Quando mi sono trovato davanti a Grand Slam Tennis 2 mi è venuta immediatamente in mente una domanda: “ma da dove diavolo viene, questo gioco, se non mi ricordo dell'esistenza di un capitolo primo?”. È che la mia attenzione per le console “next-gen” (ormai fa ridere questo termine, ma queste sono Xbox 360 e PS3) mi aveva distratto dal ricordarmi dell'esistenza di Grand Slam Tennis, titolo uscito per Wii nel 2009, con campioni e sistema di controllo ben diversi da quelli di questo secondo episodio. Detto questo, il gioco è stato una bella sorpresa, perché un terzo attore in grado di portare una rottura nel dualismo tra Virtua Tennis e Top Spin mi piace assai.
TENNISTI LICENZIATI!
Partiamo dagli aspetti “forti”, quelli che piaceranno agli appassionati: le licenze. EA Sports, come al solito, non delude e sfoggia tutti e quattro i tornei dello Slam con i loro bei loghi ufficiali, cui si aggiungono altri tornei minori griffati EA. A differenza degli altri giochi di tennis, gli sviluppatori sono stati molto bravi nell'inserire alcune chicche di un certo rispetto. Per esempio, per ogni Slam potrete scegliere tre campi diversi (al Roland Garros, per esempio, potrete scegliere tra un campo secondario, il Suzanne Lenglen e il Philippe Chatrier), ciascuno ottimamente caratterizzato. Una scelta che segue il deciso aumento della popolarità del tennis negli ultimi anni.
Parlando del passato, invece, EA ha puntato forte su tutto quel pubblico che è stato giovane negli anni '70, '80 e '90, inserendo nel roster campioni leggendari in grado di attirare, negli scaffali dei negozi, fan non più giovanissimi. Per esempio quelli che hanno amato Pete Sampras, campione leggendario al punto che nel 2007 fu fatta un'esibizione tra il talento americano e l'allora n°1 del mondo, Roger Federer, pur di vedere questi due formidabili tennisti a confronto. Be', “Pistol Pete” è una delle tante superstar del tennis presenti in Grand Slam Tennis 2, e che potrete controllare e sfidare. Poi ci sono tutti gli altri: Bjorn Borg, John McEnroe, Stefan Edberg, Boris Becker e Michael Stich (e non sono finiti), tutti eroi degli anni passati che hanno dato lustro a un tennis fatto soprattutto di serve&volley, e che ora non c'è più.
Uomo o donna? Ce lo siamo chiesto per anni...
Ovviamente, sono presenti anche tutti i campioni attuali, sia in campo maschile, sia in quello femminile (che però, perdonatemi, in questo caso m'interessa ancora meno). Mi riferisco in particolare ai “magnifici quattro” che ormai da qualche anno occupano, scambiandosele, le prime posizioni del ranking ATP: Djokovic, Nadal, Federe e Murray. Ciascuno di questi tennisti, naturalmente, è rappresentato con le proprie caratteristiche, anche se il mio spassionato parere è che ci voglia un certo coraggio a valutare l'attuale numero uno del mondo, Djokovic, come più forte di una leggenda come Sampras. In questo, Grand Slam Tennis 2 pecca un po', non tenendo conto del valore assoluto dell'atleta in relazione all'epoca di appartenenza.
RACCHETTA TOTALE
Al di là di questi aspetti legati alle licenze, sui quali ben sappiamo come EA sia imbattibile, l'aspetto più interessante di questo Grand Slam Tennis 2 è senza dubbio il sistema di controllo, che può vantare un rivoluzionario approccio chiamato Total Racquet Control, come già detto nell'anteprima del buon Gruspola che è stata pubblicata una settimana fa. Anni di carriera nel giornalismo videoludico mi hanno fatto imparare a diffidare di qualsiasi cosa venga marchiata con “total”, ma in questo caso devo felicemente constatare come il sistema sia ingegnoso e abbastanza intuitivo. In sostanza, ci sono tre tipi di “tagli” da dare alla palla: piatto, topspin e backspin. Il primo si dà tirando la levetta di destra in avanti, il secondo tirandola prima indietro e poi avanti, il terzo solo indietro. Contemporaneamente, la stessa levetta determina anche, in fase di rilascio, la direzione del colpo. Un sistema decisamente “facile”, una volta presa confidenza con la gestione dello stick, che però non sembra in grado di garantire, nemmeno dopo moltissima pratica, una precisione chirurgica. Esiste, comunque, anche una versione “base” che implica l'uso dei tasti per i vari tipi di colpo, come richiedevano i giochi di qualche tempo fa.
