Dopo gli exploit di Alonso negli ultimi GP, la scuderia di Maranello si trova in vetta al Mondiale piloti di F1 e al secondo posto in quello Costruttori, tanto amato dal suo leggendario fondatore Enzo Ferrari. Slightly Mad Studios, dal canto suo, è un promettente team di sviluppo inglese specializzato nelle simulazioni di guida, famoso soprattutto per Need for Speed: SHIFT e SHIFT 2: Unleashed, entrambi pubblicati da EA. Cos’hanno in comune la scuderia Ferrari e questo gruppo di programmatori? La risposta è Test Drive: Ferrari Racing Legends.
Tale sinergia tra il brand del Cavallino Rampante, il franchise Test Drive (che gli appassionati di videogiochi conoscono bene) e Slightly Mad Studios è potenzialmente interessante, e i numeri sembrano essere da pole position: una cinquantina di modelli Ferrari (che ripercorrono la storia della scuderia dalla sua fondazione ai giorni nostri) e quasi una quarantina di circuiti (contando le varianti) su cui scorrazzare. È bene chiarire una cosa, comunque: la struttura di gioco scelta dagli sviluppatori per Ferrari Racing Legends è completamente diversa da ciò che era lecito immaginare per un titolo griffato Test Drive. Niente mondo aperto da esplorare in lungo e in largo, ma tanti bei tracciati su cui gareggiare…
Il punto di forza di questa produzione è da ricercare nella modalità Carriera, che permette di rivivere l’epopea Ferrari attraverso tre epoche (le annate sono suddivise in Oro, Argento e Moderno) e un numero spropositato di scenari/sfide in cui competere (circa 200). La Carriera è essenziale per sbloccare una tonnellata di “rosse” e piste da sfruttare nelle altre modalità di gioco, come la Corsa Veloce o l’immancabile comparto online, anche perché le monoposto e i circuiti disponibili all’inizio sono pochi. Gli eventi, però, si susseguono con una linearità nella progressione sconcertante, e una maggiore caratterizzazione delle prove avrebbe giovato. Così, dopo qualche ora, la passione per il rosso Ferrari inizia a scemare e si continua nella Carriera per cercare di accedere a determinati modelli o a tracciati da sfruttare in multiplayer online, per fare giro veloce senza lo stress di dover finire davanti a un altro pilota o per frantumare il record della pista.
Belle le rosse, ma i tracciati lasciano a desiderare.
Il parco auto proposto da Slightly Mad Studios ha le potenzialità per esaltare gli appassionati del Cavallino Rampante e non solo. Sulla carta, il comportamento di una Testarossa non è quello di monoposto da F1 come la F2007 con cui Raikkonen ha conquistato il titolo Mondiale, così come la leggendaria 250 GTO richiede un’attenzione diversa rispetto alla mostruosa FXX sviluppata con la consulenza di Schumacher. Purtroppo, una volta scesi in pista è facile notare come le differenze tra i bolidi rossi siano limitate solo ad alcuni parametri, oltre che alla differente modellazione poligonale utilizzata nella loro riproduzione: accelerazione, potenza, velocità e poco altro. Per esempio, la tenuta in curva delle vetture stradali più datate appare poco convincente, così come il comportamento aerodinamico, mentre la gestione degli assetti è praticamente nulla. Forse, per cercare di simulare al meglio il comportamento di auto completamente diverse, Slightly Mad Studios ha perso un po’ la strada principale.
Test Drive: Ferrari Racing Legends, infatti, non è una simulazione “dura e pura” alla iRacing, ma nemmeno un arcade con velleità di realismo in stile Forza Motorsport 4, tanto per restare in ambito console. Cos’è, allora? È un titolo motoristico che cerca di accontentare un po’ tutti i fan dei giochi di guida ma che finisce, alla lunga, per scontentare sia gli appassionati più impallinati, sia i neofiti alle prime armi.
Il modello di guida si presenta modulare, ed è consentito scegliere lo stile più adeguato alla propria abilità. Per esempio, al livello Principiante tutti gli aiuti (dalla traiettoria in curva ai dispositivi anti-bloccaggio, e così via) saranno attivati anche con le vetture più datate: una vera e propria incongruenza, non credete? In quello Pro, d’altro canto, è necessario sudare sette camicie per restare in pista e, soprattutto, ricorrere a un bel volante con pedaliera, pur se il settaggio è piuttosto limitato. Per gli habitué dei giochi di corse, il livello Normale offre un buon compromesso: vi posso assicurare che, anche così, il titolo di Slightly Mad Studios è impegnativo (personalmente, lo reputo un pregio). Al giocatore, infatti, non verrà perdonato il minimo errore o tamponamento. Recuperare un testacoda non sarà facile, ma con la pratica e un volante si riusciranno anche ad apprezzare certe peculiarità del modello di guida implementato.
Il parco auto propone 50 modelli di Ferrari... da sturbo.
Passando alla gestione dei danni, bisogna sottolineare che è alquanto limitata: gli alettoni, qualche vetro e poco altro. L’Intelligenza Artificiale, al contrario, sorprendente positivamente per aggressività e per come riesce ad animare le gare in pista. Certo, si avverte la sensazione che i bolidi rossi guidati dalla CPU si muovano su un binario preciso, però il risultato non è malvagio e c’è da divertirsi. Peccato, invece, per il comparto online (fino a 8 giocatori), che non offre nulla di rivoluzionario.
In merito al comparto tecnico, va detto che alterna aspetti pregevoli ad altri meno. Per esempio, mentre i modelli poligonali e le texture dei 50 modelli Ferrari riprodotti sono spettacolari, con abitacoli semplicemente fantastici, i tracciati appaiono inadeguati agli standard attuali; allo stesso modo, lo stile grafico “vintage” per le vetture stradali più datate della Scuderia non convince completamente. Non resta che assistere a qualche sporadico rallentamento, lasciandosi cullare dal meraviglioso rombo dei motori di Maranello.


















Commento della redazione
È strano dare un voto a Test Drive: Ferrari Racing Legends. Da fan sfegatato del Cavallino Rampante ho apprezzato l’ottima riproduzione dei bolidi rossi, il rombo sontuoso dei motori e un’Intelligenza Artificiale a dir poco aggressiva. Non posso dimenticare, però, la modalità Carriera priva di mordente, il modello di guida discutibile e altre pecche minori. Ci fosse stato un Jean Todt d’annata a spronare il team di sviluppo, forse Test Drive: Ferrari Racing Legends avrebbe regalato qualche emozione in più. Così, è un titolo che fa discutere nel bene e nel male.