In seguito all’uscita del nuovo numero di Game Informer (a cui si riferiscono anche le foto a corredo di questo articolo) sono iniziate a trapelare numerose informazioni in merito a Rise of the Tomb Raider. Pertanto abbiamo deciso di raccogliere quelle più interessanti, in attesa di una prova sul campo ufficiale che siamo certi arriverà a breve.
Del resto dopo l’ottimo esordio del reboot di Tomb Raider, speravamo di cuore in una rinascita della serie. Per fortuna Crystal Dynamics (ma ancora di più Square Enix, che ci mette i soldi) è riuscita nell’intento di portare avanti le avventure di questa nuova Lara Croft, questo nonostante le assurde polemiche di alcuni analisti intorno ai dati di vendita. Come ben sappiamo l’affascinante archeologa ha dovuto passare le pene dell’inferno in quel di Yamatai e di certo la cosa non l’ha lasciata proprio indifferente. Come ci è stato anticipato dal primo teaser trailer mesi or sono, in Rise of the Tomb Raider dovremo confrontarci con quei dolorosi ricordi, che come potete immaginare le hanno lasciato cicatrici tanto sul corpo, quanto nello spirito. Per Lara insomma si prospetta l’ennesima durissima prova, solo che a questo giro se l’andrà a cercare e non ne finirà coinvolta per il capriccio di qualche pseudo divinità giapponese.

Come è noto, sarà la gelida Siberia (ma non solo, a quanto pare) a fare da sfondo a questo seguito e, visto il clima estremo tipico di quelle latitudini, potete star certi che la natura rappresenterà il nemico numero uno con il quale confrontarsi. Non lo nascondono nemmeno gli sviluppatori, che hanno tutta l’intenzione di focalizzare l’esperienza intorno all’influenza climatica e al passaggio giorno/notte. Non è ancora chiaro se questo avverrà in tempo reale o, come nel precedente capitolo, dipenderà dall’avanzare dalla storia, ma di certo il suo impatto sarà molto più incisivo e non solo in termini coreografici. Per esempio vi saranno dei particolari pezzi di equipaggiamento che potranno essere scovati solo in determinati momenti, legati tanto agli eventi atmosferici, tanto all’ora del giorno.
Del resto anche il sistema di crafting si presenterà in una versione più sofisticata, che comprenderà l’utilizzo di materiali d’ogni genere, comprese piante, metalli, abiti e manufatti antichi. Il tutto per dar vita ad armi e attrezzi di varia natura, comprese bombe, trappole, bendaggi e medicamenti ricavati da fiori ed erbe (o all’occorrenza, veleni assortiti per stordire e/o uccidere i nemici). Non è ancora chiaro invece se ritornerà la celebre doppia pistola, che si vedeva giusto in una breve sequenza nel finale dell’ultimo Tomb Raider. Noi comunque continuiamo ad apprezzare l’arco, che rimane l’arma stealth per eccellenza, soprattutto se adeguatamente potenziata. Del resto i combattimenti e l’esplorazione rimarranno al centro di questo nuovo episodio, sebbene il team di sviluppo abbia voluto tranquillizzare tutti quelli che non hanno gradito un granché la recente svolta in chiave action. A questo proposito, grandi novità sono attese in termini di puzzle ambientali, che presenteranno un livello di sfida mediamente più elevato. Le tombe insomma richiederanno di aguzzare l’ingegno, un discorso applicabile anche alla scoperta di alcuni strani totem coperti di geroglifici, che Lara imparerà con l’esperienza a decifrare, svelando pian piano dettagli inediti sulla storia del gioco.

Una trama che si prevede bella fitta e che verterà sulla ricerca della misteriosa città di Kitezh, legata a un’autentica leggenda russa secondo la quale solo i puri di cuore possono riuscire a trovare la strada per raggiungerla. Chissà se ne saremo degni, anche se prima di scoprirlo dovremo affrontare i nemici più letali di sempre, quelli appartenenti all’organizzazione segreta Trinity, di cui era possibile trovare traccia (tramite i decoy GPS) anche nella scorsa avventura. Avversari assai temibili, perfettamente addestrati e forniti di una tecnologia che quei disperati dei Solarii si potevano solo sognare. Anche per questo motivo Lara potrà e dovrà sfruttare l’ambiente come mai prima d’ora, arrampicandosi sugli alberi con estrema agilità e nuotando sott’acqua per sfuggire alla vista degli antagonisti, animali compresi.
Di carne al fuoco insomma pare proprio ce ne sia parecchia. Crystal Dynamics del resto sta impiegando un gran numero di risorse per questo titolo, che fra l’altro utilizzerà uno dei più sofisticati sistemi di motion capture presenti sul mercato, capace di catturare anche le più impercettibili espressioni facciali. In tutto questo è probabile che troveremo l’ultima incarnazione del TressFX, che AMD presenterà all’imminente Game Developer Conference di San Francisco. Fra le novità più importanti, una simulazione dei capelli più accurata, il supporto al fur shading e una scalabilità tale da permetterne l’utilizzo su più piattaforme. Un discorso che certamente avrà un suo peso nel momento in cui scadrà l’esclusiva temporale relativa all’edizione Xbox One. Gli sviluppatori lo hanno ribadito ulteriormente in tempi recentissimi, ma si sono ben visti da rilasciare dichiarazioni in merito alle tempistiche. Una cosa è certa, Rise of the Tomb Raider a Natale lo si potrà giocare solo su Xbox One e Xbox 360, sebbene il porting di quest’ultima versione rimarrà a carico dei Nixxes (che sono comunque sinonimo di qualità). L’hype però è già alle stelle e francamente sarà dura attendere la fine dell’anno.








































