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Real Farm – Recensione

di 19/11/2017
 

Distribuito da BANDAI NAMCO e sviluppato da Soedesco, il simulatore agricolo Real Farm giunge su PlayStation 4 (versione testata), Xbox One e PC con il desiderio di far meglio dell’unico concorrente in questo campo: il già noto Farming Simulator… Fallendo sotto quasi tutti i punti di vista, purtroppo.

Come Farming Simulator, Real Farm di Soedesco introduce un comparto grafico interamente tridimensionale nel mondo dei simulatori agricoli. Dalla visuale in prima persona (quando si è piedi), il titolo passa a quella in terza per la gestione e la guida dei vari mezzi di lavoro. Scopo in Real Farm è quello di preparare campi e coltivarli, per raccogliere poi i frutti del proprio sudato lavoro, al fine di guadagnare una somma sufficiente che ci permetterà di acquistare nuovi mezzi e di diventare padroni di una fattoria tutta nostra. Due le modalità di gioco proposte: la Carriera ci vedrà lavorare alle dipendenze di tale Matt Davis che, senza alcun motivo apparente (trama inesistente), decide di punto in bianco di liberarsi della propria fattoria al costo di 1 milione di dollari. Partendo dal basso, ed effettuando vari lavori anche per altre proprietà, raggiungerete finalmente la somma richiesta, a patto che la noia ed il disastroso comparto tecnico riescano a trovare un modo di inchiodarvi allo schermo. Nella modalità Gioco Libero, invece… Non cambia assolutamente nulla: l’unica differenza è che tutto quello che potete fare in Carriera, qui potete farlo senza seguire alcuna missione, quindi senza rispettare alcun ordine preciso tra le varie faccende da svolgere.

Real Farm

Preparare il terreno per la coltivazione, raccoglierne i frutti, curare nel migliore dei modi gli animali di nostra proprietà (nostra o del buon Matt Davis) ed acquistare nuovi mezzi sono tutte operazioni che in un gestionale non sarebbero potute mancare, ed infatti, ci sono tutte (almeno questo!). L’interfaccia per eseguire alcune di queste operazioni è di buon livello: i menù sono ordinati ed intuitivi. Ma nel preciso momento in cui si scende in “campo”, si assiste ad uno spettacolo tecnico che oseremmo definire terrificante. Nonostante le buone intenzioni del team di sviluppo che, non potendo vantare (al contrario del concorrente) licenze ufficiale per i trattori ed altre macchine, puntava tutto sulla bontà tecnica del progetto, Real Farm di è dimostrato essere un completo disastro. L’unico aspetto positivo, a livello visivo, è la risoluzione in 4K a 60fps, ma vista la bassissima qualità degli scenari che ci circondano, quasi non ci farete nemmeno caso. A livello tecnico Real Farm è un prodotto francamente imbarazzante: alle soglie del 2018 ci siamo ritrovati a fare i conti con un open world solo apparente. Tantissime, infatti, sono le barriere del tutto invisibili che non consentiranno di raggiungere assolutamente nulla, se non i campi nei quali lavorare. L’impatto con tali barriere (e con qualsiasi altro oggetto dello scenario, dagli alberi alle varie costruzioni) è ai limiti della comicità (quella che non fa ridere): il mezzo utilizzato, praticamente, non reagisce, impatta e si ferma. Semplicemente agghiacciante. Così come è stato incredibile aver constatato che, a prescindere dalla superficie sulla quale si guida, il sistema di controllo non varia di una virgola (a questo, aggiungete che si può tranquillamente “navigare” nei laghetti disseminati sulla mappa, senza colpo ferire).

Real Farm

In questo scenario desolante, le operazioni da compiere per portare avanti la fattoria sono di una lentezza e di una noia disarmante. OK, lo si potrebbe pensare anche di un Football Manager qualsiasi (a patto di non amare il calcio), ma qui la situazione è ai limiti dello snervante: sono richiesti dai 30 ai 45 minuti (reali!) di gioco per portare avanti una singola operazione su un singolo campo, senza possibilità di poter ricorrere a qualche scorciatoia che possa rendere qualche operazione automatica. I tre livelli di difficoltà proposti influiscono sul prezzo delle macchine da acquistare (o vendere), cosa che si traduce in più tempo (ancora, più di così?!) per raggiungere la somma desiderata.  A questo, aggiungete un sistema di guida ai limiti dell’impresentabile: salite su una mietitrebbiatrice, provate a guidarla, e a confronto Silent Hill 2 lo ricorderete come una tranquilla passeggiata in un parco giochi colorato e pieno di vita. E ci auguriamo che, quantomeno i bug più evidenti (ad esempio, è impossibile, senza motivo apparente, salire su alcune macchine) possano presto essere corretti con una patch realizzata ad-hoc. Appena sufficiente il comparto audio: buoni gli effetti delle varie macchine utilizzate, anche se i suoi della natura che vi circondano sono appena accennati (qualche uccellino che canta e pochissimo altro). Un motivetto country, ripetuto fino alla sfinimento, cerca (inutilmente) di risollevare le sorti di un titolo che, semplicemente, non ne azzecca una.

Vorremmo salvare Real Farm in qualche modo, davvero, ma non siamo riusciti a trovare alcuna “luce” per farlo. E’ un titolo da dimenticare, un esempio da tenere in considerazione sul come non sviluppare un videogame. Questo è uno dei rari casi dove il noto consiglio che viene dato a noi nerd (o semplicemente, videogiocatori), potrebbe risultare decisamente prezioso e, in definitiva, più appagante: andare a zappare, ma farlo davvero… L’unico rischio che correreste sarebbe quello di divertirvi di più di quanto potrete mai fare con questo gioco.

Info
 
Pro

- Molti elementi gestionali da curare

Contro

- Tecnicamente terrificante
- Bugs fastidiosi
- Sistema di guida impresentabile

Editor Rating
 
Globale
4.5

Voto
4.5

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Commento
 

Vi sono videogames che, semplicemente, non riescono. Vuoi la fretta, vuoi la quantità di bug presenti, vuoi il fattore noia... In Real Farm si salva poco, pochissimo, quasi nulla. Un prodotto da dimenticare. Provaci ancora, Soedesco!