Ma pensa un po' che sorpresa, questo RAGE. id Software è tornata a sviluppare direttamente, ed era un bel pezzo che non accadeva, più o meno dai tempi del deludente Doom 3, anno di grazia 2004. Le mie aspettative, l'ho anche scritto qualche tempo fa, non erano delle più entusiasmanti, soprattutto per via dell'ambientazione post-apocalittica che, tra i vari Fallout e compagnia bella, ha sinceramente un po' stufato. Temevo che, travolto dal "pallino" di Carmack per la tecnologia fine a se stessa e i suoi motori grafici ultra-innovativi, il gioco si sarebbe bullato di una grafica da mascella per terra e avrebbe risentito di un gameplay poco ispirato. Freddo, diciamo. Alla prova dei fatti sono stato smentito in pieno. E ne sono contento! Pur non inventando nulla, pur non rivoluzionando un accidenti di niente, pur non piccandosi di voler cambiare il corso della storia degli FPS, RAGE è divertente dall'inizio alla fine, grazie a un gameplay che definire robusto è poco, con una profondità davvero notevole, che lascia al giocatore grande libertà nell'approccio alle diverse missioni e agli scontri a fuoco.

LA STORIA? A CHI MAI INTERESSERÀ?
Inutile dilungarsi troppo sulla trama: mondo post-apocalittico dopo la caduta di un'asteroide che ha rischiato di annientare la vita sulla Terra, il protagonista che si sveglia dopo 106 anni di sonno criogenico, a bordo di un'Arca che avrebbe dovuto costituire il punto di partenza di una nuova umanità, e che invece si ritrova in un mondo ostile, precipitato nel caos e nell'anarchia, dove regnano mutanti, predoni e dove i pochi sopravvissuti "civili" si sono accampati in piccoli insediamenti rurali. La campagna single player è strutturata in modo classico: missioni assegnate dagli NPC, obiettivi da portare a termine, scontri con i cattivi e ritorno a casa. Il bello di uno shooter in soggettiva però sta altrove, giusto? Nei combattimenti, nella varietà di situazioni, nei nemici e in come sanno metterci alla prova, nel design dei livelli. In tutti questi aspetti, tutti quanti, e lo dico subito che tanto l'avete già capito, RAGE è un titolo eccellente.

PARLIAMO DI COSE SERIE: FUCILI, BALESTRE, GRANATE...
Le fazioni che incontriamo sono molto ben caratterizzate, oltre che esteticamente, anche per le tattiche di cui fanno uso per sfidarci: ci sono i Mutanti, gli Sciacalli e i Fantasmi che prediligono il corpo a corpo (ma non si limitano a quello), Cervelloni e soldati dell'Autorità (i veri "cattivi" della storia) preferiscono usare armi da fuoco, possibilmente automatiche, e ripararsi dietro ogni copertura possibile, mentre Devastati e Sudari si muovono in una via di mezzo. Tutti quanti, comunque, a prescindere dalle loro tattiche, reagiscono dinamicamente a come ci comportiamo: c'è chi continua a balzare di qua e di là per evitare i colpi, chi si accuccia, chi rotola di lato, chi trova riparo, chi preferisce scappare dal campo di battaglia e aspettarci più avanti, insieme ai rinforzi, chi ferito e a terra continua a sparare, magari alla cieca, chi capisce che stiamo usando un mirino e scarta continuamente di lato per renderci la vita impossibile... Insomma, avete capito.
Di fronte a tanta "intelligenza" occorre un arsenale adeguato, e da questo punto di vista RAGE non delude affatto: non tanto per il becero numero di armi complessive, ma per la possibilità di equipaggiarle con vari proiettili in grado di avere effetti diversi, anche a seconda della tipologia di nemici contro cui sono sparati: ci sono armi stealth che permettono di uccidere in silenzio, balestre che lanciano dardi esplosivi o elettrificati (buttatene uno in una pozza d'acqua con dentro un po' di nemici, e CRRT-ZZZOOT!, li seccherete tutti sul colpo!), fucili a pallettoni esplosivi, proiettili che perforano le corazze e altri che permettono di prendere il controllo della mente di un nemico e poi farlo esplodere (conducendolo prima dai suoi amici). A tutto questo aggiungiamo una ricchissima sezione di "crafting", dove costruire con gli oggetti recuperati in giro per le mappe una serie di cose non sempre indispensabili ma comunque utili: sentinelle automatiche, granate, curativi, i letali wingstick, boomerang a tre lame che decapitano sul colpo, macchinine telecomandate esplosive ecc.

