Prendete un gameplay semplice e coinvolgente (“addictive”, direbbero gli anglofoni), concepito sfruttando la fisica – che va tanto di moda oggi, avvolgetelo in una coperta fatta di grafica e musica …
Da qui lo spunto per il gioco, nel quale dovremo solo cercare di arrivare più in alto possibile. La base è disseminata di mine, a cui ci potremo aggrappare con una fune elastica (cliccando su di essa con il pulsante sinistro del mouse), tirandole verso di noi e contestualmente facendoci sollevare verso l’alto. Dovremo ovviamente “sganciarci” da una mina e aggrapparci a un’altra prima dell’impatto con l’ordigno.
Da un lato, man mano che il protagonista e la mina diventano più vicini, aumenta la loro velocità di avvicinamento, dall’altro avremo la spinta necessaria per salire e aggrapparci a un’altra mina.
Occhio però a non sceglierne una troppo lontana, altrimenti la fune si tende troppo e invece di farci avvicinare alla mina ci allontanerà fino a farci cadere a terra, dove moriremo.
Come potete facilmente immaginare, la situazione diventa caotica e convulsa nel breve volgere di pochi metri. Io non sono ancora riuscito, dopo numerosi (e sottolineo NUMEROSI) tentativi a superare lo scoglio dei cento metri… Sigh…








































