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Steep: Road to the Olympics – Recensione

 

Con la stagione delle feste alle porte, molti si godono la classica vacanza sulla neve, tra sciate con gli amici e tanta cioccolata calda nei cottage riscaldati da camini. Lasciando da parte i freddi sogni dei viaggi natalizi, Ubisoft ci invita a tornare nelle bellissime montagne digitali di Steep, giusto in tempo per la competizione sportiva d’eccellenza: i Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018Con Road to the Olympics, la nuova espansione dedicata alla 23° edizione dell’evento succitato, il titolo della casa di Annecy diventa effettivamente il gioco ufficiale delle Olimpiadi Invernali, aggiungendo il fascino di queste gare alle moltissime altre competizioni reali già presenti nell’offerta base. Sebbene le Olimpiadi Invernali si terranno a febbraio, i nostri atleti virtuali potranno scendere sulle piste già dal 5 dicembre. Noi abbiamo avuto modo di puntare alle medaglie nelle varie discipline presenti nel pacchetto, e siamo pronti a mostrarvele trionfanti mentre vi raccontiamo cosa ha da offrirvi Steep: Road to the Olympics.

Steep

Le suggestive montagne asiatiche

Come l’altro add-on principale, Winterfest, questa espansione aggiunge un’intera nuova regione da poter esplorare nel grande open world del titolo: le suggestive montagne asiatiche. Attraversando il Giappone e la Corea del Sud, a seconda degli eventi che affronteremo, avremo la nostra chance di diventare delle leggende olimpioniche, in quella che è la prima competizione in cui un singolo atleta potrebbe, potenzialmente, ottenere tutte le medaglie d’oro in ogni disciplina. Il giocatore viene chiamato a cogliere questa rara opportunità, fondendo la storia digitale con quella reale attraverso moltissimi intermezzi video, registrati direttamente dai campioni olimpionici che tenteranno questa impresa nel 2018.

Il DLC propone dunque un percorso lineare di campionati, training e sessioni varie, che vi porta dalla preparazione fino alla finale delle Olimpiadi, facendovi vivere quello che è il percorso di qualsiasi atleta che punti al risultato più alto della sua carriera agonistica. In un certo senso, Steep: Road to the Olympics è quasi un documentario interattivo basato sui racconti che troverete tra una partita e l’altra. Si tratta di un sapiente utilizzo del tema proposto, sia nella parte ludica che in quella relativa alla competizione in sé: mentre da un lato abbiamo una serie di aggiunte all’offerta del gioco base, dall’altro è un’ottima occasione per fornire ancora più lustro e notorietà al mondo degli sport invernali, rendendoli vicini e accessibili anche a chi non ha mai avuto occasione di toccare la neve. Le riprese dei diversi atleti, che testimoniano le proprie sfide e difficoltà di fronte alla telecamera di Ubisoft, contestualizzano e arricchiscono le gesta del giocatore, aumentando il fattore “adrenalina” mentre si cerca di ottenere il risultato più alto nei campionati.

Steep

CON LA NEVE ALTA COSÌ

Dall’Halfpipe al Bigair, le 10 nuove discipline vi forgeranno con sfide sempre crescenti fino a quando non diventerete dei veri e propri veterani del settore. Ogni attività risulta divertente da eseguire, oltre che fedele rispetto alle controparti ufficiali. Questo, nonostante un certo grado di astrazione, che punta più alla spettacolarità e all’immedesimazione piuttosto che alla totale fedeltà tecnica Naturalmente non bisogna scordarsi che Steep non è un vero e proprio titolo simulativo, piuttosto conserva quel cuore arcade che ritorna in mostra proprio in contenuti del genere, improntati ai trick e ai punteggi. In questo senso, Steep è il degno erede di giochi come il glorioso SSX Tricky di Electronic Arts. Parlando invece di puri numeri, gli eventi aggiunti da Road to the Olympics sono moltissimi, soprattutto se si considera la nuova regione asiatica, che rende il pacchetto degno di essere acquistato al prezzo proposto. 

