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06/03/2012 10:00
 

Mass Effect 3

PS3 Xbox 360 PC   genere: Action-RPG  
A cura di
Fabio Bortolotti
I nostri voti
PC
9
 
PS3
9
 
Xbox 360
9
 
 
 
 
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La serie di Mass Effect è il vero camaleonte di questa generazione. Nel corso di tre episodi, pur mantenendo lo stesso spirito e la direzione narrativa, ha costantemente sperimentato con il gameplay, cercando nuove soluzioni per raccontarci l'incredibile epopea del comandante Shepard. Il primo capitolo era un gioco di ruolo con una componente di azione in tempo reale: le sparatorie erano ridicole (i nemici mi correvano addosso come se regalassi Goleador alla frutta) e la gestione dell'inventario era comoda come uno sgabello appuntito. Di pietra, peraltro. In buona sostanza il gioco in sé faceva acqua da tutte le parti, ma l'atmosfera, la trama e l'ambientazione erano completamente fuori scala. Mi sono innamorato della storia dei portali, del mito dei proteani, ho passato ore a parlare con gli alieni della loro struttura sociale... da appassionato di fantascienza, mi sono trovato in un grande universo narrativo, vasto e coerente. Con il secondo episodio, conscia dei suoi errori, BioWare ha cambiato direzione, riducendo all'osso le componenti GdR e concentrandosi di più sulle missioni e sui combattimenti. Il risultato, pur allontanandosi dal genere iniziale, ha riscosso successi a destra e a manca, mantenendo tutto lo spessore della narrazione e appiccicandolo a uno sparatutto in terza persona “decente”. Con questo terzo capitolo, l'ultimo della trilogia di Shepard, BioWare effettua un cambiamento ancor più radicale, mollando quasi tutti gli elementi da GdR e puntando tutto sull'esperienza. Il perché e il percome di questa scelta sono fondamentali per capire Mass Effect 3.

CONSEGUENZE
Se vi siete giocati i primi due capitoli, sapete che Mass Effect è caratterizzato da tante scelte di natura morale, con una ripercussione diretta sulla trama. Avete fatto gli sporcaccioni con una bella Asari? Avete salvato un krogan malmostoso ricorrendo al vostro raffinato carisma? Avete piazzato una brava persona nel consiglio galattico? Ognuna di queste decisioni plasma la vostra galassia privata, rendendola personale e diversa da quella di molti altri giocatori. Per far sì che nulla di tutto ciò andasse perso, BioWare ha permesso di portarsi dietro i salvataggi, importandoli nel secondo episodio. Ora, con Mass Effect 3, possiamo giocare con il nostro fardello di responsabilità, accumulato nelle due avventure precedenti. Tanta roba.

Tanta roba sì, ma anche per chi la stessa l'ha creata, pixel per pixel. Ogni dialogo di Mass Effect ha un testo ben scritto, che poi viene doppiato e tradotto in varie lingue. Inoltre, anche se tendiamo a dimenticarcelo, tutte le battute di Shepard vengono recitate una seconda volta da un'attrice femmina (e molte risposte, dunque, vanno ridoppiate per adattarsi al sesso dell'eroe). E poi ci sono le animazioni facciali, gli spostamenti dell'inquadratura... dietro a un gioco come Mass Effect c'è più lavoro di quanto sembri, specie se si vuole restare all'alto livello di qualità imposto dai primi episodi. Pensate, però, alla complessità di tutte le diramazioni possibili accumulate in due episodi. Per quanto non sia nulla di trascendentale (per certi versi siamo alle prese con un grosso Librogame) la quantità di combinazioni è grandissima, tanto per le diverse sfumature dei dialoghi, quanto per l'apparizione di più personaggi. Banalmente, a seconda di chi avete salvato nel primo Mass Effect, in Mass Effect 3 cambierà uno dei personaggi principali, quelli che vi portate dietro per tutta la campagna. BioWare ha dovuto creare quintali di contenuti, pur sapendo che il giocatore medio ne vedrà al massimo il 50%. È una follia, specie considerando il mondo del publishing attuale, ma è ciò che rende speciale la serie. Detto questo, per far fronte all'aumento della mole lavorativa, BioWare ha dovuto trovare delle soluzioni, sforbiciando ciò che ha reputato superfluo e sacrificabile. Una scelta audace, che farà discutere.

Lo stile della serie, proprio come il coppino di Shepard, è inconfondibile.
 
