C'era una volta Jagged Alliance, una serie videoludica che a cavallo degli anni Novanta si impose all'attenzione dei giocatori grazie al suo interessante mix di strategia a turni ed elementi ripresi dai tradizionali GdR. Jagged Alliance narrava le vicende di una squadra di mercenari impegnati in una serie di “missioni impossibili”, che richiedevano al giocatore un inusuale – per quei tempi – approccio tattico. La serie sviluppata dalla mai dimenticata Sir-Tech Software (il nome Wizardry vi ricorda qualcosa?) raggiunse l'apice del successo con Jagged Alliance 2 nel lontano 1999. Nel 2012, dopo un decennio di episodi più o meno meno riusciti, i teutonici bitComposer Games hanno deciso di proporre un remake del sopracitato Jagged Alliance 2 intitolando Back In Action, ovvero l'oggetto di questa recensione.
Lo ammetto: Jagged Alliance 2 in tutte le sue molteplici incarnazioni (leggasi espansioni e pubblicazioni varie) mi era piaciuto parecchio, ed è quindi con molta curiosità che mi sono avvicinato a questa produzione. D'altronde, dopo aver visto stravolta una serie leggendaria come Syndicate (e prossimamente toccherà anche a XCOM) non sapevo bene cosa aspettarmi. Invece, bitComposer Games ha scelto un approccio più conservativo rispetto a quello operato dalla coppia Starbreeze/EA per il gioiello di Bullfrog, non stravolgendo più di tanto la giocabilità dell'originale Jagged Alliance 2 (anche se dalla strategia a turni si è passati a quella in tempo reale) ma adattandola alle esigenze dei giocatori del nuovo millennio. Un adattamento, comunque, non esente da pecche e da critiche. Trattandosi di un remake, gli sviluppatori hanno riproposto in toto il plot narrativo che faceva da collante all'originale campagna di Jagged Alliance 2: un tiranno mandato in esilio, un'isola tropicale (Arulco) da riconquistare, un gruppo di mercenari da reclutare e una visuale isometrica da padroneggiare. Insomma, stessa storia, stesso posto, stesso gioco, come cantavano più o meno gli 883.
Nevica un po' ovunque, anche nelle terre di Jagged Alliance.
BIA, da non confondere con la serie Brothers in Arms di Ubisoft, porta quindi con sé un po' di sana nostalgia, ma anche una qualche novità di rilievo: un motore 3D con ampie possibilità di zoomare sul campo di battaglia (la visuale rimane comunque pseudo-isometrica); un'impostazione di gioco più snella e votata all'azione (mettendo in pausa il gioco è comunque possibile impartire ordini ai propri soldati, coordinando le mosse di più elementi e persino quanti colpi sparare), che abbandona il classico sistema a turni dei precedenti episodi; nemici completamente visibili, visto che la “nebbia di guerra” è scomparsa; una tonnellata di mercenari da assoldare (l'agenzia A.I.M. può contare su una sessantina di elementi con caratteristiche e abilità speciali) e potenziare in perfetto stile Gioco di Ruolo, tramite un classico sistema di punti esperienza e livelli; un'Intelligenza Artificiale sulla carta pronta a reagire in modo tempestivo alle mosse del giocatore; infine, una campagna non lineare strutturata a missioni con una buona varietà di fondo. Con un budget risicato il giocatore si trova a ingaggiare un gruppo di mercenari appartenenti all'agenzia A.I.M: un cecchino, un medico e un'assassina psicopatica possono fare al caso? Ovviamente, in base alla tipologia delle missioni si dovranno selezionare gli uomini (anche donne) giusti per arrivare in fondo senza finire nelle amare braccia del Game Over.
La sfida, almeno sulla carta, sembra esaltante, soprattutto dopo aver completato il tutorial, che è fondamentale per prendere confidenza con le meccaniche di gioco. Tuttavia, dopo le prime missioni cominciano ad affiorare i primi dubbi: nonostante le buone intenzioni degli sviluppatori, difatti, BIA non è riuscito a convincermi completamente. Innanzitutto, il sistema di controllo “Pianifica e Vai” tanto decantato dal team di sviluppo mostra qualche lacuna di troppo, sia nei movimenti del proprio team (per esempio, gli ostacoli da superare...), sia nell'impartire gli ordini, soprattutto quando si deve sparare con una certa velocità. Ma è soprattutto l'Intelligenza Artificiale la vera “croce e delizia” della produzione di bitComposer Games: in alcuni casi i nemici si mostrano troppo scaltri nello scovare le truppe del giocatore, in altri poco furbi nel cadere nelle trappole da lui stesso ideate. Sparare ai cattivi, poi, può rivelarsi frustrante, indipendentemente dall'arma utilizzata: all'occorrenza si può sempre sfoderare un bel coltellino serramanico per risolvere la situazione. La possibilità di poter vedere i nemici scorrendo la mappa di gioco mi ha lasciato un po' perplesso, mentre la componente pseudo-GdR invece si dimostra interessante, offrendo al giocatore ampie possibilità di personalizzazione.
Niente fog of war... al massimo un po' di foschia dovuta all'umidità.
Infine, per quanto riguarda il comparto grafico, non ci troviamo di fronte a un capolavoro né per quanto riguarda le animazioni dei soldati/nemici, né per ciò che coinvolge a livello tecnico le ambientazioni/location proposte. Il motore 3D, comprensivo di visuale isometrica, fa parzialmente il suo dovere: ogni tanto ho assistito a qualche rallentamento, ma invero nulla di eclatante.


















Commento della redazione
Il remake in chiave 2012 di un classico come Jagged Alliance 2 è un'operazione riuscita a metà: alcune innovazioni funzionano in modo efficace, altre meno. Il sistema “Pianifica e Vai” offre nuovi spunti tattici al giocatore, ma appare ancora un po' troppo acerbo, mentre l'Intelligenza Artificiale si dimostra troppo altalenante per essere promossa a pieni voti. Cio nonostante, BIA si dimostra un titolo capace di coinvolgere lo stratega virtuale per molte ore, nonostante qualche arrabbiatura di troppo per il sistema di controllo.