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Masaya Nakamura, il fondatore di Namco

di 01/02/2017
 

Masaya Nakamura è noto al pubblico degli appassionati per aver fondato la Namco, casa che è stata portata al successo dall’immortale titolo del 1980, Pac-Man, ideato da Toru Iwatani. L’imprenditore giapponese è nato la vigilia di Natale del 1925 e ci ha lasciati all’inizio di quest’anno, esattamente il 22 gennaio 2017, all’età di novantuno anni. Ricordiamo oggi la sua carriera e la storia della sua azienda, fondamentale per il settore dei videogiochi.

Masaya Nakamura in una foto di repertorio del 1980, all’epoca del lancio del gioco arcade Pac-Man nel territorio ancora tutto da conquistare degli Stati Uniti.Il nome sul cabinato è ancora Puck-Man…

Masaya Nakamura decide di fondare nel 1955 la Nakamura Manufacturing Ltd con sede a Kanagawa, in Giappone. La prima attività aziendale della società è già nel mondo dell’intrattenimento pubblico, con la costruzione e distribuzione di cavalli meccanici destinati ai più grandi ed importanti centri commerciali giapponesi, tra cui quelli di Nihonbashi e Yokohama e sistemi per giochi meccanici destinati a club privati di varia natura. Masaya Nakamura nel 1971, dopo che l’azienda è ormai diventata un vero leader nel settore dell’intrattenimento meccanico, cambia il nome della sua creatura in Nakamura Manufacturing Company, una variazione da poco, diranno i più distratti. Eppure dall’acronimo di questo nome, Na M Co, nasce il moderno marchio Namco, registrato in quello stesso anno.

La nuova Namco di Masaya Nakamura inizia ad interessarsi ai videogiochi già nel 1974, quando il settore sta appena nascendo, perlomeno dal punto di vista commerciale. Namco acquista la divisione giapponese di Atari, la società che aveva lanciato sul mercato Pong, il più celebre simbolo videoludico fino a quel momento. Namco si butta di fatto in un settore ad alta concorrenza, dominato in quel momento da nomi altisonanti, quali Taito, con i suoi celebri cabinati elettromeccanici e Nintendo, con i suoi giochi di tiro a segno chiamati Laser Clay. Namco conquista il Giappone grazie alla distribuzione di cabinati arcade meccanici, flipper, videogiochi e coin-op in versione upright e cocktail, espandendosi a tal punto da conquistare anche l’estero. Masaya Nakamura, coraggiosamente, decide di aprire nuove filiali a Hong Kong e persino nel ricco territorio della California, negli Stati Uniti.

Dopo questo primo passo alla conquista del Nord America Masaya Nakamura decide che è arrivato il momento di fondare una vera e propria nuova società. Ecco che arriva Namco America Inc. Il primo titolo prodotto da questa società è l’arcade Gee Bee, ideato e programmato nel 1978 da un giovane artista ancora sconosciuto, Toru Iwatani, che due anni dopo raggiungerà la massima fama grazie al suo titolo più famoso. Il gioco è uno strano ibrido tra flipper elettronico e gioco di abilità che riscuote un discreto successo sul mercato.

Una schermata di Gee Bee, il titolo arcade che vede il debutto di Namco nel mondo dei videogiochi, con la firma di Toru Iwatani, futuro autore di Pac-Man.

