare l’uomo in una posizione assai scomoda nella piramide alimentare. Come se già non fossero sufficienti le condizioni estreme nelle quali tocca sopravvivere, sono sbucate dal nulla creature mostruose, bizzarrie genetiche figlie della follia nucleare, affiancate da una nuova razza senziente, i Tetri. Ayrtom li ha dovuti affrontare per iniziare a comprenderli: visti come i nemici dell’uomo, questi esseri ne sono in realtà la diretta evoluzione, in grado di respirare l’aria contaminata, di comunicare con la mente e di certo non aggressivi di natura, ma stimolati a diventarlo dopo i continui attacchi da parte nostra. Essi desideravano solo la pace, ma alla fine di Metro 2033 Artyom li ha condannati all’estinzione con un attacco missilistico senza ritorno.

Come dite? Voi avete scelto il finale buono? Mi spiace, ma in Last Light, per esigenze di trama, l’opzione peace&love è stata rimossa. Il gioco infatti parte dal presupposto che i Tetri siano stati sterminati, tranne uno, a dir la verità. Un giovane essere, infatti, è riuscito a scamparla e, a quanto sembra, l’Ordine non intende lasciarlo in vita. Non tutti ovviamente sono d’accordo e Artyom, in particolare, sembra intenzionato a tentare di comunicare, volente o nolente, con il piccolo “grigio”, non fosse che di lì a poco sarà catturato dalla fazione nazista del Quarto Reich. Il resto, ovviamente, lo lascio scoprire a voi.
[fine spoiler]

 

Metro: Last Light è, insomma, un nuovo viaggio fra i lunghi e profondi tunnel che caratterizzato la metropolitana di Mosca, una delle più antiche al mondo, nonché quella che vanta la maggiore profondità in assoluto. Costruita per resistere a bombardamenti d’ogni genere, è e rimane il fulcro di tutto il gioco. Come in passato, ovviamente, non mancheranno scarpinate all’aperto, sempre con un occhio all’orologio, che quando non segna l’ora (fra l’altro in tempo reale), conta i secondi che vi separano dalla morte per avvelenamento. L’aria, infatti, è irrespirabile e toccherà affidarsi alla maschera, sperando di non romperla, e ai filtri, che però hanno durata limitata e vanno cambiati nel momento in cui si esauriscono. Quindi no, non ve ne potete andare in giro in esplorazione modello S.T.A.K.E.R., anche perché questo è un FPS molto più lineare e meno libero di quanto si possa immaginare.

4A Games ha voluto dare una svolta un po’ più cinematografica a questo giro, senza ovviamente arrivare agli eccessi di Call of Duty, sia chiaro. L’idea che mi sono fatto è quella di un gioco che deve molto a un antesignano del genere, Half-Life, con atmosfere finanche inquietanti e una giocabilità sempre sul filo del rasoio. In questo senso è encomiabile la mancanza dei QTE, tranne nel caso di qualche rara sequenza scriptata, dove vi verrà chiesto di pestare su un tasto per evitare una fine orrenda. Poca roba, e comunque nulla che possa in qualche modo spezzare eccessivamente l’azione. E di azione ce n’è parecchia, sia contro tutto il bestiario mutante, che abbonda come sempre, sia contro le altre fazioni, che in un modo o nell’altro cercheranno di arrestare l’avanzata di Artyom. Non voglio spingermi oltre in questo senso, per non rovinarvi il gusto della scoperta, ma sappiate che a questo giro non saranno in pochi a volervi fare la pelle, e anche quelli che si dimostreranno inizialmente amici, presto vi si rivolteranno contro. Insomma, fidarsi è bene, ma non fidarsi è molto meglio.

