Asura è proprio un tipino tranquillo, il vicino di casa ideale, il collega che tutti vorrebbero. Peccato per quel piccolo difetto caratteriale che lo trasforma in una bestia da guerra furibonda e vendicatrice, a tal punto da far sembrare La Sposa di Kill Bill una casalinga disperata. Ma andiamo per gradi.
Fin dai primi trailer è apparso chiaro che Asura's Wrath non voleva essere un altro action game, non solo almeno: l'idea era quella di riuscire a mettere in piedi un teatro dell'assurdo, fatto di divinità ispirate all'universo mistico/religioso dell'estremo oriente, combattimenti su scala planetaria e tante, tantissime mazzate che manco se metti assieme tutte le serie di Dragon Ball ne vieni fuori. Lo stile del resto è pazzesco, estremizzato al massimo e soprattutto votato all'esagerazione più totale, senza compromessi, un po' come ci hanno abituato per anni moltissimi manga e anime di stampo giapponese. Fino a oggi abbiamo avuto pochi esempi davvero vincenti in questo senso, e sinceramente annovero ben poche produzioni che sono riuscite, anche solo in parte, a rendere l'epicità degli scontri apocalittici fra i protagonisti e le loro nemesi. Mi sovviene Dragon Ball Z: Ultimate Tenkaichi, che incorporava alcune scene davvero molto dinamiche e spettacolari, con esplosioni visibili fin dallo spazio... però insomma, non è che fosse proprio proprio un capolavoro, diciamocelo.
Capcom, con Asura's Wrath, ha voluto dare un taglio assolutamente spettacolare, quasi a voler sorprendere chi si trova davanti allo schermo con trovate sempre più folli, pazzesche, quelle robe lì che ti trovi a dire “no dai, non è possibile, questi sono pazzi”. Ecco, sotto questo aspetto l'esecuzione è quasi perfetta. Asura's Wrath è completamente fuori di zucca, e bisogna davvero togliersi tanto di cappello davanti allo sforzo tecnico e realizzativo, che davvero non ha eguali nel panorama odierno. Con questo non voglio dire che siamo di fronte alla Gioconda di tutti i motori grafici, perché alla fine Capcom si è appoggiata al solito (e ormai collaudatissimo) Unreal Engine 3, con tutti i pregi e difetti di questa soluzione (l'antialias, questo sconosciuto), però in questo caso è da elogiare l'approccio adottato, davvero unico. I personaggi sono caratterizzati benissimo, con uno stile tratteggiato, quasi fossero stati disegnati su un foglio e poi resi tridimensionali a furia di poligoni e una buona dose di shader. Il risultato è qualcosa di mai visto prima, lontano dalla classica impronta fin troppo pulita tipica dei vari Final Fantasy e anche dal cell shading usato (e spesso abusato) dalle trasposizioni digitali di Dragon Ball, Naruto e compagnia bella. Il tutto in un tripudio di pura e autentica brutalità e furia sterminatrice, nella quale però non è che ci siano poi chissà quali spargimenti di sangue, anzi: per un gioco che si basa tutto sulla vendetta e sul risentimento distruttivo senza rimorso alcuno, di piastrine se ne spargono ben poche. Questo nonostante la presenza di nemici alti come un grattacielo, se non addirittura come un pianeta intero!
Quando Asura s'infuria è meglio farsi trovare a distanza di sicurezza, il che significa in un universo parallelo.
Dato che il bello di Asura's Wrath sta proprio nella trama, eviterò di scendere in troppi dettagli per non rovinarvi le (numerose) sorprese che costellano le perigliose avventure del nostro protagonista. Costui, almeno nella parte iniziale della storia, è uno degli otto Generali Celesti al servizio dell'imperatore Strada, il quale guida un popolo di guerrieri in battaglie all'ultimo sangue per eradicale il male dall'universo, rappresentato dai Gohma, una razza impura che merita solo una sana e inevitabile estinzione. Non che sia facile, poiché i Gohma non saranno proprio dei concentrati di furbizia e intelligenza, ma in compenso vantano un numero siderale di creature, di dimensioni e forza variabile.
Il gioco si apre proprio nel bel mezzo di un epico scontro, che vede una parte dei Generali Celesti massacrare le infinite forza Gohma: in particolare sarà proprio Asura a distinguersi, dotato com'è di una forza distruttiva senza pari e in grado di fare davvero la differenza. Ciò nonostante, il suo eroismo si troverà presto messo a dura prova, poiché verrà accusato dell'omicidio dell'imperatore e pertanto esiliato in una sorta di limbo dal quale tornerà solo 12.000 anni dopo. Chiarisco che sto parlando di un semi-dio, per il quale lo scorrere del tempo è piuttosto relativo, ma di certo la sua rabbia e il risentimento non hanno fatto che crescere nel corso dei secoli, anche perché i Generali hanno avuto la pessima idea di rapirgli la figlia, Mithra, una sacerdotessa dotata di enormi poteri. Asura quindi si troverà ad affrontare i suoi ex-compagni per riavere indietro il sangue del suo sangue, un compito tutt'altro che banale, poiché nel frattempo questi sono diventati infinitamente più potenti, elevati al rango di dei, e come tali dotati di poteri immensi. Ne seguiranno degli scontri che definire epici è finanche riduttivo.