Dopo il debutto nel settore videogiochi la società di Masaya Nakamura miete un successo dietro l’altro, nel 1979 arriva Galaxian, un vero e proprio clone enanched di Space Invaders, che contiene delle trovate uniche che lo rendono un grande classico del settore. ma è solo nel 1980 che Namco lancerà il secondo titolo ideato da Toru Iwatani, quel Pac-Man che le aprirà per sempre le porte del paradiso, facendola diventare una delle più importanti software house del settore. Pac-Man è un titolo geniale, che scopre un mercato completamente nuovo. Grazie ad esso il pubblico femminile inizia a giocare con i videogames, per merito anche delle scelte grafiche carine ed accattivanti del titolo, oltre a lanciare un messaggio pacifista. Nel gioco, infatti, non si spara mai, e il tasto FIRE è del tutto eliminato. Per contro la scelta di liberare la mano era dovuta alla necessità commerciale di far tenere in mano un pacchetto di patatine al giocatore, che in quel modo avrebbe consumato del cibo dalle macchinette automatiche mentre giocava, eppure questa idea renderà il titolo immortale. In pochi sanno che il nome Pac-Man è stato scelto proprio da Masaya Nakamura, che ha voluto applicare l’onomatopea Paku-Paku, ovvero mangia-mangia, che è la traslitterazione della chiusura ed apertura delle labbra mentre la bocca ingurgita del cibo. Originariamente in verità il nome scelto era Puck-Man, ma la scelta, col senno di poi, si rivela sfortunata, perchè negli Stati Uniti viene spesso storpiata in Fuck-Man, creando imbarazzo ed ilarità nelle sale giochi nordamericane… ed ecco che nasce la variante più sicura Pac-Man.

La celebre schermata di gioco di Pac-Man, un maze game che è rimasto per sempre nell’immaginario collettivo come simbolo stesso del settore, e degli anni ottanta.

Namco negli anni ottanta produce diverse opere che scrivono la storia del settore, come Bosconian, nel 1981, o Galaga, il seguito ancora più complesso di Galaxian. Nel 1982 arrivano Dig Dug, un altro indimenticabile maze game dove si scava nel terreno, Xevious, uno sparatutto a scorrimento ideato da Masanobu Endo, ed il terzo titolo firmato Toru Iwatani, Pole Position. Dopo titoli tutto sommato tradizionali, ecco che nel 1983 Masaya Nakamura da il via libera alla sperimentazione più estrema, ed arrivano sul mercato titoli oggi di culto come Phozon, bizzarro titolo basato sugli atomi dove il misterioso elemento Chemic deve unirsi alle molecole Molek per duplicare esattamente gli schemi cellulari proposti dal gioco, o Mappy, un platform basato sull’eterna lotta tra gatti e topi. Nel 1984 arriva un altro titolo a firma di Masanobu Endo, il gioco di ruolo The Tower of Druaga ancora oggi citato come esempio di game design. Moltissimi i titoli proposti dalla casa negli anni a venire, e citiamo solo, tra tutti, Splatterhouse del 1988 e la saga di Tekken che, dal 1994 ad oggi, è tra le più amate del settore. I titoli delle origini sono oggi di culto, e sono ristampati di continuo in collezioni fisiche come Namco Museum ed anche in digitale.

Phozon è uno dei titoli più strani mai creati nel settore. Il gioco, fortemente voluto da Masaya Nakamura stesso, cerca di lanciare il messaggio che la scienza possa essere divertente, coinvolgendo la chimica in un puzzle bizzarro ed indimenticabile.

Nel 2005 Masaya Nakamura vede la fusione della sua società con il colosso dell’intrattenimento Bandai , produttore di action figures e videogiochi egli stesso. La nascita del gigante Bandai Namco riesce a dare nuova valorizzazione ai vecchi classici del settore ideati nei primi anni ottanta, che oggi, in tempi moderni, sono spesso oggetto di remake e riedizioni. Nel 2007 lo stesso Pac-Man diventa Pac-Man Championship Edition, una versione progettata apposta per i campioni del titolo, che è l’ultimo gioco ideato da Toru Iwatani. Il game designer abbandona poco dopo il settore per dedicarsi all’insegnamento universitario.

Dopo aver guidato la società anche in età avanzata Masaya Nakamura ci ha lasciati timidamente il 22 gennaio 2017, e Bandai Namco Holding ha dato la notizia dopo circa una settimana dalla scomparsa. Ci lascia un grande personaggio, un sognatore che ha sempre voluto guardare al futuro e che ha dato tantissimo al mondo videoludico.