Il più forte di tutti è milanista, e non è certo un caso.
Parlando di sistema di controllo e fisica della palla, in effetti i colpi viaggiano che è un piacere, a patto di eseguirli con il giusto tempismo. In questo, Grand Slam Tennis 2 assomiglia molto a Top Spin 4, un titolo nel quale è proprio il momento in cui si colpisce a fare la differenza. La palla viaggia sopra la rete con traiettorie credibili che sono determinate, nel variare dei colpi, dalle intenzioni del giocatore. Tutto è molto bello, anche se in alcuni casi il livello di realismo precipita, perché chiudere una volée sembra in diversi casi molto difficile. Tuttavia, il gioco fila via abbastanza bene, soprattutto in multi, e gli amanti del tennis non ne resteranno delusi, a patto di non aspettarsi una simulazione estrema.
SCALARE IL RANKING MODIALE
Le modalità, invece, sono sempre più o meno quelle: partite singole, tornei assortiti e carriera, in cui far crescere il proprio personaggio da utilizzare online. Niente di particolarmente sorprendente, nemmeno se si valutano alcuni scenari pensati per ribaltare l'esito di alcune celebri partite del passato. Grand Slam Tennis 2, comunque, è un buon titolo, denso di situazioni e dettagli tennistici. Punta in alto, talvolta arrivandoci, anche se poi a tratti inciampa in qualche errore di gioventù. L'Intelligenza Artificiale degli avversari, per esempio, non mi ha del tutto convinto, ma è vero che giochi di questo tipo – ossia gli sportivi – si valutano soprattutto nelle sfide 1vs1, online o sulla stessa macchina: in questo senso, sono sicuro che, come tutti i giochi di tennis dai tempi di Pong, il divertimento sarà garantito, come hanno potuto dimostrare alcune accesissime sfide qui in redazione. Insomma... qui il titolo di EA è piaciuto, soprattutto per il fatto di aver trovato un nuovo attore in un mondo, quello dei videogiochi di tennis, in cui la concorrenza non fa mai male. Ci godiamo questo capitolo, comunque ben fatto, in attesa di vedere se un eventuale terzo episodio sarà in grado di porsi come punto di riferimento per il genere.



















Commento della redazione
Il tennis – lo sport, intendo – attraversa un momento di forma eccezionale, ed è normale che EA Sports ci abbia messo gli occhi sopra, fiutando l'affarone. Del resto, partite monumentali come la finale degli Australian Open 2012 tra Djokovic e Nadal, durata quasi sei ore, non possono che essere un grande sponsor per quello che vorrebbe essere un blockbuster al botteghino. È per questo che i grandi campioni del tennis mondiale sono tutti presenti in questo primo episodio per le console in HD, lì pronti in bella mostra per attirare i fan di questo splendido sport. Grand Slam Tennis 2, però, è decisamente molto di più rispetto a uno specchietto per le allodole, grazie a un sistema di controllo ingegnoso e intuitivo che, una volta padroneggiato, rende l'esperienza davvero gradevole, anche se parzialmente distante dal concetto di “simulazione”. E poi c'è tutta la parte di tornei, personalizzazione del proprio tennista e partite online che non può far altro che aggiungere ciccia alla solidissima licenza. Peccato solo per l'eccessivo sbilanciamento tra vecchie e nuove glorie (troppo a favore di queste ultime) e ad alcune incongruezne interpretative della IA.