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Accel World vs Sword Art Online – Recensione

 

Da fenomeno spesso legato ad una ristretta cerchia di appassionati (noti anche come otaku), il mondo degli anime e dei manga ha sempre più velocemente preso piede anche in Occidente, dove schiere di fan si dedicano non solo alla collezione diretta di fumetti e affini, ma anche al Cosplay dei loro personaggi preferiti esibito durante i vari “Comicon” che, anche in Italia, sono sempre più grandi e diffusi. Il fenomeno, partito all’inizio degli anni ottanta come un un movimento minore, oggi è considerato un vero e proprio pilastro della cultura occidentale, sempre più invaghita dello straordinario e talvolta bizzarro lifestyle giapponese che, in un modo o nell’altro, influenza lo stile di vita di una fascia specifica di più o meno giovani dei nostri tempi.

Anche il mondo dei videogame ha ovviamente risentito del peso crescente della cultura nipponica ed il titolo di cui parleremo oggi, Accel World vs Sword Art Online, è solo uno dei tanti esempi della predominanza che la suddetta sta lentamente guadagnando nel mercato occidentale. Ad attestare quanto fin qui detto infatti, sempre più spesso assistiamo ad opere di porting videoludici completi di titoli che, almeno in origine, sono stati concepiti come esclusivi per il mercato giapponese o, in alcuni casi, a totali riedizioni o riadattamenti di ludi per il mercato europeo e nord-americano.

Innanzitutto, per chi lo ignorasse, il gioco è ambientato in un universo cross-over fra due affermati brand di light novel giapponesi, Accel World e Sword Art Online. Entrambi i titoli, con le dovute differenze, trattano un tema tecnologico che di recente ha ripreso nuovamente piede, ossia il crescere delle interazioni e delle attività sociali attraverso universi di gioco virtuali, altresì noti come MMO. Infatti, in entrambi i casi, i protagonisti dei racconti si troveranno loro malgrado coinvolti in scontri e vicende correlate ad universi MMO vivi e vegeti, in cui la differenza fra reale e virtuale sarà sempre labile e sottile ed in cui, nonostante tutto, le loro vite “reali” saranno messe in serio pericolo. La grandezza dei due brand narrativi sta nell’aver colto appieno la sub-cultura MMO a cui tanti di noi sono affezionati, traslandola efficacemente anche su schermo e riuscendo ad inglobare al suo interno temi più “comuni” come l’amicizia, l’amore ecc.

Ma veniamo al gioco: il titolo è un action RPG in terza persona pubblicato da Bandai Namco in esclusiva per PS Vita e Playstation 4. Nella finzione narrativa proposta dal gioco, gli universi MMO virtuali di Accel World e Sword Art Online entrano in una sorta di collisione, generando un universo alternativo in cui aspetti di entrambi i mondi originari si sono improvvisamente mescolati. Ovviamente, non solo gli NPC e gli ambienti subiranno dei mutamenti, ma i Player stessi di entrambi gli universi verranno a contatto fra di loro, generando quello che sarà poi il filone narrativo principale del gioco. La causa di ogni male sembra esser stata innescata da un misterioso personaggio, chiamato Persona Label, che dimostrerà di avere poteri immensi ed un nebuloso piano che coinvolgerà loro malgrado i protagonisti del nostro gioco.

I fan delle due saghe, sin da subito, riconosceranno alcuni dei protagonisti dei due universi, come Kirito, Asuna, Silver Crow ecc, alcuni dei quali potranno essere controllati direttamente dal giocatore. Il gioco, come alcuni dei capitoli precedenti della saga di Sword Art Online, simulerà in tutto e per tutto un MMO: avremo infatti possibilità di esplorare liberamente le diverse aree in cui il mondo sarà suddiviso, con relativi mob (per i profani, nemici controllati dall’IA del gioco) e dungeon specifici, di accedere alla Town principale, che funge da Hub per i giocatori e dove potremo acquistare svariati item che ci aiuteranno fuori e durante le battaglie. Diciamo innanzitutto che il gioco è un pseudo-open world, con una strutturazione abbastanza simile a Monster Hunter (con cui condivide tra l’altro alcune tipologie di missioni secondarie): avremo facoltà di muoverci attraverso svariate location, tutte proposte come “arene” di medio/grandi dimensioni liberamente esplorabili. Ahimè, il primo problema correlato con l’esplorazione con cui impatteremo quasi immediatamente, sono i continui caricamenti che il titolo ci impone: persino l’entrare in alcune attività insite nella città principale sarà sbarrato da un loading screen che, a onor del vero, quasi sempre si svanirà in una manciata di secondi.