L'idea alla base di questa produzione è indubbiamente allettante, specialmente se siete cresciuti a pane e manga. Per certi aspetti, Asura's Wrath è un sogno a occhi aperti, perfettamente orchestrato e in grado di sorprendere in più occasioni, facendo impallidire molti dei suoi illustri concorrenti. Quel che manca però a questo action game è la sostanza. Del resto, se vi siete concessi qualche minuto con il demo distribuito nelle scorse settimane, avrete indubbiamente notato la quantità spropositata di QTE, quick time event, la sindrome di Dragon's Lair tanto temuta e detestata da una certa fetta di pubblico. Il gioco vive di queste situazioni, nelle quali occorre premere il pulsante giusto al momento giusto, ripetendo a pappagallo quanto viene proposto a schermo. Non occorre neppure essere dei fulmini di guerra, poiché viene lasciato un discreto margine di tempo fra la visualizzazione del comando e l'esecuzione del medesimo. L'unica differenza sta nel tempismo, che viene conteggiato alla fine di ogni capitolo alla voce “sincronizzazione”, che insieme ad altri valori determinerà una valutazione (e se volete vedere il vero finale dovrete accumulare almeno cinque S, sappiatelo).
Non è una supposta di Gutalax, ma l'effetto per Asura è più o meno lo stesso.
Questi QTE sono legati a momenti particolari, in particolare alla Barra della Furia, che una volta riempita permette di attivare una mossa finale devastante. Per arrivare ad attivare tale modalità dovremo combattere, utilizzando le (poche) mosse disponibili, che possono essere riassunte in un attacco veloce, uno più potente e uno dall'alto. C'è poco altro (tipo un montante) e nessuna parata, poiché al massimo è possibile incassare e atterrare in piedi premendo un tasto. La telecamera non proprio perfetta e l'azione di tanto in tanto confusa non fanno altro che rendere le battaglie alquanto scialbe. Purtroppo, ogni tanto ci si mette pure una non proprio perfetta ottimizzazione, che porta a una notevole perdita di fotogrammi quando ci sono più di un certo numero di nemici a video. Non è un fenomeno che si verifica spesso, ma quando accade è ben difficile non notarlo.
Asura's Wrath è tutto qui: un'iper-semplificazione del concetto di gioco, roba da iPad mi verrebbe da dire. D'altro canto è un eccellente fumettone, anzi, un vero e proprio OAV curato fin nei minimi particolari. Ogni capitolo (detto Kanda) è presentato come l'episodio di un cartone animato, con tanto di “to be continued” a chiudere ogni sessione (anche se le scene d'intermezzo disegnate da vari artisti giapponesi lasciano parecchio a desiderare). Addirittura, si può quasi parlare di “stagioni”, poiché gli sceneggiatori hanno diviso in tre tronconi la trama principale, con tanto di diversi “The End” e titoli di coda dedicati. Originale lo è, peccato che una volta terminato non rimanga molto altro da fare. Anche a voler sbloccare tutti gli extra, difficilmente si superano le 10 ore di gioco totali... che poi di “gioco” vero ce n'è ben poco, se provate a saltare tutte le scene animate, vi renderete conto che alcuni stage possono essere completati in meno di un minuto!
Capcom ha confezionato un prodotto bellissimo da vedere (a parte certe texture...), con tanto di quello stile da vendere che la metà basta, ma non è riuscito a conferirgli una maggiore profondità, relegando alla giocabilità pura un ruolo quasi marginale, puntando tutto sulla narrativa e sulla potente rappresentazione visiva. Può bastare a giustificarne l'acquisto? Questo dipende molto dalle vostre finanze...



















Commento della redazione
Non è semplice giudicare un titolo di questa portata e sono certo che molti lo stroncheranno senza pietà, per l'approccio troppo semplificato all'azione di gioco. Se siete fra quelli che ritengono God of War o Devil May Cry robetta da ragazzini e non vi divertite se non al livello super difficile di Ninja Gaiden, beh, lasciate perdere: Asura's Wrath non è cosa per voi. Capcom ha ribadito più volte il concetto di fumetto interattivo, perché in effetti questa è la definizione più calzante per il lavoro di CyberConnect2. Del resto, l'esperienza maturata nei vari Naruto (i Shippuden in particolare) è ben visibile ed è difficile non individuare in Asura dei legami con quella serie (nel male e nel bene). Globalmente siamo di fronte a un prodotto abbastanza unico, che ha sacrificato sull'altare della spettacolarità l'aspetto prettamente ludico, limitato a pochi combattimenti e tanti QTE, sui quali si poggia tutto l'ecosistema di gioco. Diciamo che mai come in questo caso è il rapporto qualità prezzo a fare la differenza e, almeno per ora, questo aspetto non può che far pendere la bilancia verso una politica più attendista.