
Difficile prestare molta attenzione a un titolo come Mass Effect: Infiltrator, quando uno molto più grande e importante dal nome molto simile è uscito pochi giorni prima. Eppure, in silenzio e lontano dalla luce dei riflettori, il team che ha regalato a iPhone quel piccolo gioiello di Dead Space è tornato con un'avventura del tutto inedita, ambientata intuibilmente nell'universo di Mass Effect. Il personaggio interpretato in questo frangente non è però il Comandante Shepard, e non c'è nessun negozio “preferito” della Cittadella cui prestare i nostri servigi d'immagine. Il nostro alter ego è invece un operativo di Cerberus pesantemente modificato, che inizia ad avere dei dubbi su quanto fatto dai propri superiori. La trama non segue quindi direttamente le vicende di Shepard nella sua lotta contro i Razziatori, ma una più piccola, focalizzata e separata, adatta in fondo a un titolo pensato come spin-off per la serie.
Il pregio più grande di questo sparatutto in terza persona (perché di questo si tratta) è il miglioramento sostanziale del sistema di controllo rispetto ad altri titoli simili. Abbandonando infatti quello “a doppio stick”, almeno in parte, Mass Effect: Infiltrator accetta la natura touch dei dispositivi su cui è stato pubblicato con una serie di comandi tattili che risultano non solo intuitivi, ma anche decisamente più comodi ed efficaci della soluzione dual-stick adottata fino ad oggi. Naturalmente, sono massicciamente presenti le coperture, tenendo fede allo stile di scontri avuti nel franchise finora; per iniziare a sparare basta premere sul bersaglio e poi correggere lievemente la mira, mentre i vari poteri sono tutti attivabili con un semplice tocco o sfioramento.
Un turian sta per fare una brutta fine. Diciamolcelo, che sono tra le razze più antipatiche dell'universo di Mass Effect.
Al sistema di controllo più che valido fa eco un plot narrativo tutto sommato coinvolgente. Oltre a questi due aspetti, altri pregi riguardano un miglioramento costante delle abilità e delle capacità del personaggio, che spingono a dare sempre il massimo a ogni scontro. Peraltro, può essere utile dedicare una certa fetta del tempo a cercare di ottenere quanti più bonus possibili, così da rendere la vita più facile al comandante Shepard del gioco per PC e console. I documenti di intelligence trovati in Infiltrator, infatti, servono ad aumentare il valore delle armate che Shepard sta organizzando per affrontare la minaccia galattica dei Razziatori, unendo quindi con un cordone ombelicale i due giochi e facendo sì che le prestazioni avute in uno rendano più facile la vita nell'altro. Si tratta di un'idea a mio avviso molto interessante, e che potrebbe essere sfruttata a dovere anche in futuro, per altri titoli.
Parliamo ora del comparto tecnico, che per tutta la durata dell'avventura riesce a mantenersi su ottimi livelli, con una grafica dettagliata che ripropone in modo pedissequo lo stile a cui Mass Effect ci ha abituato. Il medesimo discorso può essere fatto a proposito della colonna sonora, che richiama gli stilemi tipici della serie principale. A un prezzo tutto sommato medio per produzioni di livello alto, questo Infiltrator rappresenta quindi un ottimo acquisto, oltre a essere un ottimo esperimento per verificare nuove vie a proposito di sistema di controllo negli sparatutto su dispositivi iOS. L'interoperabilità tra titoli mobili e fisici, che qui funziona bene, potrebbe aprire le porte a sperimentazioni molto interessanti da parte di case produttrici coraggiose e creative.


















Commento della redazione
Mass Effect: Infiltrator è un ottimo esperimento: oltre a essere un buon gioco di per sé, rappresenta anche un tentativo vincente di innovare i sistemi di controllo degli sparatutto su touch screen.