Videogiochi


Steep – Recensione

di 23/12/2016
 

Difficile trovare in giro titoli tanto contraddittori come Steep, nuova IP Ubisoft che lancia, letteralmente, il giocatore nel più innevato open world mai realizzato. Tra la catena montuosa delle Alpi, al confine tra Italia, Svizzera e Francia, il team di sviluppo è stato capace di mescolare la passione per gli sport invernali più pura ed evidente a meccaniche storicamente estranee al genere. Già, ma quale genere? Un po’ moderno sandbox, un po’, appunto, arcade da sala giochi anni ’90 con sfumate velleità simulative, il melting pot filosofico cristallizzato da Ubisoft Annecy alterna cose buone a cose meno buone. E allora, si parta dalla vetta, quella più innevata, e si affronti la discesa tra le meraviglie e le magagne di un titolo comunque originale e ben prodotto.

BIANCANEVE SOTTO I GHIACCI

La parola d’ordine, in Steep, è libertà. Quella libertà figlia della vastità della mappa di gioco, enorme e dettagliata anche a fronte della “pochezza” strutturale del paesaggio. Non ci sono grattacieli e non ci sono periferie, in Steep. Solo paesaggi meravigliosi, tra le cime dei monti più alti d’Europa e piccoli insediamenti i cui tetti lottano con la neve. In mezzo, appunto, il giocatore che, protagonista di una storia senza trama, è chiamato a cimentarsi in una lunga serie di prove suddivise, oltre che dai requisiti per guadagnare una medaglia, in quattro diverse discipline “skippabili” praticamente in tempo reale. Ci sono gli sci, la più nobile tra le discipline per gli amanti della neve, per slalom sfrenati tra strette gallerie e rampe più o meno nascoste. Durante queste sezioni, il giocatore è chiamato, da un lato, al controllo del proprio corpo, della velocità e degli ostacoli da evitare, ma anche ad esibirsi in alcuni trick basati sul rapporto che intercorre tra le lame e la supericie, oltre alla corretta posizione del corpo in fase di discesa e di salto.

steep-2

Mutatis mutandis è quello che accade con lo snowboard, sport estremo principe in ambito videoludico per chi ama salti e piroette in aria. In queste fasi, più che alla precisione durante la “guida”, il giocatore è chiamato a prestare particolare attenzione alla presenza di rampe naturali ed artificiali e, quindi, alla corretta esecuzione delle mosse abilità, eseguibili, proprio come con gli sci, tramite l’utilizzo dello stick analogico. Dalla neve, poi, si passa all’aria e al cielo. Infilato il parapendio, una sorta di paracadute dall’utilizzo tutt’altro che banale, il nostro avatar digitale dovrà sfidare l’altezza e le correnti d’aria per planare, letteralmente, tra le varie cime e quindi, chekpoint dopo chekpoint, raggiungere il traguardo alla ricerca del punteggio perfetto, da ottenere tramite le acrobazie eseguibili con il solito stick e, almeno in questo caso, con tanta pazienza. Chiude la rassegna la tuta alare che, raggiunti i punti più alti, permette di “volare” tra le insidie naturali offerte dalla natura prima ancora che dal design pennellato dagli sviluppatori. Pur in apparenza simile al parapendio, almeno idealmente, queste sezioni godono di un’incredibile velocità di crociera, croce e delizia del controllo del personaggio, alle prese con il peso del corpo e dell’aria.

C’è, insomma, un po’ di tutto, in una sorta di enciclopedia ludica esclusivamente dedicata all’inverno, al freddo, alla neve. Quella che, di fatto, ricopre l’ambiente di gioco. Tutto bianco, tutto bello. Almeno tecnicamente, ché la semplicità poligonale propria del paesaggio si sposa senza problemi con un impatto visivo notevole. Ottimi gli shader, ottimo l’engine che regola l’illuminazione. Anche solo inteso come “turismo virtuale”, Steep potrebbe soddisfare il più esigente amante della neve.

VACANZE DI NATALE

Poi, passato il sense of wonder proprio della novità, si passa a capire cosa fare e come fare. All’interno della mappa, richiamabile in qualsiasi momento, vi sono diverse zone, sbloccabili tramite l’avanzamento. Ovvero, affrontando, e magari vincendo, alcune prove. Che si tratti di una corsa sugli sci o di una prova contro il tempo a bordo dello snowboard o, ancora, di una esibizione a colpi di abilità imbracati al parapendio, Steep diverte. A volte, persino affascina. Il gameplay volutamente orientato all’arcade acchiappa sin dai primi minuti. Anche per le prime ore. Poi, però, l’entusiasmo è destinato a scemare. Colpa di una fisica un po’ troppo “allegra”, di un controllo non sempre preciso, almeno nelle sensazioni, e, fondamentalmente, di una certa banalità di fondo avvertibile a medio termine, quando si ha la sensazione di aver già esplorato, almeno in termini strettamente ludici, tutto quello che il gioco aveva davvero da offrire.

