Tra gli appassionati di motori c’è una trasmissione televisiva quasi universalmente rispettata e seguita: Top Gear. Tale produzione della BBC, totalmente fuori di testa, mostra spesso recensioni di auto impossibili da vedere su strada o esperimenti in cui, per esempio, improbabili limousine sono assemblate saldando tra loro una decina di Panda tagliate alla bisogna.
Top Gear: Stunt School Revolution non può certo essere da meno rispetto alla simpatica follia che si respira nello show, di conseguenza propone al giocatore una serie di prove dal sapore suicida come saltare tra i tetti dei grattacieli di New York a bordo di un’automobile cui è stato collegato il motore a reazione di un aeroplano o, ancora, oltrepassare il Grand Canyon percorrendo un ponte artificiale largo a malapena quanto il bolide di turno. I tipi di sfide cui si può essere sottoposti in Top Gear: Stunt School Revolution sono molto vari, e richiedono talvolta precisione e velocità, in altri casi delicatezza nei comandi per non far cadere il carico appoggiato sul tetto della propria vettura. Il risultato è un sistema di gioco mai troppo uguale a se stesso. A ciò si aggiunga il fatto che alcuni test avanzati consentono di personalizzare il proprio mezzo con ogni tipo di gadget (inclusa una mucca a reazione) e si otterrà una longevità piuttosto elevata.
Jeremy, Richard e James sarebbero fieri di me.
È, però, lo stesso Top Gear: Stunt School Revolution a dire che si sta esagerando, e impone delle pause circa ogni dieci gare. A tale scopo, sfrutta l’espediente legato al conseguimento di una serie di patenti: se ne riceve una gratuitamente ogni quattro minuti, anche se non si sta giocando. Terminate le patenti, non si possono più disputare sfide fino a quando non se ne ha di nuovo una a disposizione, a meno che non si attendano quattro minuti per partecipare a gare della durata di pochi secondi. In queste ultime, prevale il meccanismo del “trial and error”. Una strada alternativa, e sembrerebbe quella caldeggiata dagli sviluppatori, prevede che si paghino soldi reali per ottenere un gran numero di patenti da impiegare subito.
Dal punto di vista tecnico, Top Gear: Stunt School Revolution si difende bene. La grafica propone panorami famosi trasposti con un gusto, e il comparto audio accompagna dignitosamente gli eventi su schermo. Una buona integrazione con Facebook, per pubblicare i propri risultati (e, naturalmente, fare pubblicità al gioco), rappresenta l’unica apertura verso l’online della produzione BBC Worldwide.
Top Gear: Stunt School Revolution è, dunque, un modo gradevole con cui ingannare il tempo, ma attenzione al rischio insito in ogni titolo freemium: il “giochino” potrebbe diventare una trappola mangiasoldi. Forse, sarebbe stato meglio evitare la faccenda patenti e potenziamenti a pagamento con moneta reale, e pubblicarlo direttamente a 3,99 euro.


















Commento della redazione
Top Gear: Stunt School Revolution è divertente e folle al punto giusto, rendendo onore al programma televisivo cui s’ispira. Oltre a questo, è ricco di spunti interessanti e di buone idee. Peccato solo per la sua natura ambiguamente gratuita, che spinge a ricorrere in continuazione al denaro reale, specialmente arrivati a un certo punto del gioco.