Il risultato di tutto questo è un gameplay che sparge varietà a piene mani, che spalanca le porte a ogni possibile tattica e approccio vi passi per la mente: volete massacrare la gente a fucilate in faccia, con continui ed eleganti movimenti di strafe laterale? Oppure preferite affrontare le missioni come un ninja, uccidendo tutti i nemici con la sola balestra? L'unica cosa che dovete ricordarvi, a prescindere dalle vostre preferenze, è di "fare la spesa" prima di partire per una missione dall'apposito venditore: non fatelo, e rischiate di doverla portare a termine a pugni! A me è capitato, un paio di volte, e non è stato facile... Già che siamo (più o meno) in argomento, val la pena sottolineare che le quest secondarie risultano molto ben legate alla trama principale, e non messe lì tanto per fare; in aggiunta, come "premio" per averle svolte, nella stragrande maggioranza dei casi si ottengono perk per le proprie abilità, o schemi per realizzare nuovi e più potenti oggetti.
A completare alla grande il tutto ci pensa un design dei livelli davvero ispirato: a parte ambientazioni che temevo molto più monotone, considerata la storia di partenza, la qualità delle mappe è semplicemente straordinaria, e asseconda ogni possibile tattica di gioco vogliate perseguire, offrendo coperture, spiazzi che diventano caotiche arene, luoghi perfetti per imboscate a sorpresa, zone in cui si è in balìa del fuoco nemico, complesse strutture verticali... Per contro, a conferma di quanto scritto nell'hands-on di aprile, va detto che i livelli sono estremamente lineari, enormi "canaloni" in cui non ci si può perdere né permettere di girovagare, ma la cosa non indebolisce affatto il gameplay. Anzi, semmai è il contrario. Ancora, e questo è effettivamente un aspetto che fa storcere il naso, se si esclude qualche porta o qualche oggetto specifico, non esiste alcun tipo di interazione con il mondo esterno: niente scatoloni che si rompono, lampadine che esplodono, sedie che girano su se stesse... Nulla di nulla. Anche qui, la cosa non sposta di una virgola la cifra stilistica del gameplay di RAGE, ma in pieno 2011 lascia più che altro stupiti.

