
E cosa diavolo saranno mai questi pullblox di cui tutti parlano, di cui tutti scrivono, di cui tutti dicono solo e soltanto meraviglie? Bella domanda. Anche perché nel mondo vero i pullblox mica esistono e, quindi, per mettersi in tasca qualche risposta bisogna abusare della fantasia. E, in quanto a fantasia, i tizi di Intelligent Systems, team di sviluppo orbitante attorno a Nintendo, stanno messi proprio bene. Figuratevi che sono stati proprio loro a inventarli, questi dannatissimi pullblox!
TIRA, SPINGI, TIRA...
I pullbox non sono altro che dei piccoli, grandi o addirittura enormi ammassi di blocchi colorati sui quali i bambini possono saltare, correre o inseguirsi. Sono tutti sistemati in un grosso parco dei divertimenti gestito da un vecchio e stralunato custode che, nemmeno a dirlo, è nei guai. I pullblox, infatti, per qualche strano motivo si sono richiusi su loro stessi intrappolando al loro interno un sacco di fanciulli. Il nostro compito sarà proprio quello di aiutare il custode a recuperare i bimbi. Per farlo bisogna “scalare” i pullblox utilizzando i blocchi di cui sono fatti come scale e piattaforme (più o meno) mobili.
Mobili? Mobili, sì... perché i blocchi si possono spingere e tirare a piacimento. Inizialmente, infatti, tutti i pullblox sono piatti e bidimensionali, come se fossero delle sottilette colorate. Ma il bello è che i vari blocchi di cui sono composti possono essere tirati “fuori” o spinti “dentro” lo schermo. Tira e spingi, spingi e tira bisogna insomma costruire una sorta di scala. Non è però necessario che questa sia ordinata e “completa”, visto che il nostro alter-ego (che si chiama Mallo, per la cronaca) è capace di saltare come un grillo e, quindi, di raggiungere un blocchetto lontano con un semplice balzo. Nel giro di pochi minuti si intuisce che il gioco richiede non solo un gran dispiego di energie mentali, ma anche una discreta abilità manuale. Insomma... cervello e riflessi in un piccolo spazio vitale. E poi, poteva mancare un editor di livelli? No, e infatti c’è. I livelli, inoltre, si possono scambiare/importare tramite internet (sotto forma di codici QR).
TRA PUZZLE E PIATTAFORME
Sorta di novello Mario vs Donkey Kong (quello per GBA, per chi se lo ricorda), Pullblox è insomma un puzzle game che è anche un po’ un platform. Ed è un puzzle game che è anche un po’ un platform sullo strepitoso andante. Dopo aver appreso le regole di base (e dopo aver quindi superato un tutorial che, come quasi tutti i tutorial, è la morte del divertimento) ci si ritrova in un diabolico meccanismo fatto di blocchi colorati, interruttori, portali (non proprio quelli di Portal, ma quasi) e tre dimensioni. Tre dimensioni, sì, perché la meccanica di base è incentrata sulla profondità e quindi l’effetto 3D di Pullblox ha un suo certo senso “pratico”. Giocando con l’effetto 3D attivato viene infatti più facile leggere la situazione generale di un quadro e, più in generale, ragionare su più livelli. L’effetto 3D, tra l’altro, si sposa a meraviglia con i colori accesi, brillanti e allegri che i tizi di Intelligent Systems hanno usato per dipingere i pullblox. Pullblox che - di tanto in tanto - hanno la forma di animali, oggetti o addirittura eroi Nintendo, dando al gioco tutto la stessa vivacità grafica di una robetta da nulla come Picross 3D per DS. Hai detto niente, hai detto.



















Commento della redazione
Un bel po’ puzzle, un pochino pure platform, Pullblox è un giochino per 3DS scaricabile solo e soltanto dall’eShop del 3DS. Costa relativamente poco (sei euro) ed è uno dei migliori videogiochi disponibili per la console da passeggio di Nintendo. Serve sapere altro?