Toh. Un videogioco tutto italiano che fa la sua porca figura sulle piattaforme portatili di Apple non è una cosa che si vede tutti i giorni. Gioventù Ribelle è ormai (e fortunatamente) solo un lontano ricordo: nuove realtà si affacciano sul mercato, nella speranza di poter dire qualcosa d'importante e affiancarsi a Milestone tra le software house nostrane in grado di produrre titoli di successo. Il primo passo della milanese Forge Reply è questo Act of Fury: Kraine's Revenge, che magari non ridefinirà i canoni del genere shoot'em up a scorrimento verticale, ma riesce nell'intento di regalare divertimento a tutti coloro che amano da sempre il genere in questione.
In Act of Fury controlliamo Kraine Severe, un eroe circondato da una sorta di tornado portatile, che può essere spostato in giro per lo scenario appoggiando un dito ovunque sullo schermo tattile e muovendolo come se fosse un joypad. Se vi trovate comodi, potete comunque decidere di toccare con il polpastrello direttamente Kraine e trascinarlo ove più vi aggrada. Diversamente da quasi tutti gli altri shoot'em up a scorrimento verticale, il nostro alter ego non spara proiettili di nessun genere, ma utilizza il tornado che lo circonda come se fosse una sorta di enorme lama rotante, o, se volete, un gigantesco aspiratutto. Questo significa che per abbattere i nemici è necessario finirci sopra, o almeno farli entrare nel raggio di azione del tornado polveroso che fa da vestito a Kraine. Act of Fury, pertanto, si basa sul paradosso (per il genere shoot'em up) che i nemici devono essere sconfitti andandogli letteralmente addosso, rosicchiandone poco alla volta i punti vita fino alla loro dipartita da questa valle di lacrime.
Non fatevi ingannare dalla semplicità con cui si affrontano i primissimi minuti di gioco, tutto sommato estremamente abbordabili e che accompagnano il giocatore nell'intestino del gameplay: Act of Fury, nella sua immediatezza, è un titolo dalle dinamiche raffinate e che richiede attenzione estrema se non si vuole crepare a ogni piè sospinto. Lo schermo si riempie in fretta di proiettili nemici, magari non al livello di un Ikaruga a caso, ma a sufficienza per mettere in difficoltà anche il giocatore più avvezzo al genere. La cosa più bella è che il sistema di controllo funziona, e permette di danzare tra gli attacchi avversari e compiere manovre sfiziose, coinvolgendo nei nostri attacchi anche più nemici alla volta. Peraltro, il fatto che un avversario sotto attacco smetta di sparare proiettili aggiunge quel pizzico di componente tattica che ben si sposa con la frenesia croccante dell'azione. La ciliegina sulla torta è data dalla barra progressiva della furia, che si riempie continuando ad attaccare senza soluzione di continuità e assorbendo particolari globi rossi: maggiore è la furia accumulata, più efficiente è il nostro tornado tascabile. A ciò si aggiungono numerosi power-up, collezionabili negli scenari o acquistabili in un apposito negozio, spendendo le stelle che ci vengono fornite alla fine di ogni missione in quantità diversa a seconda della nostra prestazione.
C'è, insomma, tanta carne al fuoco in Act of Fury, quasi tutta prelibata e succosa. Certo, non sempre è tutto oro quello che luccica, e anche il titolo di Forge Reply ha qualche magagnetta che salta fuori di tanto in tanto. Ad esempio, nonostante la bontà del sistema di controllo, quando lo schermo si riempie di troppi proiettili diventa difficile scorgere vie di salvezza se queste sono nascoste dal nostro polpastrello. Da questo punto di vista, Act of Fury è forse più godibile se giocato sullo schermo di un iPad, piuttosto che in quello ridotto di un iPhone. Un altro difetto – ma qui si tratta più di considerazioni personali – riguarda la non eccessiva longevità. È vero che ognuno dei nove livelli può essere rigiocato più volte per ottenere tutte le stelle e aumentare le “stats”, ma il primo giro si finisce nello spazio di un paio d'ore o poco più. Certo... c'è sempre la possibilità di rifare tutto in modalità “Hell”, nella quale i nemici non smettono di sparare anche dopo essere entrati nel raggio di azione del nostro tornado, ma si tratta di un'opzione di gioco alla portata di pochissimi, vista l'elevata difficoltà che la contraddistingue. Ciò detto, Act of Fury è proprio un gran bel titolo, è una roba italiana fatta come si deve e costa meno di due caffè al bar... vedete un po' voi.
Qui, se volete, potete ammirare la pagina del gioco su iTunes.


















Commento della redazione
Non sarà il nuovo Ikaruga, ma Act of Fury fa bene il suo dovere di shoot'em up: diverte, e anche parecchio. Certo, in alcuni momenti la pazienza va a farsi benedire, soprattutto quando ci si cimenta con la modalità “Hell”, che se si chiama così un motivo ci sarà pure. Tuttavia, la frustrazione è quasi sempre sana: un po' come il dolore che senti quando l'acido lattico ti lavora i muscoli, consapevole che la prossima volta il male sarà un po' meno e il tuo fisico sarà più tonico. Il sistema di controllo funziona bene, e già questo è un fatto che non deve essere dato mai per scontato in uno shoot'em up. Peccato solo per la non eccessiva longevità, anche se una partita ogni tanto, tra una fermata e l'altra della metropolitana, la si fa comunque sempre volentieri.