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Persona 5 – Hands On

di 14/02/2017
 

Lo stereotipico gamer è ritratto un po’ come un lupo solitario che non ha bisogno di nessuno accanto, nessuna compagnia di sorta, ci sono solo lui e il gioco. Ma nel mese di San Valentino, anche il giocatore più hardcore potrebbe intenerirsi e lasciarsi andare. Ed è con questo stato d’animo che abbiamo avuto la possibilità di provare Persona 5, attesissimo titolo della casa giapponese Atlus. Il nuovo titolo della serie di giochi di ruolo, celebre per dare la possibilità al giocatore di interagire con gli altri personaggi e solidificare le relazioni affettive con essi, sarebbe dovuto uscire già nel 2014 ma, dopo svariati ritardi, è arrivato soltanto l’anno scorso nella terra del sol levante e presto arriverà anche da noi in occidente.

Come è facile aspettarsi, vestiremo i panni di un silenzioso studente liceale in cui il giocatore dovrà immedesimarsi. Il protagonista ha la fama di essere un violento teppista e per questo la sua cerchia di amicizie a scuola comprende solo Ryuji, un ragazzo dalla testa calda, e Morgana, un misterioso gatto parlante. Il gruppo di eroi si troverà ad affrontare una situazione delicata: l’allenatore della squadra di pallavolo della scuola è un uomo viscido che violenta le sue giocatrici. Alcuni eventi chiave porteranno il protagonista e Ryuji a prendere la decisione di agire per risolvere la situazione e mettere la parola “fine” alle malefatte del coach. I due sono semplici ragazzi durante le ore scolastiche ma, una volta entrati in una dimensione parallela grazie ad una speciale app demoniaca, vestiranno i panni di esperti ladri di tesori. Più precisamente Morgana ci spiegherà che il nostro obiettivo sarà rubare il tesoro spirituale dell’allenatore di pallavolo, il suo desiderio distorto, l’amore malato che prova per le sue giocatrici.

Persona 5 si divide quindi in due fasi: una in cui seguiremo la vita scolastica dei personaggi, permettendoci di relazionarci con le persone che vivono a Tokyo, e un’altra in cui dovremo attraversare veri e propri dungeon, pieni di nemici da sconfiggere. Nella prima fase avremo piena libertà di movimento nelle piccole mappe lineari della città. Le fermate della metro ci permetteranno di spostarci da una zona all’altra e quindi di trovare negozi o altri punti di interesse. Nella frenetica vita cittadina potrà anche capitare di origliare le chiacchiere dei passanti. La storia procede proprio durante queste fasi di gioco, ad esempio ci troveremo a seguire Ann, ragazza dai capelli biondi e personaggio chiave della trama, per scoprire nuovi dettagli in più sulle malefatte dell’allenatore. I momenti più importanti di questi momenti di gioco saranno le scelte di dialogo, a seconda delle risposte che daremo, i personaggi avranno reazioni diverse. La parte più romantica del gioco avviene durante questi momenti, approfondire le relazioni significa anche avere la possibilità di trovare la nostra anima gemella. La seconda fase invece è più improntata sulla classica formula di esplorazione e battaglie a turni. I protagonisti si travestiranno da ladri mascherati e dovranno addentarsi dentro ad un castello di una dimensione parallela, un labirintico e tetro dungeon. Nelle stanze o nei corridoi del livello, alcuni nemici in armatura cercheranno di bloccare il nostro passaggio e starà a noi giocatori decidere se evitarli senza farci notare o attaccarli alle spalle per iniziare la fase di battaglia. In combattimento, ogni personaggio potrà decidere cosa fare durante il suo turno: attaccare con un’arma da ravvicinato, sparare con una pistola, usare un oggetto o sferrare un potente attacco evocando un Persona, manifestazioni fisiche della psiche che possiamo collezionare e utilizzare in battaglia. Le novità introdotte in Persona 5 riguardano proprio queste entità spirituali: il protagonista può equipaggiarsi con più di un Persona e cambiarlo liberamente proprio durante la battaglia, aggiungendo così un ulteriore aspetto strategico al gioco. Un’altra novità è la modalità di “hold up” durante le battaglie, che si attiverebbe nel caso riuscissimo a stordire tutti i nemici sul terreno. Il nemico, messo alle strette dai protagonisti, potrà essere ricattato per farsi dare un oggetto o del denaro e in cambio risparmiare loro la vita. Il giocatore potrà persino decidere di far unire la creatura alla propria collezione di Persona e quindi utilizzarla nelle battaglie successive. Perché questo accada dovremo però rispondere attentamente alle domande che gli avversari ci porranno durante la fase di “hold up”. Rispondendo nel modo sbagliato, perderemo la possibilità di arruolare il demone e dovremmo continuare a combatterlo ed eliminarlo definitivamente. Al termine della battaglia verremo in ogni caso ricompensati con esperienza e denaro.

L’aspetto che colpisce di più di Persona 5 è lo stile grafico. Gli artisti di Atlus hanno davvero puntato tutto sul look del gioco, sia nel design dei personaggi che in quello dei menu. Le animazioni di questi ultimi in particolare traboccano di stile, non importa che voi stiate cambiando equipaggiamento per i vostri personaggi o che abbiate appena vinto un combattimento, i giocatori rimarranno sicuramente colpiti dalla personalità sgargiante di Persona 5. La soundtrack dai toni jazz garantisce un ulteriore tocco di classe da parte degli sviluppatori. Non si può dire però che la nuova creatura di Atlus faccia sfoggio di una grafica impressionante come altri giochi che girano su Playstation 4. Per esempio i modelli dei personaggi di contorno che troviamo per le strade cittadine sono poco rifiniti. Ma non bisogna dimenticare che il titolo è stato originariamente in sviluppo per Playstation 3 e, in ogni caso, il grande lavoro di ricerca stilistica del team giapponese rende quei piccoli difetti grafici assolutamente trascurabili.

Persona 5 si dimostra un degno erede dei capitoli precedenti della saga targata Atlus. Le meccaniche di gioco faranno sentite a casa i fan di lunga data della serie, i quali rimarranno inoltre felicemente colpiti dal rinnovato e fresco stile grafico e dalle novità nel gameplay introdotte dagli sviluppatori. La trama, scandita da scene di intermezzo create da uno studio di animazione giapponese, propone tematiche forti e mature accostate al classico tocco di soprannaturale della serie Shin Megami Tensei. E chissà che qualche giocatore solitario non riesca a trovare la sua anima gemella tra le vie di Tokyo, tra una sessione di gioco e l’altra. Se invece l’anima gemella già l’avete trovata, perché non inviargli una card personalizzata di Persona 5 per l’occasione?





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