No, non sto parlando della splendida coltre bianca che sta ricoprendo la penisola… Che pure non è male… Parlo dell’idea di classificare il successo di un gioco o di una piattaforma in base al…
Perché il tempo è l’unica variabile costante e che misura realmente l’interesse che possiamo avere nei confronti di qualcosa.
A poco valgono le classifiche di vendita ai fini di capire quanto “pesi” un gioco nella nostra vita, se finisce che ci giochi mezz’ora e poi lo metti sulla mensola a prendere la polvere. Il tempo è una variabile “unica”, non cumulabile con altre.
Soldi permettendo (o banda permettendo, eh), posso anche installare o mettere mano su duecento giochi al mese, ma poi le ore che passo sopra uno solo di essi non sono sovrapponibili con altre attività. Quanto gioco è probabilmente l’unico indicatore di quanto un titolo abbia successo.
Questo spiega anche perché sempre più i videogame si vanno arricchendo di “orpelli” apparentemente inutili (penso alla “modalità foto” dei vari Gran Turismo o dell’ultimo Need for Speed, o ai minigame giocabili separatamente): si tratta di espedienti pensati e concepiti con l’unico scopo di tenerci inchiodati al monitor. Del resto, se gioco a X non gioco a Y, vi pare?
Qual è stato, se la memoria vi permette di ricordarlo, il titolo che vi ha maggiormente tenuti occupati lo scorso anno?










