Questo si tradurrà in un gran numero di scontri, ai quali dovremo rispondere adeguatamente, portandoci dietro armi più efficaci e aggressive. Artyom può trasportarne fino a tre alla volta, scegliendo fra pistole, mitra, fucili a pompa e di precisione, tutti modificabili tramite una serie di upgrade. I miglioramenti riguardano principalmente la stabilità, la potenza di arresto, il mirino (ottico, laser e via discorrendo) e la presenza o meno di un soppressore, in grado di smorzare il rumore della nostra sputafuoco. Questo introduce la possibilità di approcciare il gioco in modo più raffinato, quasi stealth, cosa fattibile anche utilizzando dei coltelli da lancio. Non è una meccanica implementata benissimo e sembra messa lì più per far scena che altro: i coltelli, per dire, uccidono con un singolo colpo, tanto che il nemico venga colpito al piede, quanto alla testa… non esattamente il massimo del realismo. Ciò detto, l’Intelligenza Artificiale mostra il fianco proprio in questi frangenti: se già negli scontri a fuoco non ci troviamo di certo davanti alla quintessenza della strategia bellica, nelle fasi più tranquille emergono chiaramente delle deficienze a livello di programmazione che è impossibile non notare. Se il vostro personaggio rimane in un cono d’ombra, opportunamente segnalato anche dal pratico orologio da polso, può tranquillamente mettersi a ballare la giga davanti ai nemici senza che questi facciano una piega. I mutanti, invece, sono decisamente più imprevedibili per via della loro natura animalesca e procedono all’assalto forti del loro numero e di una resistenza ai proiettili non indifferente. In ogni caso, non aspettatevi grandi cose: difficilmente ci si ritrova in situazioni davvero critiche, anche perché, oltre all’energia che si rigenera da sola dopo qualche secondo, possiamo comunque usufruire dei pratici medikit.

Certo, ci sarebbe la modalità hard, ma l’unica che possa davvero alzare il livello di sfida per i giocatori più esigenti è quella Ranger (niente HUD, risorse scarsissime e nemici alquanto coriacei), ahimè, disponibile solo ed esclusivamente a tutti quelli che hanno effettuato il pre-order. Se non siete fra questi, vi toccherà sborsare alcuni euro, dato che Deep Silver ha avuto la “piacevole” pensata di rendere questa possibilità a pagamento, come se si trattasse di un DLC. In tutta onestà, chi vi scrive tro
va davvero scorretto e inopportuno sfruttare la passione di un determinato pubblico, mi riferisco agli hardcore gamer, in maniera così spudorata. C’è però da dire che, almeno al momento, sembra che i retailer italiani (e diversi esteri) abbiano in catalogo solo la limited edition di Metro: Last Light, comprendente quindi anche il Ranger Mode. Rimane da capire se, esaurita questa prima edizione, sarà messa in commercio solo quella liscia, con DLC a parte.

Scelte di business discutibili a parte, immagino che a molti di voi interessi sapere come si presenta Metro: Last Light sotto il profilo meramente tecnico. Del resto 4A Games, già nel precedente capitolo, aveva messo alla frusta anche gli hardware più potenti, proponendo un gioco visivamente ottimo, ma di certo non proprio alla portata della maggior parte dei PC. Ebbene, questo seguito non solo è stato migliorato ulteriormente dal punto di vista grafico, ma con una macchina adeguata è possibile godere di una fluidità notevolissima, a patto di rinunciare all’antialias. Al momento di provare il gioco, infatti, non sono riuscito in alcun modo a ottenere un frame rate decente con le modalità SSAA utilizzate dall’engine, talmente pesanti da trasformare il gameplay, specialmente nei momenti più concitati, in una sorta di slideshow. Per essere chiari, parlo di una macchina con CPU Core i7, 8 GB di RAM, GeForce GTX 670 e SSD, non certo un modello base. Nvidia ha assicurato che, al momento del lancio, verranno resi disponibili dei driver ottimizzati, mentre per i possessori di soluzioni Radeon non posso dare rassicurazioni di alcun genere: sappiate che il gioco è sponsorizzato dalla concorrenza e, oltretutto, fa ampio uso degli algoritmi fisici PhysX. Certo, ne potete anche fare a meno, ma questo significa rinunciare agli effetti particellari più complessi.

