Freddo polare, mostri impazziti e combattimenti all’ultimo sangue. Un normale week-end per un meteorologo qualunque.
Alexander Nesterov, un tranquillo climatologo, era stato inviato nella base Pole 21 per effettuare dei rilevamenti meteorologici. La vita scorreva tranquilla, seppure il buonumore fosse un po’ minato dal glaciale freddo artico e dalle strane abilità psichiche dello studioso. Niente di trascendentale,a dire il vero, almeno fino a quando Alex non si imbatte per caso nel relitto di una enorme nave rompighiaccio sovietica, la North Wind, imprigionata da anni nella banchisa gelata. Trattasi di un bastimento militare, alimentato ad energia atomica che, a causa di uno scontro con un iceberg, ha liberato nell’ambiente circostante la sua enorme potenza distruttiva, modificando in tal modo la fauna locale. No, non avrete a che fare con sanguinarie focene dotate di tre occhi, bensì con veri e propri mostri umanoidi il cui unico scopo è quello di mantenere bassa l’aspettativa di vita media degli umani che si trovano a bordo della nave.
“Vabbé”, direte voi, “ecco l’ennesimo sparatutto in prima persona ad ambientazione acquatica in cui bisognerà fare a pezzi orde di disgustosi mutanti con una dozzina di armi diverse… Che noia, tutto già visto, più volte per altro”. Peccato. Vi siete sbagliati. E di molto pure. Il nuovo lavoro dei ragazzi di Action Forms, più che un FPS, di cui mantiene comunque il tipo di visuale, è una sorta di survival horror dotato di caratteristiche davvero originali. Innanzitutto, il protagonista non è il solito palestrato guerrafondaio, bensì una sorta di “predestinato” in grado di ricevere visioni dal passato, entrando così in contatto con le vittime dell’immane disastro. Questo elemento incide notevolmente su due aspetti basilari di Cryostasis: la trama e la struttura di gioco. Per quanto riguarda la prima, essa viene narrata in modo volutamente frammentario a causa del continuo intrecciarsi di vari piani narrativi. Per esempio, mentre esplorerete i locali della nave potrete trovare alcuni documenti, come per esempio il diario del capitano, e al contempo incappare nel cadavere di un marinaio di cui potrete rivivere gli ultimi istanti di vita, eventualmente modificandone alcuni aspetti, grazie all’abilità del protagonista chiamata “Mental Echo”. I viaggi mentali, inoltre, hanno dato la possibilità agli sviluppatori di inserire elementi ludici anche molto distanti dai soliti scontri a fuoco tipici degli FPS. In particolare, durante le visioni dovrete affrontare azioni stealth e puzzle in modo da poter proseguire nell’avventura.
Queste “variazioni sul tema”, però, non esauriscono le novità di Cryostasis. Per quanto i mostri contro cui avrete a che fare si riveleranno degli avversari ostici, il vero nemico è rappresentato dalla natura stessa, capace di congelarvi in pochi minuti se solo oserete stare all’aperto per troppo tempo. A questo scopo, l’indicatore della salute è stato sostituito da una specie di termostato portatile diviso in tre anelli, indicanti la temperatura esterna, la resistenza del protagonista e la temperatura del suo corpo. Come ragionevole aspettarsi, se quest’ultima si abbasserà troppo il vostro alter ego digitale inizierà a perdere le forze fino a morire. Proprio per questa ragione sarà indispensabile fare incetta di calore, sfruttando lampadine, stufe o materiale radioattivo.
Nonostante Cryostasis sia dotato di un ritmo di gioco più lento rispetto ad altri FPS, questo non vuol dire che manchino le emozioni. L’ottima gestione delle ombre e l’indubbia qualità del comparto audio, infatti, rendono angosciante l’esplorazione delle varie ambientazioni. Questo dipende anche dal gran numero di nemici che dovrete affrontare. Per avere la meglio su di loro potrete sfruttare la potenza di fuoco di alcune armi del tempo (la storia è ambientata negli anni ’60), tutte fedelmente riprodotte, sia per quanto riguarda i dettagli estetici sia per il funzionamento. I tempi di ricarica di fucili e mitragliatrice devono essere tenuti presenti durante la battaglia, e pure il loro altalenante livello di precisione. Uno degli elementi più convincenti del lavoro dei ragazzi di Action Forms è comunque rappresentato dalla grafica che, sfruttando la potenza dell’Atmosfear Engine 2.0 e l’abbondanza di effetti di post processing e motion blur, presenta ambientazioni sia ricche di particolari, sia molto vitali. Parte del merito dipende dall’ottima rappresentazione dei ghiacci e della dinamica dell’acqua sopra e sotto lo zero. Quando si attiva il termostato di una stanza, incrementandone così la temperatura, è davvero spettacolare vedere l’aumento di trasparenza del ghiaccio e la sua graduale trasformazione in acqua.
L’unico vero neo di Cryostasis è rappresentato dalla scarsa longevità. Non solo, infatti, non è prevista alcuna modalità di gioco online, ma l’avventura in singolo, oltre a essere abbastanza corta, risulta anche relativamente semplice per un utente di media esperienza.









































