La trilogia di Uncharted per PS3 ha messo in scena una di quelle storie che difficilmente passano inosservate. Un'avventura fatta di misteri, tombe da profanare, presenze ostili da annientare, dolci pulzelle da conquistare e tesori da ritrovare. Una storia, insomma, da vivere con il fiato sospeso e il joypad ben saldo fra le mani. L'ultimo progetto firmato Sony Bend offre a tutti i nuovi possessori di PS Vita, sia la possibilità di scoprire le cose buone della nuova console di Sony, sia la possibilità di vestire di nuovo gli sporchi panni dell'avventuriero conosciuto col nome Nathan Drake, erede fisico e spirituale del pirata Sir Francis Drake.
Se avete già avuto a che fare in passato con questo simpatico Indiana Jones dei tempi moderni, sapete che profanare una tomba non è mai impresa facile. Se i videogiochi ci hanno insegnato qualcosa è proprio che per riuscire in questo rischioso intento servono nervi saldi e doti atletiche di incredibile spessore. Il nostro Drake non sfugge alla regola, tanto le parti esplorative richiedono infatti una miriade di precisi salti funambolici. Sporgenze pericolanti, liane instabili e rovine varie andranno scalate, come in un capitolo a caso della serie, per proseguire lungo l'avventura. Oltre a un buon colpo d'occhio, indispensabile per una corretta lettura topografica dell'area, le escursioni richiedono una certa abilità manuale, facilmente assecondabile dalla buona precisione dei controlli della console, finalmente dotata di una seconda levetta analogica con cui controllare gli spostamenti della telecamera. Un ottimo level design e una cura maniacale per il più piccolo dettaglio, come vestiti che si bagnano “realmente” al contatto con l'acqua, rendono le fasi di esplorazione un vero piacere per occhi e polpastrelli. Oltre agli immancabili e semplici enigmi da risolvere, a garanzia di varietà intervengono vere e proprie sezioni alternative, come un rilassante giro in canoa o un ben più rischioso tuffo fra le acque di un violento torrente. Tutti questi aspetti, uniti alle sezioni a base di piombo, riescono a bilanciarsi in modo quasi perfetto, lasciando al giocatore la sensazione di trovarsi dinnanzi non a un insieme scomposto di opzioni, ma a un’opera compiuta e altamente spettacolare, anche se un forse un po' troppo stereotipata.
Le azioni tattili sono piacevoli le prime volte, ma vengono a noia abbastanza presto.
Oltre all'aspetto esplorativo, il nuovo Uncharted: l'Abisso d'Oro dispone quindi di una seconda anima, totalmente improntata sull'azione. Orde di banditi vanno debellate a colpi di pallottole grazie a una dozzina di armi, che spaziano dalla semplice pistola al ben più massiccio fucile a pompa, passando per l'immancabile lanciagranate. Correre all'impazzata imbracciando un mitragliatore, anche se potrà sembrare un'azione eroica, rappresenta in Uncharted un errore fatale. Pochi secondi e Nathan inizierà ad annaspare, lo schermo perderà i suoi colori sgargianti e il giocatore incapperà nel fatidico Game Over. Cercare un riparo sicuro dietro il quale aprire il fuoco (ricordate che il nostro Drake è un uomo qualunque, non il più duro dei super eroi) rappresenta la scelta migliore nella maggior parte dei casi. Come è prassi, basterà sporgersi da una colonna per rendere inoffensive le varie minacce; anche esaurendo i caricatori delle due armi in nostro possesso, potremo sempre avvalerci dei canonici, ma ben meno efficaci, calci e pugni. Rudimentali combo, eseguibili anche via touch screen, manderanno al tappeto qualche brutta faccia, permettendoci così di proseguire nella nostra ricerca. Peraltro, l'intelligenza artificiale dei nemici e dei nostri forzati collaboratori si rivela nella stragrande maggioranza dei casi affidabile, e soprattutto credibile. I vari mercenari non restano mai immobili sotto il nostro fuoco, ma corrono a cercare riparo ed elaborano fastidiose manovre tattiche, che costringono il giocatore ad abbandonare la propria improvvisata roccaforte.
Uncharted: l'Abisso d'Oro propone ambientazioni cariche di fascino e d'indubbia bellezza. Camminare su pericolosi sentieri di una foresta tropicale in penombra, così come aprire il fuoco in una diroccata e sporca “baraccopoli”, sono azioni capaci di generare momenti visivamente davvero impressionanti, grazie anche alla clamorosa qualità dello schermo di PS Vita: proiettili impazziti, colori vividi, animazioni convincenti e ottimi modelli poligonali rivelano, di fatto, l'innegabile bontà del motore grafico e dell'hardware che lo muove. Una maggiore cura per quel che concerne il rilevamento delle collisioni (un po' impreciso nelle fasi a base di saltelli) e qualche texture meno sgranata avrebbero di certo giovato: tuttavia, queste deficienze non arrivano comunque a intaccare la qualità generale dell'opera di Sony Blend.
Restare in equilibrio su un tronco è facile sfruttando il preciso giroscopio di PS Vita.
Arrivati sin qui con la lettura avrete di certo compreso che il più grande pregio del titolo rappresenta anche il suo può grande limite: quello di essere “solo” l'ennesimo capitolo della serie, purtroppo più similare al primo che non al ben più movimentato Uncharted 3. Le novità sono per lo più legate al sistema di controllo e ci permettono di sparare muovendo la console o di arrampicarci sulle sporgenze semplicemente toccandole. Nonostante lo stupore iniziale, già dopo poco queste feature paiono più una forzatura che non il frutto di un naturale processo creativo. Perché tagliare con il polpastrello un innocuo drappo che il buon Drake avrebbe potuto semplicemente spostare? O ancora, perché trascinare l'indice per aprire una cancellata, quando la semplice pressione di un tasto avrebbe garantito il medesimo risultato? Se accettate questi compromessi, comunque, Uncharted: l'Abisso d'Oro non vi deluderà. Parola di esploratore.



















Commento della redazione
Uncharted: L’Abisso d’Oro non potrà di certo vantare innovazioni degne di tal nome e neppure una trama particolarmente originale (ho volutamente omesso il tutto per non rovinarvi il gusto della scoperta), ma resta comunque un prodotto godibile, appassionante e soprattutto divertente. La grande atmosfera e una componente grafica di sicuro impatto lo rendono un acquisto caldamente consigliato a tutti i possessori del nuovo portatile di Sony.