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23/04/2012 09:05
 

Risen 2: Dark Waters

PC   genere: RPG  
A cura di
Mosé Viero
I nostri voti
PC
8
 
 
 
 
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Il secondo capitolo della nuova saga di GdR dei ragazzi tedeschi di Piranha Bytes è finalmente approdato sul mio hard disk: dopo tante anteprime e diversi assaggi più o meno sostanziosi, sono dunque pronto a esprimere un giudizio, e posso già anticiparvi che si tratta di un giudizio in gran parte positivo. Ma andiamo con ordine.

Risen 2: Dark Waters, come già credo sappiate, è un GdR in terza persona. Il giocatore controlla un eroe senza nome, già protagonista del primo episodio, e lo muove all'interno di una ambientazione “piratesca” costituita da diverse isole, ciascuna delle quali viene messa interamente in memoria all'inizio della sessione di gioco, consentendo così una esplorazione che non viene mai interrotta da alcun caricamento. L'avventura ruota attorno alla necessità di trovare e sconfiggere una malvagia divinità marina (Mara), in grado di controllare i terribili titani, uno dei quali già responsabile della distruzione dell'isola di Faranga, dov'era ambientato l'episodio precedente. L'ambientazione “piratesca” costituisce essa stessa una novità, dato che il primo Risen era collocato in un mondo fantasy più tradizionale, dove a spade e archi si affiancava la classica magia basata sugli elementi. Nel nuovo capitolo, invece, le immancabili armi in corpo a corpo sono coadiuvate da inedite armi da fuoco, e da una forma di magia, chiamata “vudù”, dotata di un ruolo principalmente di supporto.

La struttura “ad arcipelago” del mondo di gioco ha consentito agli autori di superare uno dei problemi più importanti dei loro prodotti precedenti, ossia il progressivo impoverimento narrativo ed esplorativo dovuto alla necessità di continuare a percorrere, nelle ultime fasi della partita, il medesimo territorio già scoperto all'inizio della medesima. In Risen 2 le nuove isole si aprono gradualmente all'esplorazione: nelle prime battute in modo lineare, assecondando gli sviluppi della trama; più avanti, sulla base delle esigenze del giocatore, che da un certo momento in poi può controllare un'intera nave, gestendo così in prima persona gli spostamenti da un'isola all'altra (che avvengono, però, in modo puramente astratto).

Non è proprio quello che intendevo accadesse, quando ho detto di avere la scimmia per questo gioco...
 
Nonostante l'ambientazione piratesca, dunque, l'avventura si svolge a terra: un tratto, questo, che potrà forse deludere qualche aspettativa, soprattutto se si tiene presente che non è nemmeno contemplata, per l'eroe, la possibilità di nuotare nei limpidi mari che circondano le isole. L'esplorazione degli insediamenti e dei territori selvaggi, comunque, risulta molto appagante, soprattutto grazie alla capacità dei ragazzi di Piranha Bytes di costruire paesaggi che riescono a essere al contempo realistici e fortemente caratterizzati, nonché capaci di compensare la dimensione relativamente modesta con una “densità” di elementi interessanti davvero notevole.

Naturalmente, queste esplorazioni sono movimentate da decine di combattimenti, contro le creature più varie: si va da realistici cinghiali, ghepardi e gorilla a improbabili “demoni” e uccellacci sputafuoco. Le armi più comuni e accessibili sono quelle in corpo a corpo: il giocatore controlla i fendenti tramite i clic del mouse, e lo scopo è allinearli con giusto tempismo (e senza farsi “interrompere” dal nemico) per dar vita a letali “combo”. Guadagnando esperienza, chiamata nel gioco “gloria”, il nostro eroe può migliorare le sue caratteristiche e abilità, apprendendo interessanti colpi speciali, capaci di mutare in un baleno le sorti di uno scontro: si va da parate a contrattacchi, da calci a colpi caricati, senza contare la possibilità di ricorrere ai cosiddetti “trucchi sporchi”, atti principalmente a distrarre l'avversario (tramite per esempio il lancio di una noce di cocco, o l'uso di un pappagallo ammaestrato). Le armi a distanza richiedono maggior concentrazione: il tasto destro permette di mirare, il sinistro di fare fuoco, ma tenere la mira su nemici in movimento è complicato, e non va dimenticato che occorre tenere sempre sotto controllo la quantità di proiettili a disposizione e il caricamento dell'arma. Completa l'offerta, come già accennato, la misteriosa magia vudù: apprendendola, il nostro eroe sarà in grado di lanciare potenti maledizioni, di creare pozioni e gioielli magici, nonché di evocare letali spiriti che lo affianchino in combattimento.