RIP GDR

Mass Effect 3 non è un GdR. Se già Mass Effect 2 si allontanava dagli standard del genere, quest'ultima avventura di Shepard li abbandona quasi del tutto. Siamo alle prese con uno sparatutto in terza persona, con una trama interattiva molto sviluppata e un grande focus sui dialoghi e la narrazione. L'esplorazione, invece, è ridotta all'osso. Sin dalle prime ore di gioco mi sono reso conto di come gli spazi in cui andare a zonzo fossero più ridotti, ma soprattutto meno interattivi. Al Purgatory, il locale/discoteca che abbiamo già visto in passato, è dedicato un intero piano (su cinque) della Cittadella. Scesi dall'ascensore ci si trova in un'area ben delimitata, dove l'unica destinazione possibile è proprio il locale. Alcuni PNG ciarlano tra di loro, andando in loop, ma Shepard non può intromettersi. Giunti al locale, l'interattività è limitata a parlare con DUE personaggi, che attivano quest e/o forniscono informazioni. Tutti gli altri avventori del locale non sono cliccabili, non sono interattivi, fanno solo le comparse. Non si può chiacchierare con il barista, non si può fare i dementi con le ballerine, non si può attaccare briga con uno sconosciuto ubriaco. Mentre prima c'era un mondo di gioco dove tutto aveva un suo perché, ora ci sono quasi solo gli elementi principali, e sono pure ben evidenziati. Il dettaglio eloquente è che i PNG con cui si possono avviare dialoghi sono indicati esplicitamente sulla mappa.

Da un lato, questa riduzione ruolistica è un peccato. Quanto sarebbe bello un Mass Effect 3 con la stessa densità del primo episodio? Molto. Del resto sarebbe molto bello anche se mi citofonasse Kaley Cuoco per dirmi che i nerd le piacciono sul serio, ma temo che non succederà. Dopo aver completato l'avventura, però, non mi sento di criticare la scelta di BioWare, e anzi sono pronto a spezzare la mia lancia in suo favore. Ho sempre pensato che Mass Effect, come gioco di ruolo, fosse una mezza ciofeca, ma che la narrazione fosse così bella da sostenere il tutto. E BioWare, dovendo tagliare da qualche parte, ha scartato il superfluo (ossia quel GdR fatto un po' a metà) e ha spinto alla grande sui dialoghi e sulla caratterizzazione. I pianeti alieni hanno meno territorio da esplorare liberamente, certo, ma sono tutti belli e interessanti da vedere. Non si può perdere tempo a ciarlare con i passanti random, ma l'esperienza non ne risente più di troppo. Si ha la sensazione di giocare a una grande storia a bivi, inframezzata da sezioni sparatutto che, pur non facendo gridare al capolavoro, sono godibili, varie e ben realizzate.

SPARA, SHEPARD, SPARA
Per parlare della parte narrativa di Mass Effect 3 mi sono serviti 5000 caratteri. Per la componente sparatutto potrebbero bastarmene cento. Proviamo! Le sparatorie di Mass Effect 3 sono come quelle del 2, ma con più varietà e nemici più agguerriti. Belle? Sì, ma con moderazione. Sono centoventinove caratteri. Che faccio, lascio?

La plancia di comando della Normandy non sarebbe la stessa senza Joker ai comandi.
 
Volete una versione non twittabile, precisini? Eccola qua. Le sparatorie sono sempre in terza persona, con la possibilità di mettere momentaneamente in pausa per attivare i poteri di Shepard e dei suoi due compagni di squadra. Gli scudi si rigenerano automaticamente, c'è il solito sistema di copertura à la Gears of War e Shepard si può muovere più agilmente: supera i muretti senza problemi (bravissimo!), salta i fossati (Nobel!) e può esibirsi in truculenti attacchi in corpo a corpo. I livelli sono lineari, ma le situazioni di combattimento cambiano continuamente a causa dei tanti tipi diversi di nemici presenti. Dulcis in fundo, gli ingegneri hanno poteri molto sfiziosi, che permettono di piazzare torrette e affini, conferendo alle sei classi disponibili un po' più di equilibrio. Detto questo, Mass Effect 3 soffre ancora della struttura rigida inaugurata dal primo episodio, e non riesce a combattere ad armi pari con i pezzi grossi del genere. La sua componente sparatutto vi divertirà senza entusiasmarvi, regalandovi una sfida comunque più intensa rispetto agli scorsi episodi. E anzi... volendo, BioWare vi dà pure la possibilità di vivere il gioco come uno sparacchione qualunque: dalle impostazioni si possono rendere i combattimenti più impegnativi, e al tempo stesso trasformare i dialoghi in sequenze non interattive. Volendo è possibile fare il contrario: trasformare i combattimenti in delle passeggiate di salute, risolvibili correndo e sparando come dei babbei, e concentrarsi solo sulla narrazione.

