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AER: Memories of Old – Recensione

di 23/10/2017
 

Sviluppato dalla Software House svedese Forgotten Key, in collaborazione con Daedlic Entertainment, AER: Memories of Old ci ha permesso di volare in un mondo di gioco colorato e spensierato. Vi narriamo di questa piccola, incredibile avventura, che nessuno dovrebbe perdersi.

Nei panni della giovane protagonista Auk, vi ritroverete in un mondo, La Terra delle Dinività, a pochi passi dalla distruzione, a dispetto di quanto possa sembrare ammirando gli splendidi scenari di gioco. Il mondo non è sempre stato così come lo vedete ora: quello che adesso appare come un gruppetto di isole sparse nel cielo, era una volta un continente unito, stabile. Il Dio-Re Koroku, autoproclamatosi imperatore, ha dato il via al lento processo di distruzione al quale, ovviamente, solo Auk potrà porre rimedio.  Una Lanterna dai poteri magici, conosciuta con il nome di Luce di Karah, si è illuminata tra le vostre mani dopo secoli di inattività. Seguendo meticolosamente gli indizi sparsi nel mondo di gioco (generalmente su tavolette luminose e antiche pergamene), interamente esplorabile fin dall’inizio, il vostro scopo sarà quello di sbloccare le entrate ai vari templi disseminati tra le isole volanti: per farlo dovrete addentravi in misteriosi dungeon, in ambientazioni evocative, dove sarete chiamati ad usare un minimo di materia grigia per arrivare alla soluzione degli enigmi. Quando i puzzle saranno risolti, riceverete in cambio la chiave necessaria per spalancare le porte dei templi. Scoprire cosa vi è oltre è compito vostro, non vogliamo certo rovinarvi la sorpresa!

Gli sviluppatori hanno più volte sottolineato che in AER: Memories of Old l’esplorazione è completamente libera. Potete compiere il primo balzo, trasformarvi in uccello, e volare dalla prima all’ultima isola realizzata, senza che nessuno possa impedirvelo. Ecco, noi, magari, teniamo a sottolineare questo: non vi è nessun nemico, in AER. Non esiste la possibilità di morire, non ci sono barre vitali, né sistemi di combattimento. Essenzialmente, in AER si esplora, in volo o a piedi, si raccolgono indizi per venire a capo della faccenda, e si risolvono puzzle game in dungeon che presentano timidi elementi platform. E’ uno di quegli indie leggeri, con grafica low-fi (ma ben caratterizzata), dove il giocatore non deve fare altro che rilassarsi e godere di una storia narrata come in un libro di favole per bambini. La colonna sonora gioca in questo un ruolo quasi vitale: aumenta di intensità quando si decide di spiccare il volo, per poi rallentare quando si torna con i piedi ben saldati a terra, senza mai stonare, senza mai risultare invasiva. Le note composte per AER sono praticamente perfette e siamo sicuri che non avrete difficoltà ad amarle anche voi.

AER: Memories of Old

AER, forse, lascia fin troppo liberi di esplorare. Vi è una mappa ed una bussola, ma nessun indicatore a schermo sulla prossima missione da svolgere. OK, non vi è un ordine preciso per progredire nel gioco, per precisa scelta degli sviluppatori, come detto, ma un sistema di puntatori avrebbe giovato. Vi ritroverete, invece, a dover consultare continuamente la mappa (che tra l’altro spezza il fascino di una lunga sessione di volo). La versione da noi provata (PC, via Steam) presenta ancora delle sbavature tecniche che, sebbene non pregiudichino l’esperienza complessiva di gioco, risultano esteticamente fastidiose: a nostro parere, sono troppe le compenetrazioni poligonali tra la protagonista ed il mondo di gioco che la circonda. Inoltre, sebbene i ragazzi di Forgotten Key abbiano deciso di realizzare una sorta di “poesia in movimento”, estremamente fluida, troviamo un po’ strano il modo in cui Auk interagisce con tutto ciò che le ruota intorno. Precipitare da altezze inimmaginabili non comporterà altro che un “atterraggio” automatico, così come schiantarsi in volo contro le isole sospese in cielo non porterà ad altro che al ritorno alla forma umana, problema di facile risoluzione, perché premendo un semplice comando si potrà tornare rapidamente alla forma precedente. Magari una barra di caricamento per consentire le trasformazioni avrebbe costretto il giocatore a fare più attenzione durante le fasi di atterraggio. Così, invece, sembra di giocare in un mondo che, nonostante sia sull’orlo della distruzione, fa di tutto per tenervi in vita. Infine, incrociamo le dita affinché una patch possa migliorare il sistema di gestione della telecamera. Quantomeno su PC, siamo stati costretti troppe volte ad allineare l’inquadratura con il tasto Shift. Sarebbe comodo ritrovarsi un’opzione per allineare automaticamente la visuale al senso di marcia.

AER: Memories of Old

AER: Memories of Old, è in definitiva un’avventura molto rilassante. Non vi è possibilità di morire, non vi sono nemici da abbattere ed è presente qualche sbavatura tecnica. Troverete, però, templi da esplorare, oggetti da recuperare ed eventi da ricostruire per comprendere il motivo per il quale La Terra delle Divinità sta lentamente scomparendo. Prendete una rincorsa, saltate nel vuoto, aprite le ali e fatevi catturare da questo magico titolo indie. Sarà una storia da raccontare.

Info
 
Pro
  • Stile grafico originale
  • Sequenze di volo fluide
  • Esplorazione libera
  • Contro
  • Qualche sbavatura tecnica
  • Nessun indicatore sulle missioni da seguire
  • Dialoghi non eccellenti
  • Editor Rating
     
    Globale
    7.0

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    Commento
     

    AER: Memories of Old, sviluppato da Forgotten Key, è pronto a narrarvi la storia de La Terra delle Divinità, un mondo sull'orlo della distruzione, attraverso uno stile grafico che oseremmo definire magico. La quasi totale assenza di azione potrebbe però annoiare presto, siete avvisati.