Ammetto di aver ignorato bellamente questo OlliOlli fino a quando il buon Alias non me l’ha rifilato, con un fare che sapeva di fregatura lontano un km. Invece, malfidente che sono, ho pescato proprio il classico jolly. Già, perché questo gioco trasuda divertimento, passione e un pizzico di furia omicida, ingredienti che messi assieme funzionano che è una meraviglia.
E dire che a vederlo non gli si darebbe due soldi: l’aspetto è al limite dell’essenziale, anche per un titolo 2D a base di sprite e scrolling in parallasse (quanto mi piace poter scrivere questa parola, ormai così desueta). Tutto quello che bisogna fare e saltare sullo skate e attraversare tutta una serie di livelli irti di ostacoli, ma anche di opportunità. Già, perché come sanno bene i veri skater, ogni ringhiera, scala, sporgenza, marciapiede, etc., rappresenta una concreta possibilità di grind. O di rompersi tutte le ossa, come abbiamo più volte constatato in un gran numero di filmati “fail” su YouTube.

L’idea è semplice e passare i vari stage in modalità carriera potrebbe non sembrare così difficile. Potrebbe, perché in realtà Base e Neon City sono già belli tosti di loro, ma ovviamente completare un livello serve solo per sbloccare quello successivo, nulla di più, nulla di meno. La vera difficoltà è determinata dalla 5 sfide (ognuna legata a una stella) presenti in ogni singolo evento, con obiettivi che vanno dall’ottenere un determinato punteggio (e dalle combo concatenabili) a raccogliere particolari oggetti, con varianti via via sempre più complesse e di non semplice lettura.
Questo approccio elementare quanto “bastardo”, trova la sua massima espressione nel sistema di controllo. In pratica tutto viene gestito attraverso lo stick analogico sinistro, il tasto X e i grilletti. In realtà L1/R1 per i primi tempi è meglio dimenticarseli, perché se da una parte permettono di portare a termine dei trick pazzeschi, dall’altro vi complicheranno non poco l’esistenza. Sembra incredibile, ma riuscire a domare il nostro skater con una levetta e un pulsante non è proprio una passeggiata di salute. Occorre un tempismo perfetto e per apprendere alla perfezione gli oltre 120 trick possibili, l’unico sistema è giocare e rigiocare le stesse sezioni decine di volte. Frustrante, certo, ma anche incredibilmente appagante.
Considerate che ottenere cinque stelline in ogni livello non è certo una cosa fine a se stessa, permette infatti di sbloccare la modalità Pro, molto più difficile e con nuovi obiettivi da completare. Il tutto per un totale di oltre 100 livelli, che si traducono in una marea di ore a maledire i ragazzi di Roll7 per aver prodotto un titolo tanto difficile, quanto in grado di creare una vera e propria dipendenza. In più è la dimostrazione concreta che i comandi fisici, anche in un prodotto apparentemente essenziale, hanno la loro utilità, che nessun touch screen potrà mai eguagliare.







































