I demo fanno bene o male?

Di solito avere per le mani la versione dimostrativa di un gioco aiuta parecchio a capire se comprarlo oppure no: permette di capire se le immagini e i filmati visti nei mesi prima erano solo banfe…

Di solito avere per le mani la versione dimostrativa di un gioco aiuta parecchio a capire se comprarlo oppure no: permette di capire se le immagini e i filmati visti nei mesi prima erano solo banfe oppure è davvero così bello, se il gameplay piace, se i controlli soddisfano, ecc. ecc. E soprattutto, fa notare unigamesity.com, contribuiscono non poco a sgonfiare l’hype legato a un particolare prodotto.

Il che, incidentalmente ma non troppo, sembra avere effetti negativi sulle vendite: l’autore dell’articolo cita gli esempi di LittleBigPlanet, Age of Conan e Mirror’s Edge, le cui versioni beta e dimostrative hanno avuto un successo planetario (il demo di ME è stato tra i più scaricati e giocati di sempre), mentre le release commerciali sono andate tutt’altro che alla grande, o comunque molto sotto le aspettative di publisher e sviluppatori.

Ci si può azzardare a dire che – dal punto di vista commerciale – i demo fanno più male che bene? Toltosi lo “sfizio” di provare la novità, il gioco fico, il MMORPG di Conan, quando arriva il momento di cacciare il grano ci sentiamo appagati da quel che la versione gratis aveva da offrire? Sarà per quello che Metal Gear Solid 4 e Grand Theft Auto IV – senza demo – hanno venduto tanto? Perché ammesso che delusione ci sia stata, è comunque arrivata dopo aver pagato?

Sarà per quello che i server di UT2004, a distanza di quattro anni, sono più popolati da giocatori del demo che del gioco completo?