E NON MI BASTA MAIIII!
Un po' come gli ovetti Kinder, oltre a essere uno sparatutto con i controfiocchi (e non scrivo altro, solo perché il buon Alias è un moralista), RAGE è una sorpresa a getto continuo, a cominciare dalla componente racing. Per raggiungere i luoghi in cui si svolgono le missioni ci si sposta a bordo di veicoli off-road, che possono essere armati, corazzati, potenziati, e che vantano un modello di guida molto arcade ma per nulla semplicistico, reattivo e scomposto come ci si aspetta da un fuoristrada, accessibile e senza troppe complicazioni; le sezioni di combattimento a bordo della macchina sono altrettanto semplici, con un sistema fin troppo indulgente di mira automatica che intercetta gli avversari. Apprezzabili i micro-challenge che si possono incontrare durante gli spostamenti pre-missione, e che possono andare dalle acrobazie in volo a corse a checkpoint improvvisate a scontri all'ultimo rottame con predoni che si aggirano lungo le wasteland. Nelle città, invece, ci sono apposite zone in cui affrontare gare vere e proprie, contro il tempo, contro altri avversari, con mezzi armati e non, e che permettono di aumentare il proprio prestigio e di incassare un po' di soldi.
Una missione del gioco è la famosa Mutant Bash TV, che abbiamo provato qualche mese fa, e che si conferma un divertente, spassoso, esilarante e violentissimo omaggio ai vecchi shooter di id Software, Doom su tutti. Imperdibile, e da giocare più e più volte. Ancora, nelle città può capitare di imbarcarsi in veri e propri minigame in grado di regalare qualche minuto di divertimento e - ancora una volta - un po' di spicci: giochi di carte collezionabili, sfide con il banjo in pieno stile Un tranquillo Week-end di paura, board game e persino la versione digitale del giochino col coltello fatto da Bishop in Aliens!
PC vs. CONSOLE
Sul fronte tecnico, con mia grande sorpresa, come dicevo all'inizio, il gioco colpisce ma non stupisce. Debutta il nuovo id Tech 5 con le sue megatexture (nella loro evoluzione del virtual texturing), ma i risultati sono altalenanti: laddove sono fantastici a vedersi i personaggi e gli spazi aperti, le wasteland, i palazzi, le arene, e in generale tutto ciò che è paesaggio, con le loro texture enormi che annullano il rischio di ripetitività delle scene, il numero di poligoni complessivi non è elevatissimo, così come la qualità dell'immagine a distanza ravvicinata, in particolare al chiuso, dove molti particolari appaiono sgranati e poco definiti. In compenso il gioco gira inchiodato a 60 FPS su console, e in maniera molto fluida su PC non ultra-pompati.

NON TI SEI DIMENTICATO QUALCOSA? CHE SO, IL MULTIPLAYER?
Ah, giusto! Avete perfettamente ragione! Il motivo per cui l'ho relegato in fondo all'articolo è che si tratta di una componente davvero minore del gioco. Qui più che altrove, dalla casa che ha inventato il deathmatch, ci si aspettava davvero qualcosa di più. Da un lato abbiamo una modalità cooperativa che propone nove livelli da giocare in due, intitolati "Leggende dalle Wasteland": si tratta, in buona sostanza, di una mini-campagna parallela che permette di rivivere in prima persona alcune delle storie che abbiamo sentito narrate dai PNG nel corso della campagna principale. Peccato che l'implementazione non sia all'altezza del resto: le mappe sono versioni più piccole di quelle originali, ma soprattutto di cooperativo c'è proprio poco: più che altro un po' di nemici extra da abbattere.
Per quel che riguarda il multiplayer competitivo, invece, RAGE scarta - inspiegabilmente, a mio modo di vedere - l'idea degli scontri in prima persona (riservandoli, ma è sempre un pensiero mio personale, per un DLC prossimo venturo) per concentrarsi sul combat racing, con diverse modalità che spaziano dal tutti contro tutti a gare con checkpoint a squadre. L'idea in sé non è malaccio, il combattimento su veicoli - come scrivevo anche poco sopra - è ben fatto e divertente, ma è comunque poca cosa rispetto all'esperienza single player, buona per un paio di serate diverse e poco altro. Comunque, meglio così che un deathmatch messo lì solo per puro "dovere". Nota tecnica: su PC il gioco sfrutta Steamworks.



















Commento della redazione
Finalmente uno sparatutto in prima persona fatto come si deve. L'esperienza in solitaria è talmente coinvolgente che si passa sopra a tutti i suoi comunque evidenti difetti: ambientazione abusata, un motore grafico nuovo, bello ma non eccezionale come speravamo, un'interattività pressoché nulla con l'ambiente e un comparto multiplayer piuttosto moscio. RAGE è, più di tutto, un gioco che diverte dall'inizio alla fine, con un gameplay ricco e profondo, e che lascia spazio a diverse tattiche di combattimento. Robusto come una quercia, senza punti morti, lasciarselo scappare significa perdersi uno dei migliori FPS dell'anno.