Call of Duty: Black Ops II Vengeance – Recensione

Giocato per voi il nuovo DLC dello sparatutto griffato Treyarch.

Terzo giro di valzer per Activision e Treyarch, che con Vengeance danno il solito colpo al cerchio del multiplayer competitivo (con tre mappe nuove e un restyling) e alla botte di quello co-op, grazie all’ennesima location dedicata alla modalità Zombie. E, esattamente come in precedenza, il contenuto scaricabile vive di alti e bassi, proponendo buone cose e altre meno. Ma andiamo con ordine e disciplina.

Cominciamo parlando dei tre nuovi scenari dedicati al frag estremo, ovvero Cove, Rush e Detour. Cove è un’isoletta circolare, estremamente piccola e che si presta a rapide skirmish ravvicinate. Pochi i punti di copertura, per lo più rappresentati dalla carcassa di un aereoplano in puro stile Lost. A mio avviso, Cove è la mappa meno convincente del pacchetto, visto che non propone davvero nulla di diverso dal nascondersi dietro qualche roccia e sparare all’impazzata: probabilmente, quelli di voi che amano l’adrenalina frequente e fine a se stessa si troveranno a casa in questo ambiente piccolo e aperto, ma io mi sono abbastanza annoiato.

Rush, invece, è composta da una parte all’aperto e una al chiuso, che offre davvero un sacco di possibilità. La presenza di molte componenti in legno fa la felicità di tutti coloro che amano servirsi del Millimeter Scanner di movimento o dei proiettili FMJ, mentre le zone interne si prestano a incursioni tattiche di aggiramento. Rush è in assoluto la mappa più duttile del pacchetto, in grado di soddisfare le esigenze sia di chi vive imbracciando un fucile da cecchino, sia chi cerca lo scontro ravvicinato a tutti i costi.

Cosa c’è di meglio dello spararsi l’un l’altro sopra un ponte, mentre il sole tramonta alle spalle della città?

Detour, infine, è un ponte mezzo sfasciato della East Coast, organizzato su due livelli distinti, uno sopra l’altro. Anche in questo caso, come in Rush, ce n’è un po’ per tutti i gusti, seppur la forma più stretta e lunga della topografia limiti un pochino le varianti, comunque garantite da parecchie scorciatoie da prendere a pelo di precipizio (e quindi, occhio a non cadere di sotto). Due gabbiotti che si affacciano a metà del ponte rappresentano i punti migliori per asserragliarsi nel caso il vostro gruppo di gioco ami dedicarsi al campering più sfrenato.

Come detto, la quarta mappa del pacchetto è, come usanza, una riproposizione scelta tra quelle del passato più amate dalla community. In questo caso, la mano di Treyarch si è posata su Summit (Black Ops), la cui struttura è stata mantenuta quasi inalterata. La location di Uplink (questo il nome “aggiornato”) è quella delle cime montuose del Myanmar, in originale ricoperta di neve e illuminata da uno splendido sole, mentre qui sferzata da un vento forte e da scrosci di pioggia che aumentano ulteriormente il tasso di coinvolgimento. Anche in questo caso, le possibilità di variare approccio sono parecchie, passando dalle zone perimetrali se si preferisce tirare da lontano, o infilandosi verso lo stanzone centrale della struttura qualora si preferisca il contatto diretto col nemico.

Ambienti da Far West per gli zombie di Activision.

La nuova campagna Zombie, infine, rappresenta l’anello più debole di Vengeance. La proposta, in quanto a gameplay, non varia di una virgola rispetto a quanto visto in Uprising, se non fosse per la nuova arma Laser Mark II (utilizzabile, volendo, anche nelle vecchie mappe) e per la presenza di un NPC che, di tanto in tanto, interviene in nostro soccorso in cambio di ricompense sparse in giro per il livello. Troppo poco per spingere all’acquisto del DLC coloro che sono principalmente interessati a questa modalità co-op.

In chiusura vi ricordo che Vengeance è uscito da poco su Xbox 360, mentre per le versioni PS3 e PC toccherà attendere il mese prossimo, vista l’esclusiva temporale sui contenuti scaricabili che Activision ha concesso a Microsoft.

VOTO: 7.0