Sotto certi aspetti, Steep cerca di sdoganare un divertimento sicuramente più realistico rispetto a quello, tanto per dire, offerto per anni dalla serie SSX. Un intento nobile, ma l’operazione sembra essere riuscita solo a metà per colpa, appunto, del motore fisico che gestisce il tutto. Per intenderci, pur con le ovvie differenze in dote ai vari strumenti tipici per ogni disciplina, il gioco si preoccupa di calcolare lo stretto rapporto tra la neve, l’aria, il corpo e l’attrezzatura. L’inerzia viene quindi gestita con la levetta sinistra, mentre a quella destra o ai dorsali sono invece deputate le varie abilità.

steep

Steep diverte. A volte, persino affascina.

Per chi vorrà andare oltre, magari superando le varie sfide e, perché no, cercando di limare i propri tempi padroneggiando tutti gli sport e, quindi, anche i trick più complessi, Steep è destinato sicuramente ad offrire più di quello che, inevitabilmente, apparirà all’utente medio. Più divertimento, certo, ma inevitabilmente anche più problematiche legate ad alcune incoerenze. Probabilmente, proprio per evitare di rendere il gioco troppo frustrante, alcuni aspetti sono stati un po’ banalizzati. Su tutti, la gestione degli impatti con i vari ostacoli per cadute non sempre realistiche e, neppure, ben contestualizzate. Non sfugga, inoltre, che non tutte le discipline sembrano capaci di divertire allo stesso modo. In redazione, la preferenza è tutta per la tuta alare, mentre il parapendio, complice un controllo poco preciso e, anzi, quasi sfumato, si piazza mestamente all’ultima posizione di questa speciale classifica.

A ciò, si aggiungano alcuni problemi di compenetrazione poligonale piuttosto accentuati in alcuni frangenti e che, più di qualche volta, obbligheranno il giocatore a forzare il riavvio di un determinato evento. Capita di rado, ma potrebbe indispettire. A lenire il probabile fastidio, un’interfaccia comunque amica del giocatore, ricamata attorno alla splendida mappa che è richiamabile in ogni momento tramite la semplice pressione di un tasto. Si tratta di una scelta suggestiva e, anche, piuttosto spettacolare. Il mondo di gioco, come detto, è veramente enorme, e passerà poco perché si riempia di icone, eventi, punti di interesse e campi base da dove fare carico di spirito d’avventura e poi, magari dopo qualche sessione in multiplayer con amici e sconosciuti, partire per l’esplorazione. Al netto degli aspetti competitivi, è forse proprio in questi momenti che Steep espone le cose migliori e, anche, le sue trovate più riuscite.

La vetta di una montagna, un laghetto nascosto dagli abeti, un agglomerato di cottage ricoperti dal ghiaccio. D’altro canto, in assenza di un vero e proprio story mode, è facile che l’attenzione sulle singole competizioni possa facilmente spostarsi proprio sul contorno. A fare da sfondo c’è sempre la natura, le sue contaminazioni, la sua particolarissima, per quanto accennata, storia. Ed è solo allora che Steep si mostra davvero per quello che è. Ovvero, un buon gioco sportivo inserito in un contesto sandbox. Enorme per certi aspetti e limitante per altri, è vero, ma con un fascino tutto suo e un merito oggettivo. Quello di occupare una categoria da tempo, troppo tempo, rimasta scoperta. E che anzi, per certi versi, fino a ieri non esisteva neppure.

Info
 
Pro
  • Visivamente ottimo
  • Mappa enorme ed evocativa
  • Quattro discipline e tanti eventi…
  • Contro
  • … ma forse non così varie
  • Gameplay poco preciso
  • Fisica a volte incoerente
  • Editor Rating
     
    Globale
    7.4

    Voto
    7.4

    Hover To Rate
    User Rating
     
    Globale
    4.7

    Voto Utenti
    4.7

    You have rated this

    Commento
     

    Steep è una buona idea applicata ad un buon gioco. Anche se alcuni aspetti legati al gameplay si mostrano poco rifiniti, l’impatto grafico di ottimo livello e il fascino delle ambientazioni potranno comunque soddisfare un’utenza non troppo esigente e, magari, abbastanza curiosa da voler provare qualcosa di nuovo. Restano i dubbi sull'implementazione della fisica, su qualche glitch grafico minore e sull’accessibilità di un titolo comunque di nicchia. In attesa di un seguito capace di limare una struttura di gioco ancora acerba, la nuova IP di Ubisoft resta una delle sorprese più belle di questo ultimo stralcio di 2016.