Ah... e poi ci sarebbe la faccenda multiplayer. Facciamo che ne parliamo più avanti, una volta che ci sarà stato modo di provarlo per bene e succhiarne l'osso fino al midollo. Tanto lo sappiamo tutti che, a differenza di altri titoli, qui il multiplayer non sposta di una virgola il giudizio finale, nevvero?

QUEL PIXELLONE DI SHEPARD
Sarò anche un pignolo maledetto, ma su certe sbavature non riesco proprio a chiudere un occhio. La grafica di Mass Effect 3 è una gioia per gli occhi, nonostante usi il solito Unreal Engine 3, grazie a un design sempre ispirato e a una direzione artistica impeccabile. I volti sono realistici e credibili, persino quando ritraggono razze aliene, e le animazioni facciali funzionano a meraviglia (pur senza toccare le vette di performance capture di L.A. Noire). È tutto bellissimo, ma... le texture delle armature e dei vestiti sono in bassa risoluzione. Ma che oh! (RIP). Mass Effect 3 è un gioco in cui tutti i dialoghi sono sottolineati da abbondanti primi piani, e il contrasto tra il dettaglio dei volti e i pixelloni sui vestiti è qualcosa di inguardabile. Sarebbe costato così tanto? Non c'era spazio sui dischi? Giocando su console, in 720p e a un paio di metri dalla TV, il problema si nota di meno, ma su PC, appiccicati a un monitor in 1980*1020, alcune scene sono un vero pugno negli occhi. È un peccato, anche perché simili sbavature tolgono pathos ad alcuni momenti, distraendoci con una magagna tecnica che stona come una mosca su un cono gelato. È un difetto bello e buono, e volendo potrei pignolare ancora un po', raccontandovi di un piccolo baco presente nella nostra copia di Mass Effect 3 che impedisce il corretto caricamento di una missione in cui viene richiesto di salvare degli studenti (i "cacciatori" di Obiettivi/Trofei sono allertati). Invece mi limiterò a dirvi che Mass Effect 3, come i suoi predecessori, è ben lontano dalla perfezione, ma anche che una manciata di errori non sono certo sufficienti a rovinare una grande trilogia come questa. Addio, Comandante Shepard! È stato un piacere volare con te!

 
Commento della redazione

La trilogia di Mass Effect è arrivata alla fine, e l'ha fatto senza perdere per strada ciò che l'ha resa speciale: le emozioni, la narrazione, l'ambientazione. Il resto, dagli elementi di gioco di ruolo alle sparatorie, ha vissuto di alti e bassi, tra valide intuizioni e incidenti tecnici. Questo Mass Effect 3 non fa eccezione: ha una grande storia emozionante, delle sparatorie valide ma non miracolose, un GdR quasi impercettibile e qualche svista grafica di troppo. Però è un grande Mass Effect, nonché la conclusione di un progetto enorme persino per gli standard di BioWare.

pro

  • Trama eccellente

  • Narrazione di livello

  • Sparatorie più decenti di pria

contro

  • Alcune sbavature grafiche

  • Meno “denso” rispetto al passato

 

Commenti


1
Cortac
06/03/2012 10:14
 
 
La versione PS3 è convertita bene?
 
2
Alteridan
06/03/2012 10:17
 
 
La risposta giusta è rimasta sempre quella in alto a destra?
 
3
Cortac
06/03/2012 10:19
 
 
- La risposta giusta è rimasta sempre quella in alto a destra? -
Giusta o no dipende dai punti di vista… dalla demo comunque direi che non è cambiato nulla.
 
4
Alteridan
06/03/2012 10:26
 
 
Dato che il ruolismo è andato definitivamente a farsi benedire direi che si può parlare di risposta giusta o sbagliata.
Avrebbero dovuto prendere esempio da Human Revolution.

Comunque anch'io ho provato la demo e sono rimasto un po' con il "meh" sul volto: moar of the same più ennemila cliché (compreso il bimbo all'inizio).
Se avessero aggiustato l'inventario e le sparatorie del primo capitolo sarebbe stato meglio. Invece no: hanno proseguito sulla linea del secondo capitolo (che non mi è piaciuto per via delle troppe coperture).
Almeno in questo capitolo finale (si spera) hanno aggiunto la modalità con i dialoghi prefatti, tanto non cambia molto se le scelte le fa il giocatore.
 
