Il Tribunale di Milano contro i "game copier"

I “game copier” è il modo in cui gli avvocati definiscono le cartucce per DS come la R4 Revolution.

I “game copier” è il modo in cui gli avvocati definiscono le cartucce per il Nintendo DS come la R4 Revolution.

Giusto lo scorso novembre, Nintendo aveva depositato un ricorso cautelare presso il Tribunale Civile di Milano contro un rivenditore, il cui nome allora non era giustamente stato comunicato, ma che scopriamo oggi essere la PCBox S.r.l., che aveva messo in vendita questo genere di cartucce, che «permettono di aggirare le misure tecnologiche di protezione delle console Nintendo e di utilizzare videogiochi duplicati scaricati illegalmente da Internet che non potrebbero essere normalmente utilizzati con la console stessa».

Accogliendo la richiesta di Nintendo, la sezione Proprietà Industriale e Intellettuale del Tribunale Civile di Milano ha ordinato l’immediato ritiro dal commercio dei dispositivi illegali venduti dalla società PCBox Srl di Firenze. Presto, immaginiamo, verranno depositati simili ricorsi per altri negozi.

Nintendo non ha deciso di andare all’attacco solo qui da noi, ma da mesi ha in atto una vera e propria “campagna globale” contro la pirateria: nell’ultimo periodo ha intrapreso azioni legali in undici paesi contro il fenomeno dei game copier, tra cui Belgio, Cina, Danimarca, Francia, Hong Kong, Italia, Korea, Olanda, Spagna, Gran Bretagna e USA, ottenendo il sequestro di quasi 30.000 game copier e assumendo iniziative legali contro i relativi produttori e distributori.