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Dragon Ball FighterZ – Hands On

di 17/09/2017
 

Ci sono brand che, pur essendosi ripetuti nel corso degli anni, non smettono mai di farci sobbalzare il cuore: Dragon Ball rientra decisamente in questa ristretta categoria. BANDAI NAMCO Entertainment, dopo aver intrapreso una strada lunga e impervia con i due capitoli di Xenoverse, ha deciso di tornare indietro. Non nello sviluppo sia chiaro, bensì nel concetto base di videogioco ispirato alla celebre e immortale opera di Akira Toriyama. Annunciato ufficialmente nel corso dell’E3 2017 di Los Angeles, Dragon Ball FighterZ è divenuto sin da subito oggetto di culto per i veterani della serie e, in generale, per gli amanti del genere picchiaduro. Motivo? Arc System Works, noto team di sviluppo di Guilty Gear e non solo, è a capo dello sviluppo di un gioco che, alle prime premesse, si attesta a essere uno dei protagonisti più importanti e attesi del 2018. Per farci morire sotto il logorante peso dell’hype estremo però, la software house nipponica ha deciso, nel corso degli ultimi giorni, di promuovere una gustosissima Closed Beta del gioco. Dragon Ball FighterZ riuscirà a far tornare il brand, riferito espressamente alla sezione videoludica, ai fasti dei Budokai Tenkaichi di vecchia data? Mettetevi comodi e scopritelo attraverso la nostra analisi!

Dragon Ball FighterZ

Kamehameha!

Questa esclusiva fase di test mi ha permesso, a più riprese, di saggiare con mano numerosi scontri online: il tutto, ed è un piacere sottolinearlo, senza mai accusare alcun tipo di lag o disconnessione dal match. Di questi tempi, è già un netto passo in avanti. Senza troppi indugi dunque. dopo aver brevemente girovagato nell’hub principale del titolo (praticamente bloccata per il 90%), mi sono gettato a capofitto all’interno dell’Arena di Dragon Ball FighterZ. Innanzitutto dovremo selezionare tre personaggi (i combattenti presenti nella Closed Beta sono ovviamente di esiguo numero) che andranno a comporre la nostra squadra, qui saremo liberi di creare team decisamente insoliti o classici e personalizzarli grazie alla presenza di svariati completi/colori di qualsiasi tipo: io, da buon tradizionalista, ho scelto Goku, Vegeta e Gohan. E difficilmente modificherò questo schema nella versione finale del gioco: perdonatemi ma i Super Saiyan… hanno la priorità su tutto. Potrei cedere esclusivamente con l’aggiunta di Broly, ecco.

Scopo del match? Sconfiggere ogni componente della squadra avversaria. A tal proposito, è giusto ponderare al meglio l’ordine dei membri del proprio team per due semplici motivi: un mero vantaggio tattico iniziale dettato da peculiari caratteristiche del proprio combattente e, soprattutto, creare le giuste combinazioni alternandoli tra loro in una maniera quasi ossessa. Se studierete al meglio il vostro team, il vostro avversario perirà sotto le vostre mosse: un vero e proprio spettacolo da godere intensamente. Bisogna anche evidenziare un’altra questione, un già preventivato sbilanciamento di potenziale tra alcuni eroi dettato ovviamente dal loro curriculum. Ho notato infatti che Goku e Freezer, almeno per ora, sono gli unici in possesso di una trasformazione (Super Saiyan di Terzo Livello e Gold Freezer) che conferisce a loro, seppur per un breve lasso di tempo, un plus notevole di danno combattivo. Per sopperire a ciò, soprattutto per personaggi come Crilin che non hanno di certi degli stadi di evoluzione a cui accedere, suggerirei agli sviluppatori di inserire una rage mode da utilizzare nei momenti più critici del match al fine di sopperire a questa apparente mancanza.

Dragon Ball FighterZ

Un amabile ritorno alle origini

Sotto l’aspetto del puro e crudo sistema di combattimento, Dragon Ball FighterZ riprende notevolmente quanto di buono è stato fatto nel passato dei picchiaduro; si nota nettamente la scelta precisa voluta da Arc System Work. Fidatevi, ed è giusta. Ogni personaggio, come precedentemente detto, avrà delle abilità innate che stravolgeranno costantemente il gameplay regalando momenti non pochi emozionanti: è stata introdotta anche la presenza di alcuni bonus o malus che si attiveranno durante il match, Crilin ad esempio potrà far recuperare l’energia vitale di se stesso o del proprio team lanciando i mitici Fagioli di Balzar. Si è voluti tornare al passato, con la pensate influenza di Guilty Gear, donando al titolo una grafica dal sapore tanto retrò quanto scintillante ai miei occhi da videogiocatore navigato: funziona pressoché tutto, anche la scelta di sfruttare lo slow motion per esaltare al meglio le animazioni dei colpi più doversi. Avrei rivisto per ore ed ore il Final Flash di Vegeta. Godimento allo stato puro.

Come ben sappiamo, i combattimenti sono sempre stati, e lo saranno anche qui, caratterizzati dal caricamento della propria aura, dai teletrasporti fulminei e molto altro ancora che rendono il picchiaduro di una frenesia unica. Si dovrà anche badare molto alla tecnica, è chiaro che questo prodotto sarà votato espressamente al concetto di eSport: si avrà a disposizione la più completa personalizzazione dei comandi di gioco, utile per divenire un tutt’uno col vostro personaggio preferito. Dunque, inutile buttarsi nella mischia a capofitto. Pena? La sorte che spesso è stata riservata a Yamcha nella serie: la morte! Fortunatamente, a livello tecnico, sembra reggere il tutto vista l’assenza di esagerati cali di frame rate o qualsivoglia altra magagna di sviluppo. Sebbene abbia provato una sola modalità, posso serenamente affermare che Dragon Ball FighterZ sarà finalmente il giusto ritorno alle origini auspicato dall’ingente fan base del brand: se tutto ciò che vi ho detto, ovviamente, sarà accompagnato da una imponente presenza di personaggi e da una Story Mode che sia perlomeno di rilievo; oltre che ad altre modalità limitrofe che diano la giusta dose di variabilità per i giocatori. Promosso, su tutta la linea! Vi ricordiamo infine che il titolo sarà disponibile a partire da febbraio 2018 su PlayStation 4, Xbox One e PC.





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