I nostri personaggi, con delle limitazioni, avranno facoltà di muoversi e combattere sia in aria che con i piedi ben piantati al suolo, consentendo una gradevole differenziazione estetica anche se non molto cambierà a livello meccanico (gran parte delle skill a nostra disposizione potranno essere utilizzate allo stesso modo sia a terra che in aria). Il giocatore controllerà un team di tre elementi, i quali saranno personalizzabili a livello di equipaggiamento e di abilità (quest’ultime legate direttamente al tipo di equip supportato dal personaggio). Durante il corso del gioco, avremo poi facoltà di controllare tutti e tre gli elementi della nostra squadra, cambiando personaggio in real time e avendo quindi facoltà di applicare e scegliere le strategie più opportune a seconda del caso. In realtà, nonostante si possa scegliere il livello difficoltà e si abbia una discreta libertà di manovra, Accel World vs Sword Art Online non è un gioco particolarmente impegnativo, sia da un punto di vista della sfida offerta, sia da un punto di vista dei controlli e meccanico. Per quanto riguarda il primo aspetto, difficilmente un utente dalla media esperienza ludica sarà impensierito (tranne in qualche sparuto caso) dalle sfide che il gioco ci parrà innanzi, vuoi per un livello di difficoltà ordinario, vuoi anche per una IA non particolarmente brillante. Persino una buona fetta dei boss, tolti sporadici casi, avranno un parco mosse limitato ed una generale “intelligenza” settata verso il basso e, nella maggioranza dei casi, resteranno semi-immobili a prendersi sane mazzate da Kirito & Co, alternando due/tre skill a ritmi regolari ed una sorta di rage mode che, a conti fatti, potenzierà quasi sempre solo il danno.

Da un punto di vista meccanico, invece, il fighting system sarà piuttosto divertente ma alla lunga un pò ripetitivo: il player avrà infatti due tasti, uno per gli attacchi leggeri ed uno per gli attacchi pesanti, ed ogni personaggio sarà “compatibile” con un numero limitato di armi (già di base non tantissime), le quali avranno singolarmente una serie di abilità specifiche le quali potranno essere utilizzate con i dorsali del pad. Man mano che utilizzeremo un’arma specifica, l’abilità nel padroneggiarla aumenterà, così come la potenza delle abilità e lo sblocco delle stesse. Gli stessi strumenti bellici, assieme a vari equipaggiamenti che vanno da armature a gioielli di varia natura,  saranno anche potenziabili/creabili da appositi NPC sparsi nel mondo di gioco. A rendere un po’ più complicate le battaglie ci penserà indirettamente la telecamera che, alle volte, verrà gestita dal gioco in modo non ottimale, rendendo spesso difficoltose manovre evasive o di posizionamento.

A livello contenutistico, il gioco offrirà un buon numero di attività sia in singolo che in multiplayer, anche se non dalla grandissima varietà. La campagna sarà infatti composta da un notevole numero di quest primarie e secondarie, le quali spesso coincideranno con l’uccisione di una serie di nemici o la ricerca di particolari oggetti, con il giocatore che avrà al contempo la possibilità di accedere ad alcune modalità specifiche multigiocatore online sia cooperative sia PVP, per un massimo di quattro giocatori supportati. Per quanto riguarda l’intreccio narrativo, le vicende narrate dal titolo, le quali saranno spesso mostrate attraverso “siparietti” statici, non saranno particolarmente brillanti o epocali, soprattutto per chi non conosce (e quindi apprezza) l’universo immaginario da cui provengono i personaggi, offrendo poco più di un “innocente” spunto per continuare l’esplorazione del mondo di gioco.

Da un punto di vista grafico, il titolo offre un comparto estetico nella media, non brillando ne’ mostrandosi particolarmente sottotono. Scorci spettacolari di un mondo di gioco a tratti apocalittico e frammentato, con isole fluttuanti o città devastate dai conflitti, saranno affiancati da texture ambientali in bassa risoluzione e, in generale, ad un universo del gioco pieno ma a tratti privo di personalità. Discorso a parte va fatto per i modelli poligonali dei protagonisti, che presenteranno quasi tutti un buon lavoro lavoro di rifinitura e di dettaglio, e per le animazioni, dal design fluido e ben realizzato. Durante le mie sessioni di gioco, ho riscontrato alcuni vistosi cali di frame, in alcune situazioni concitate e in alcuni intermezzi realizzati con l’engine del gioco, i quali in verità ricorrono poco e non limitano pesantemente il gameplay. Di buona fattura l’OST del gioco, che accompagnerà piacevolmente il giocatore nelle sue scorribande in giro per il mondo virtuale, alternando tracce più lente e orchestrali a track più sostenute e martellanti.

Info
 
Pro
  • Buona quantità di contenuti, sia in singolo che in multiplayer
  • Esteticamente gradevole
  • Sistema di combattimento divertente...
  • Contro
  • ...anche se con delle limitazioni
  • Non particolarmente impegnativo
  • A tratti ripetitivo
  • Editor Rating
     
    Globale
    7.5

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    Accel World vs Sword Art Online è in definitiva un buon gioco, non particolarmente brillante ma che offrirà un buon pacchetto ludico per chi vorrà sorvolare su alcuni evidenti limiti. Ovviamente, data la specifica appartenenza a degli universi narrativi particolari, le vicende narrate nel titolo saranno maggiormente apprezzate dai fan delle rispettive saghe, anche se la sua natura action semi-open world, con evidenti richiami all'universo ruolistico, potrebbe attirare anche giocatori estranei alle due light novel.