Il governo USA indaga sul DRM?

L’avevamo o non l’avevamo detto che quest’anno si sarebbe nuovamente tornati a parlare di DRM? Con una mossa alquanto originale, la Federal Trade Commission, organo del governo federale statunitense..

L’avevamo o non l’avevamo detto che quest’anno si sarebbe nuovamente tornati a parlare di DRM? Con una mossa alquanto originale, la Federal Trade Commission, organo del governo federale statunitense che si occupa principalmente della “protezione del consumatore” e dell’applicazione delle norme antitrust, ha aperto una form pubblica su internet – non sanno a cosa vanno incontro, poveracci! – nella quale chiede ai cittadini, americani e non solo (anche se non so poi cosa se ne faranno dei pareri di italiani o di Samoa), di esprimere il loro punto di vista sul DRM, croce e tormento dei videogiocatori moderni.

Il materiale raccolto – e usabile – finirà agli atti di un incontro pubblico che si terrà a fine marzo in quel di Seattle. Cosa ne verrà fuori è difficile dirlo: l’argomento, come sappiamo, è di quelli delicati e prono alla polemica.

A voler essere ottimisti, potrebbero venirne fuori delle “linee guida” che stabiliscano cosa è possibile fare da parte di un publisher e cosa no, regolando quello che – come si dice in questi casi – finora è stato un Far West, dove ognuno ha fatto più o meno quel che gli andava di fare. Va però registrato l’interesse da parte delle istituzioni di voler affrontare il problema, e questa mi pare la cosa importante.

A dimostrazione che forse, tutte le nostre lamentele su come il DRM complichi la vita agli onesti senza tangere minimamente chi scarica senza ritegno, non sono cadute nel vuoto.