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Due giorni fa vi abbiamo proposto la nostra recensione di Shadows of the Damned, che potete leggere comodamente cliccando qui.
Visto il delirio visivo che sta dietro al lavoro di Suda 51 e Shinji Mikami, ci è parsa una bella cosa regalarvi anche una VideoRreview, così che possiate rendervi conto anche attraverso il mezzo video di cos'abbia partorito il dinamico duo giapponese. La VideoReview la trovate a un passo di clic, nel player qui sopra (anche in versione HD). Buona visione!
Ci siamo approcciati a questa non semplice produzione con un filo di ipercriticità. Non per altro, ma con due nomi così altisonanti al timone il rischio di rimanere delusi era davvero alto. Alla fine non possiamo certo strapparci i capelli per il risultato raggiunto, ma non si può nemmeno affermare che Shadows of the Damned sia un brutto gioco. Certo, bisogna mettersi bene in testa che questa è una produzione dedicata a un pubblico molto particolare, amante degli action game con qualche leggerissima spolverata puzzle. Il tutto ovviamente immerso nel solito delirante incubo vivente di Goichi Suda, lo stile di Shinji Mikami e i brani perfettamente a tema di Akira Yamaoka. Ovviamente, se i titoli di questi autori vi fanno ribrezzo, potete pure passare oltre: questo gioco non fa proprio per voi. Per tutti gli altri, è necessario un piccolo sforzo mentale e soprattutto la voglia di farsi trascinare in un'esperienza davvero molto particolare e tutt'altro che banale.
Commento della redazione
Ci siamo approcciati a questa non semplice produzione con un filo di ipercriticità. Non per altro, ma con due nomi così altisonanti al timone il rischio di rimanere delusi era davvero alto. Alla fine non possiamo certo strapparci i capelli per il risultato raggiunto, ma non si può nemmeno affermare che Shadows of the Damned sia un brutto gioco. Certo, bisogna mettersi bene in testa che questa è una produzione dedicata a un pubblico molto particolare, amante degli action game con qualche leggerissima spolverata puzzle. Il tutto ovviamente immerso nel solito delirante incubo vivente di Goichi Suda, lo stile di Shinji Mikami e i brani perfettamente a tema di Akira Yamaoka. Ovviamente, se i titoli di questi autori vi fanno ribrezzo, potete pure passare oltre: questo gioco non fa proprio per voi. Per tutti gli altri, è necessario un piccolo sforzo mentale e soprattutto la voglia di farsi trascinare in un'esperienza davvero molto particolare e tutt'altro che banale.