Tutti, prima o poi, si sono scontrati con Crysis. I possessori di console, attratti dalla sontuosa veste grafica ma traditi dall'esclusività per PC; gli utilizzatori di computer da gioco, desiderosi di sperimentare un potente sandbox, ma frustrati da richieste hardware estremamente elevate. Tutti hanno detto la loro nei forum, ma pochi hanno veramente potuto apprezzare le qualità del primo episodio, che ci permetteva di esplorare un'isola tropicale occupata da nordcoreani e alieni ostili, vestiti con una tuta nanotecnologica in grado di donarci alternativamente una forza smisurata, una considerevole resistenza ai proiettili, una elevata velocità e, infine, un effetto mimetico degno di un Predator.
VERSIONE 2.0
Partendo da lei, la vera protagonista del primo episodio, Crytek ha preso atto delle critiche, contemplando finalmente Xbox 360 e PS3 e ottimizzando il motore quel tanto da renderlo realmente godibile su gran parte dei PC attuali. E, già che c'erano, cambiando anche ambientazione, perché in Crysis 2 l'azione si sposta in quella giungla di cemento chiamata New York. Una Grande Mela devastata da una serie di scosse telluriche e trasformata in una immensa zona di quarantena, a causa di un virus di origine sconosciuta intento a falcidiare l'intera popolazione. Due piaghe di origine solo apparentemente naturale, come ben sottolinea il massacro di un intero distaccamento di marinai, effettuato da una navetta extraterrestre nelle primissime fasi di gioco. Unico sopravvissuto, l'anonimo fante soprannominato Alcatraz, che dopo essere stato ripescato dalle acque insanguinate del Hudson entra in possesso della seconda versione della nanotuta, scoprendo ben presto di dover affrontare due diversi avversari: la milizia privata CELL, solo ufficialmente intenta a gestire l'emergenza umanitaria, e la razza aliena dei Ceph, insediatasi in forze sull'isola di Manhattan e desiderosa di espandersi sul resto del pianeta. Due nemici in apparenza sovrastanti, ma in realtà gestibili grazie all'elegante vestito semi-organico da un miliardo di dollari prodotto dalla corporazione Crynet. Alla base del suo funzionamento un quantitativo limitato di energia, indirizzabile rapidamente verso resistenza, forza, velocità e invisibilità. Opzioni che, abbinate ad un ampio arsenale di armi personalizzabili, modellano gli scontri sulle attitudini del giocatore.
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In Crysis 2 i posti di blocco creati dalle truppe CELL, intenzionate ad impedirci di raggiungere lo scienziato Nathan Gould, possono essere affrontati in modalità stealth, aggirando i soldati con passi artificialmente felpati e piantando una lama nella giugulare delle sentinelle. In alternativa, si può correre come una saetta in mezzo al nemico, attivando la modalità armatura e spruzzando proiettili in ogni direzione, dopo aver magari scavalcato una postazione da fuoco fissa con un balzo di una decina di metri ed aver steso l'addetto al pezzo con una gomitata potenziata. La tuta invoglia a sperimentare, e i primi contatti con gli agili Ceph richiedono ulteriore versatilità: la maggior parte dell'esercito alieno è composto dai Grunt e dagli Stalker, che hanno la pessima abitudine di guizzare sulle pareti quanto sul terreno, sporadicamente spalleggiati dai corrazzati Heavy e da un mecha tripode in grado di sottomettere i carri armati terrestri. In questi frangenti diventa essenziale sfruttare il visore tattico della tuta, che permette di "etichettare" i nemici (rendendoli visibili anche quando si spostano dietro le pareti), di sottolineare la posizione di armi e munizioni e di suggerire al giocatore le strategie migliori di volta in volta. Ben presto si scopre che il metodo più rapido per eliminare un Ceph corrazzato consiste nel piazzargli addosso una carica di C4 senza essere visti, mentre il potente mecha può essere indebolito sprintandogli intorno e impedendogli di prendere la mira. A ogni uccisione aliena corrisponde poi un arricchimento genetico della tuta, che con il passare dei livelli acquisisce funzionalità ulteriori, quali devastanti atterraggi in grado di sbalzare lontano i nemici e la capacità di osservare le impronte lasciate da un avversario nascosto.
MODERN CRYSIS
Funzionalità ampiamente sfruttabili nella sezione multiplayer, modellata sull'impronta di Modern Warfare: dotata di classi, bonus ottenibili facendo dei "filotti" di uccisioni e armi sbloccabili guadagnando punti XP nei server. Al posto dei Perk del noto rivale, l'abilità in battaglia viene remunerata con upgrade della tuta, che dopo alcune ore di gioco offre maggiore impermeabilità al piombo, permette di rilevare parzialmente i nemici mimetizzati e riesce perfino a ritardare l'esplosione delle granate, consentendoci di sprintare fuori dalle situazioni pericolose. Vantaggi preziosi nelle cinque modalità di gioco, incentrate sulle tipiche meccaniche di difesa delle basi e di cattura della bandiera, e potenzialmente longeve, come testimoniato dal buon successo della demo per PC e Xbox 360 (quella PS3, beh... lasciamo stare). Anche nel multiplayer Crysis 2 rimane poi un vero spettacolo per gli occhi: capita di rimanere incantati davanti ai raggi solari che si infiltrano tra i rami degli alberi, mentre il cielo di Wall Street viene attraversato da una navetta dai motori fumanti che scaglia capsule semitrasparenti nel terreno. Tanto splendore è riprodotto su console a 30 fps costanti, anche nelle situazioni più affollate e senza differenze evidenti tra la versione Xbox 360 e quella PS3. Su PC il gioco acquisisce una maggiore distanza visiva, illuminazioni ad alta dinamica e un sofisticato filtro di motion blur, ma su tutte le piattaforme il titolo è eseguibile con la medesima stereoscopia, compatibile sia con gli occhiali passivi sia con quelli attivi, e studiata in modo da non affaticare eccessivamente la vista. Ennesimo tocco di classe di un gioco tecnicamente splendido, dotato di una buona giocabilità, una trama abbastanza interessante ed un multiplayer promettente. Difficile chiedere di più.


















Commento della redazione
Una bella gita nella Grande Mela, caratterizzata da un comparto grafico di prim'ordine, un'atmosfera coinvolgente e la forte sensazione di essere un inarrestabile esercito composto da un singolo elemento, nonostante i nemici offrano una buona sfida. Gode di meno libertà del primo episodio, ma rimane spettacolare e ben ritmato. Insomma, la seconda incarnazione della nanotuta è un successo che gli amanti degli FPS non dovrebbero farsi scappare, vendicandosi della pesantezza del primo episodio.