Per quanto riguarda le console, ho avuto occasione di testare la versione Xbox 360, che, con tutti i limite del caso (texture più scarse, risoluzione più bassa, illuminazione meno complessa), rimane comunque di ottima fattura. In particolare si viaggia sempre sui 30 fps, anche negli esterni, dove in genere il gioco soffre di più. Un risultato di pregio, per una piattaforma che ormai si porta 8 anni sul groppone.

Due parole infine sul doppiaggio. Avendo provato sia la versione inglese che italiana, ho potuto apprezzare l’ottimo lavoro fatto in sede di localizzazione, con un parlato convincente, che però rinuncia completamente all’accento russo, assai marcato, presente nell’edizione in lingua anglosassone. Ovviamente è una scelta, condivisibile o meno, ma c’è da dire che l’inflessione tipicamente sovietica non di rado negli adattamenti italiani tende un po’ al parodistico, difficilmente accomunabile al tono serioso che impera in Metro: Last Light. Serio sì, anche troppo in alcuni casi, anche se non mancano momenti piccanti, con tanto di table dance e donnine discinte al seguito. Nulla di che, anche perché Artyom sembra avere ben altri problemi per la testa e spassarsela non pare proprio fra le sue priorità… c’è tutta un’umanità da salvare e un piccolo Tetro potrebbe davvero essere l’ultima, fioca, luce rimasta a guidarci.

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  • killerlobotomy

    Mmm, devo dire che ero tentatissimo da prenderlo ma questa recensione mi ha smorzato non poco, sopratutto per quanto riguarda l’IA dei nemici, per me abbastanza importante in un gioco del genere. Senza contare che se manca la suspance come il precedente capitolo per me rimane da scaffale e calo di prezzo a sto punto.

  • Silvietta91

    La recensione di Eurogamer dice l’esatto contrario, chi ha ragione ?

  • markolly81

    La recensione di Eurogamer dice l’esatto contrario, chi ha ragione ?

    senza criticare troppo l’operato altrui ma euro ita è il sito meno affidabile che esista dan 9 a tutto ormai. Leggi la versione inglese che infinitamente meglio.

  • Turokk

    Mmm, devo dire che ero tentatissimo da prenderlo ma questa recensione mi ha smorzato non poco, sopratutto per quanto riguarda l’IA dei nemici, per me abbastanza importante in un gioco del genere. Senza contare che se manca la suspance come il precedente capitolo per me rimane da scaffale e calo di prezzo a sto punto.

    QUOTO IN PIENO.peccato.

  • Sonika

    Appena finito in modalita’ Hard. Voto 7.

    Riassumendo e’ un buon gioco, non cé’ motivo per criticarlo troppo, il cui difetto sui generis e’come specificato nella recenzione un AI un po scema nei nemici umani e troppo aggressiva nei nemici selvaggi.
    Scendendo invece nel franchise Metro ho riscontrato una generale mancanza di tenzione narrativa. Nel primo episodio l atmosfera generale era molto piu’ cupa, le risorse molto piu’ scarse e la paranoia di trovarsi di fronte un “tetro” (esseri praticamenti immortali alle normali armi da fuoco) era alta. Questo giro invece e’ pieno di sezioni in cui si e’ accompagnati da un npc e la mancanza di un nemico “metafisico” (li abbiamo bombardati nel finale del primo) porta ad un generale atteggiamento da supereroe nell’ affrontare gli scenari.
    Tolti questi aspetti l ho trovato divertente, con un atmosfera sofisticatamente cojvolgente, scenari belli da esplorare e una storia sopra la media degli fps (che lavoro facciamo noi spartani? AHU AHU=)

  • Turokk

    Citazione:

    OKOK

    Bisogna aver giocato a Metro 2033 per capire la trama?

    Solo per motivi di trama. Se ti interessa è pienamente riassunta proprio nella recensione.

    Comunque leggo molti pareri discordanti e quindi non si sa mai di chi fidarsi :asd:

    Ci sto giocando da qualche sera e devo dire che e davvero coinvolgente le ambientazioni sono davvero da survival horror e c e molta azione graficamente e bello da vedere sorgenti di luce sono una manna scesa al cielo e giocarlo a modalita ranger lo rende per certi aspetti unico.troppo bello fidati