Gli zombie di Housemarque infestano le strade digitali del PlayStation Store. Sarà capolavoro? [Review]
Il 2010 è stato indubbiamente l’anno degli zombie. I famelici “morti viventi” hanno letteralmente conquistato il mondo intero, arrivando a infestare tanto il mondo dei videogiochi quanto quello del cinema e delle produzioni televisive. Su console è stato un vero e proprio massacro, con Dead Rising 2 da una parte e le svariate modalità zombie di Call of Duty e Red Dead Redemption dall’altra (di quest’ultimo è uscita addirittura una riedizione ad hoc denominata Undead Nightmare). Poi, fra Zombieland e Walking Dead, di certo non sono mancate le occasioni per vedere all’opera i famelici non-morti anche in TV, quindi – probabilmente non a caso – il lungamente atteso titolo degli Housemarque ha debuttato in questi giorni sul PlayStation Network.
Dead Nation è, insomma, l’ultimo sforzo del team finlandese che ha dato i natali a Super Stardust HD, titolo che per lungo tempo è stato il fiore all’occhiello dello store online di Sony. Merito sicuramente di una giocabilità fuori dall’ordinario (da dipendenza), modalità estremamente varie e competitive, nonché costanti aggiornamenti che nel corso del tempo hanno migliorato e ottimizzato l’esperienza di gioco (con tanto di supporto 3D nello splendore dei 60fps fissi). Insomma… parliamo di gente che ha ancora quel “brutto vizio” di ottimizzare un prodotto anche dopo la sua uscita, sfruttando al meglio l’hardware a disposizione e la maggiore esperienza accumulata col tempo.
Era quindi lecito attendersi da Dead Nation un livello qualitativo paritario, se non addirittura superiore alla precedente produzione e, per certi versi, gli Housemarque si sono decisamente superati. Ma partiamo dal plot: il solito virus inarrestabile ha trasformato quasi tutta l’umanità in esseri semi-putrefatti affamati di carne cruda, ma non del tipo che mettereste in una tartare qualunque. Il giocatore si trova così calato nei panni di uno dei pochi sopravvissuti (un tizio o una tizia) che per qualche bizzarro motivo risultano completamente immuni all’agente mutante, anche se morsi da un infetto. Questo, ovviamente, non li rende immortali, ma permette loro di non desiderare un cervello d’uomo per dessert.
L’azione è vista completamente dall’alto, con una leggera prospettiva isometrica che di tanto in tanto passa a volo d’uccello, giusto per permettervi di vedere meglio cosa succede in determinati punti della mappa. La telecamera è posta abbastanza in alto, a una certa distanza dal vostro personaggio, questo perché lo schermo è costantemente affollato da zombie e altre amabili creature. L’ambientazione urbana è quasi totalmente post-apocalittica e realizzata con una cura per i particolari davvero notevole. Anche se l’azione è quasi sempre a livello stradale, tutto il contorno è realizzato in modo superbo, riuscendo perfettamente a ricreare quella sensazione di desolazione e devastazione tipica di tante pellicole cinematografiche. A questo si aggiunge ovviamente il fattore tenebra: ci si muove, infatti, sempre di notte (quando si dice la furbizia…), con pochissima luce artificiale a illuminare le strade e con la nostra torcia elettrica come unico riferimento visivo affidabile. Non è molto, perché Dead Nation è un gioco estremamente scuro, troppo in alcuni frangenti, tanto che alzare al massimo la luminosità nelle opzioni non si può certo considerare al pari di barare: è proprio una questione di sopravvivenza, delle vostre retine in primo luogo. Certo, aiuta anche vedere un minimo di più, perché non avete lontanamente l’idea di quanti non-morti proveranno a mangiarvi! Ci sono momenti in cui ve li vedrete arrivare da ogni direzione, e magari proprio in uno di quei frangenti dove avete finito le munizioni delle armi secondarie e dovete unicamente difendervi con il fucile base.
Per fortuna ci viene messa a disposizione una fornitissima armeria, nella quale non solo potremo comprare nuove sputafuoco, ma anche miglioramenti per renderle sempre più potenti e veloci. Ovviamente, il tutto in cambio di cospicue somme di denaro, soldi che potremo recuperare aprendo i bauli delle macchine o alcuni particolari contenitori. Le vetture sono inoltre un elemento chiave nelle battaglie, visto che basta colpirle con un paio di fucilate per trasformarle in vere e propri bombe pronte a esplodere da lì a poco. Inoltre, quelle dotate di antifurto attirano la maggior parte degli zombie presenti nell’area in quel momento, che non perderanno l’occasione per avventarsi intorno alla quattro ruote, giusto in tempo per prendersi in faccia una devastante deflagrazione.
Questi però sono solo diversivi: vi renderete presto conto che sono le armi a fare la differenza fra la vita e la (non)morte. Mitragliatori e fucili a pompa sono ok, ma volete mettere con un bel lanciafiamme o un micidiale spara-lama-rotanti? Falcidiare intere colonne di zombie non potrebbe essere più divertente di così, ma dato che questo è un gioco decisamente difficile, anche le statistiche di forza, resistenza e agilità hanno il loro peso. Per migliorarsi occorre scovare delle armature, solitamente ben nascoste e assai protette in qualche vicolo, dovendo però fare i conti con il bilanciamento delle varie abilità: alcuni pezzi possono renderci più forti ma svantaggiarci come movimenti, oppure l’esatto contrario. In genere, però, è preferibile essere veloci piuttosto che forti, anche perché prendere a pugni un’orda di zombie non è proprio consigliabile…
Sul lato puramente estetico Dead Nation conferma l’estrema competenza dei finlandesi con l’hardware PS3. Essendo un gioco prevalentemente ambientato di notte, il tutto si gioca sugli effetti di luce e le ombre, gestiti in maniera eccellente e completamente in tempo reale. Anche nei momenti più caotici, con tonnellate di zombie su schermo, non si notano rallentamenti di sorta, ma se non avete uno schermo dal almeno 32” potrebbe risultare difficile distinguere i non-morti, specialmente quelli rossi scarnificati, veloci e assai feroci.
Fa piacere trovare una modalità co-op online, priva di lag oltretutto; peccato, però, per la scellerata mancanza della chat vocale, che sarà implementata in una patch futura. Col fatto che il livello di difficoltà è di base piuttosto alto, non riuscire a coordinarsi in modo efficace con l’altro giocatore annulla – di fatto – ogni utilità di giocare in coppia, a meno di non conoscere a menadito ogni livello.
Dead Nation è quindi una sfida per veri hardcore gamer, che lascia ben poco spazio a errori o tattiche azzardate. È sbagliato pensarlo come uno sparatutto dove basta solo premere il grilletto per vincere facile: serve, anzi, una notevole concentrazione, una velocità di reazione degna di Neo e – soprattutto – occorre non farsi mai prendere dal panico. È un attimo trovarsi completamente circondati da zombie con l’arma sbagliata…










