5
Best
06/03/2012 10:40
 
 
Come tristemente immaginavo ha abbandonato il ruolismo, benissimo scaffale fin quando non lo trovo a poco
 
6
Kronos21
06/03/2012 10:47
 
 
"i nemici mi correvano addosso come se regalassi Goleador alla frutta"

Qui sono morto :rotfl:

Ah, c'è un errore nei pro:
"Sparatorie più decenti di pria"

Bella recensione, conferma quello che temevo. Tuttavia non vedo l'ora di giocarci, ho amato il primo e il secondo ME e voglio assolutamente finire l'arco narrativo. Tra l'altro ho perso i salvataggi per cui dovrò rifarmi entrambi i primi due giochi :rotfl:
 
7
AliasGV
06/03/2012 10:59
 
 
Citazione:

Kronos21 Visualizza Messaggio
Ah, c'è un errore nei pro:
"Sparatorie più decenti di pria"

http://dizionari.corriere.it/diziona...o/P/pria.shtml

utilizzo arcaico del termine "prima", direi.
 
8
Kronos21
06/03/2012 11:02
 
 
Citazione:

AliasGV Visualizza Messaggio
http://dizionari.corriere.it/diziona...o/P/pria.shtml

utilizzo arcaico del termine "prima", direi.

Salvataggio in corner con questa citazione erudita :asd: Io comunque continuo a pensare sia un errore :sisi:
 
9
AliasGV
06/03/2012 11:08
 
 
Citazione:

Kronos21 Visualizza Messaggio
Salvataggio in corner con questa citazione erudita :asd: Io comunque continuo a pensare sia un errore :sisi:

L'abbiamo già usato qualche altra volta. E con questa riparto in contropiede e ti segno un goal all'incrocio. ;)
A ogni modo, felice che ti sia piaciuta la recensione di Fabio.
 
10
DON IVANO
06/03/2012 11:24
 
 
"Quel pixellone di Shepard" :rotfl:

e poi la ciliegina sulla torta è l'omaggio a Germano Mosconi :rotfl:
 
11
sax87
06/03/2012 11:28
 
 
ottima recensione, in breve fa capire a chi può o non può piacere il gioco.

personalmente sono deluso dell'ulteriore taglio alla componente GDR, che questa volta, da quanto ho letto, non riesce nemmeno a spingere sulla libertà/potere decisionale nel corso dell'avventura (dove invece si sarebbe potuto osare di più, visto che non ci sono le limitazioni e giustificazioni che dovrebbero essere affrontate poi con un capitolo successivo).

l'unica cosa che mi da ancora speranza, è trama e narrazione, perchè del gameplay me ne frega poco sinceramente, soprattutto se è appena decente come è nel 2, e come lo è in questo terzo capitolo (giudicando dalla demo single e multy)
 
12
FabioBortolotti
06/03/2012 11:28
 
 
Citazione:

AliasGV Visualizza Messaggio
http://dizionari.corriere.it/diziona...o/P/pria.shtml

utilizzo arcaico del termine "prima", direi.

Gniek, gniek, gniek.

Abbiamo presentato: Ivan Conte, medaglia olimpica 2012 in arrampicata sugli specchi.
 
13
FabioBortolotti
06/03/2012 11:29
 
 
Grazie a tutti, felice che vi sia piaciuta. Goleador per tutti!
 
14
AliasGV
06/03/2012 11:34
 
 
Citazione:

FabioBortolotti Visualizza Messaggio
Gniek, gniek, gniek.

Abbiamo presentato: Ivan Conte, medaglia olimpica 2012 in arrampicata sugli specchi.

Ignorante. Torna a studiare Dante e poi ripassa.
 
15
Adalberto_Steiner
06/03/2012 11:38
 
 
"Il primo capitolo era un gioco di ruolo con una componente di azione in tempo reale: le sparatorie erano ridicole (i nemici mi correvano addosso come se regalassi Goleador alla frutta) e la gestione dell'inventario era comoda come uno sgabello appuntito. Di pietra, peraltro."

Quanta verità :asd: bella recensione comunque, non vedo l'ora che passino questi 3 giorni (anche se spero che l'8 rompano il D1 e possa portarmelo a casa)
maledetti americani che ci giocano già da oggi :nono:
 
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