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RoadBlasters: lo schacciasassi a gettoni!

di 07/11/2016
 

1987 – Se poteva esserci qualcosa di più esaltante che attaccarsi al proprio coin-op preferito appena usciti da scuola, era farlo all’interno di un cabinato da un paio di quintali, ben inscatolati nella postazione di guida del racing game del momento.

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Benchè il comparto grafico proposto da RoadBlasters fosse tutt’altro che avido di dettagli e Frame di animazione, lo Scrolling degli Stage era praticamente impeccabile.

Ora, nessuno ha mai detto che guidare la Ferrari di Out Run fosse noioso, né tanto meno che il cubettosissimo Pole Position non fosse decisamente “oltre” per la sua epoca, ma quando le sale furono investite da RoadBlasters, sembrò davvero non esserci più spazio per nessuno. E non ci riferiamo soltanto alla mera realizzazione tecnica…

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Il cabinato deluxe di RoadBlasters in tutta la sua avveniristica potenza!

Il fatto era che, stavolta, non si correva solo per arrivare primi, ma per portare a casa la cotenna! La soddisfazione di un impresa che non esiteremmo a definire come assai ardua, avrebbe implicato un uso quantomeno disinvolto dell’arsenale in nostro possesso, nonché l’accorta gestione delle riserve di carburante a propria disposizione. Da cui l’apertura a sfumature concettuali e soluzioni “tattice” care a generi anche piuttosto distanti dalle corse.

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Più simile ad una cloche, il volante del cabinato originale presentava pulsanti a manubrio adibiti all’uso delle armi in dotazione alla vettura.

Nel tentativo di attribuire al titolo Atari una definizione più adatta ad riassumerne il concept, molti giornalisti dell’epoca si affrettarono in tal senso a coniare neologismi più o meno calzanti, finendo addirittura per annoverarlo sotto la categoria shooter…

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La RoadBlasters experience si snodava lungo 50 livelli zeppi di azione mozzafiato.

Volendo provare ad isolare col senno di poi le sensazioni che si era soliti provare al volante del rispettivo cabinato, si potrebbe tuttavia far riferimento ad una scoppiettante guerriglia a quattro ruote: format all’epoca tanto insolito da battezzare un filone nuovo di zecca destinato  a germogliare in classici più recenti come Vigilante 8 o Twisted Metal Black.


IN VIDEO

RoadBlasters prendeva vita sui circuti della leggendaria scheda System 1 introdotta da Atari nel 1984. Basata sul coriaceo processore Motorola 68010 e capace di supportare una risoluzione di 336 x 240 gestendo 256 colori da una Palette di 1024 tonalità, essa fu l’incudine su cui vennero forgiati anche altri classici come Marble Madness, Peter Packrat, Road Runner e Indiana Jones And The Temple Of Doom. Godiamoci ora insieme un’estratto video della versione originale!





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