Fortunatamente, non tutto il tempo di gioco verrà trascorso con le armi in pugno: Risen 2 offre anche un interessante sistema di dialogo, arricchito dalla possibilità di sfoggiare abilità come la persuasione e l'intimidazione. Le missioni e i dialoghi non brillano per originalità, ma ripropongono l'efficace filosofia dei prodotti Piranha, all'insegna della concisione e della funzionalità. L'ambientazione, poi, ha consentito agli autori di approfondire ancora di più quegli accenti cinici e talvolta “brutali” che caratterizzano da sempre i loro GdR. I personaggi non giocanti sono dotati di complesse routine giornaliere e danno una buona impressione di svolgere la loro vita, indipendentemente dalle azioni intraprese dall'eroe: fu questo un aspetto molto elogiato nei primi giochi Piranha, ma il fatto che ora sia diventato uno standard piuttosto comune rende tutto inevitabilmente meno eclatante (e c'è da dire che, in generale, questo aspetto appare un po' “alleggerito” rispetto al passato).

Staticamente è tutto molto bello. Peccato che in movimento le cose peggiorino più di un po'.
 
Tutto il sistema di gioco è ottimamente supportato da una gestione del personaggio piuttosto originale, che privilegia la crescita “orizzontale” su quella “verticale”: non esistono livelli, e i punti esperienza vanno semplicemente distribuiti tra le caratteristiche di base, mentre le abilità attive, dotate di pre-requisiti spesso onerosi, vanno ottenute pagando cospicue somme di denaro agli appositi addestratori. Completano il menu un limitato ma curato comparto di “crafting” (vale a dire la possibilità di creare armi e pozioni), nonché alcuni minigiochi, il più frequente dei quali è quello - simpatico ma ripetitivo - che gestisce lo scassinamento delle serrature.

Diverse perplessità mi ha lasciato il comparto tecnico: se le immagini statiche evocano paesaggi pittoreschi e suggestivi, le animazioni e i modelli dei personaggi lasciano davvero a desiderare. In generale, risulta debole il contesto del mondo in movimento, reso poco credibile da frequenti inconsistenze nella raffigurazione della profondità e delle proporzioni.

 
Commento della redazione

Risen 2 è senza dubbio un prodotto molto valido, capace di impegnare l'appassionato di GdR digitale per almeno una quarantina di ore. Va sicuramente apprezzata la volontà di rendere più dinamico il mondo con lo stratagemma delle isole progressivamente aperte all'esplorazione del giocatore, così come l'originale sistema di crescita del personaggio, e in generale la capacità di innovare senza perdere di vista la natura per certi versi unica (nel bene e nel male) dei prodotti Piranha. Le maggiori incertezze sono sul comparto grafico, ma sono sicuro che gran parte degli appassionati non si preoccuperà più di tanto per questo.

pro

  • Buona struttura ruolistica

  • Paesaggi ben caratterizzati

  • Dialoghi cinici e brutali

  • Combattimenti vari e appaganti

contro

  • Comparto tecnico "in movimento" non all'altezza della situazione

  • Un gioco sui pirati dove non si può comandare una nave e nemmeno nuotare è un po' una contraddizione in termini

 

Commenti


1
Pinky Winky
23/04/2012 09:30
 
 
speriamo non facciano una versione console come quella di risen 1 :asd:
 
2
ToSo
23/04/2012 09:38
 
 
Non l'ho visto personalmente nella sua incarnazione finale, ma negli eventi preview a cui ho assistito posso dire che mi sembrava parecchio distante dal primo Risen per console. :)
 
3
AliasGV
23/04/2012 09:55
 
 
Il fatto che abbiano rimandato di qualche mese l'uscita della versione console ha una doppia lettura:
- oh... non vogliamo fare un porting bieco come quello del precedente, e stiamo perfezionando il tutto al meglio...
- oh... sta venendo fuori una schifezza, e ci serve più tempo per renderlo almeno decoroso...

Chi vivrà, vedrà.
Per intanto, la versione PC è riuscita bene, e questo è un buon inizio. ;)
 
4
AndyDarkWaters
23/04/2012 10:21
 
 
a me sembra un gioco veramente unico nel panorama contemporaneo videoludico, un ritorno alla vecchia scuola degli rpg con una ambientazione poco utilizzata, quella piratesca, nel mondo dei videogiochi. Insomma, mio al day one su pc! :-D
 
5
naxxer
23/04/2012 10:50
 
 
Citazione:

Un gioco sui pirati dove non si può comandare una nave e nemmeno nuotare è un po' una contraddizione in termini
ma perché ? :rotfl:

oh, e se non ricordo male, ho visto su un video dove mostrano la mappa del gioco, che è presente una città che si chiama "caldera"...
ma non c'è già su morrowind ? :asd:
 
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