Purtroppo, proprio perché parliamo di competizioni olimpioniche basate sulle prestazioni individuali, viene accentuato il difetto principale che il gioco si porta fin dalla sua prima apparizione: un motore fisico non eccelso. Mentre di norma può essere fastidioso solo in particolari istanze, durante l’Halfpipe o con le Rail diventa un fattore in grado di portarvi a ripetere più e più volte una gara. Il problema deriva dalla poco lungimirante gestione delle hitbox e del ragdoll dei personaggi dei giocatori, fattore capace di rendere frustrante un’esperienza altrimenti molto divertente e suggestiva. Grazie al cielo, i momenti in cui la fisica farà le bizze saranno così pochi da poter tenere questo neo nascosto in modo da non far perdere punti a tutti gli altri aspetti eccellenti del gioco.

Gli stupendi paesaggi della regione orientale

Tra questi, ancora una volta non possiamo spendere troppi lodi nei confronti della cura con cui sono state ricostruite le ambientazioni, esaltando le meraviglie che la natura è in grado di offrire, e fondendola con il folklore delle regioni inserite nel titolo. Con l’arrivo dell’Asia nell’esperienza Steep, questo fascino viene mantenuto vivo immergendo il giocatore in stupendi paesaggi, del tutto caratteristici della regione orientale. Dai famosi templi giapponesi fino alle mascotte olimpioniche coreane, il giocatore potrà esplorare liberamente dei terreni che sembrano essere stati presi direttamente da alcune delle migliori fotografie del National Geographic. Come di consueto, ad essi vengono accompagnati missioni particolari volte a esaltare il misticismo dell’Oriente e l’importanza della natura nella tradizione di quei luoghi. Di certo, è stato un compito relativamente semplice per i designer, grazie alla ricca tradizione scintoista del Giappone e alle sue attrazioni stagionali, su tutte la fioritura dei ciliegi, presente nel DLC. Ubisoft riafferma, anche attraverso queste iniziative, il suo impegno a sfruttare gli elementi culturali delle location che utilizza nelle sue produzioni e siamo lieti di poter dire che anche questa volta c’è riuscita in pieno.

Steep: Road to the Olympics è un’espansione ideata principalmente per omaggiare l’arrivo imminente di questa competizione sportiva, coinvolgendo gli atleti vincitori delle edizioni passate e spingendoli a raccontarsi in un format più interattivo per gli appassionati. Sebbene porti moltissime aggiunte al gioco, soprattutto in considerazione del “seggio vacante” per quanto riguardava lo sport in sé, il valore di questo DLC è ben più che solamente ludico. Steep, oltre ad essere una delle produzioni più sottovalutate di Ubisoft, è un progetto che punta molto all’impatto visivo/emotivo. Giocandoci, si ha quella sensazione di stupore e curiosità che si ha quando si guarda un documentario su meraviglie naturali lontane esplorate da coraggiosi esploratori.

Info
 
Pro
  • Nuove spettacolari ambientazioni
  • Tante discipline sportive che migliorano il gameplay
  • Tanti contenuti da sfruttare
  • Contro
  • Ancora problemi col motore fisico
  • Editor Rating
     
    Globale
    8.0

    Voto
    8.0

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    Globale
    9.2

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    Commento
     

    Steep: Road to the Olympics è la ciliegina sulla torta dell’esperienza di Steep. Mentre il gioco base si focalizzava, principalmente, sul fuori pista e sulle discipline più libere dedicate all’adorazione della montagna nella sua naturale bellezza, l’introduzione dei giochi olimpici ha colmato la sete di competizioni da intraprendere. Se a ciò aggiungiamo che vengono tenute nella suggestiva cornice asiatica, i fan non potranno certo perdere l’occasione di portarsi a casa questa medaglia d’oro di Ubisoft.