Ognuno di noi ha un personaggio che ama un po’ più degli altri, ammettiamolo pure con tutto il candore del caso. Non c’è un perché chiaro, non c’è una ragione che spieghi la natura dell’affetto, non c’è una logica dietro all’empatia. C’è solo il fatto che quando appare quel figuro lì, il giocare è più bello e il mondo è un posto migliore. Nel mio caso, “quel figuro lì” è Yoshi, uno dei protagonisti storici del successo di Nintendo. Impossibile non volergli bene, non trovate? Solo guardandolo il cuore si apre e l’aria si riempie di simpatia, ma è solo prendendone il controllo che esplode la gioia sublime, il gaudio supremo, l’infinita epifania. Esagero? Forse. Tuttavia, ciò non toglie che Yoshi sia da sempre uno dei personaggi più amati non solo dal sottoscritto, ma anche da coloro che guardano con sospettoso distacco alle cose di Nintendo, e questo vorrà pur dire qualcosa. Ed ecco perché, quando ho installato su Wii U Yoshi’s Woolly World, ho istantaneamente catalizzato l’attenzione della famiglia intera.
SUL FILO DI LANA
Yoshi’s Woolly World è una sorta di mash-up tra le idee di Yoshi’s Island, Yoshi’s New Island e Kirby e la Stoffa dell’Eroe. Tutto il mondo di gioco e le sue dinamiche sono costruite sul fatto che i personaggi e gli scenari sono creati con lana e tessuto. Gli elementi presi dai precedenti titoli dedicati a Yoshi sono parecchi, a cominciare dalla struttura a scorrimento orizzontale e verticale (qui in 2,5D), per continuare con la possibilità di inghiottire i nemici e trasformarli in uova da lanciare alla bisogna, in questo caso rigorosamente di lana. Non mancano i consueti collezionabili nascosti, incarnati in stelline e margherite, anche se il piatto forte è composto da cinque gomitoli per stage che, se recuperati, permettono di “ricucire” svariati Yoshi dalle tinte più assurde, e che possono perfino essere controllati al posto di quello tipico, colorato di verde.
Yoshi’s Woolly World fin da subito mette in chiaro il suo voler strizzare l’occhio sia a chi è già avvezzo alla serie, sia a coloro che invece hanno un approccio più rilassato al mondo dei videogiochi. Non per niente, all’inizio il titolo di Nintendo ci chiede se vogliamo optare per la modalità Classica, o invece per una seconda chiamata Relax, laddove – tra le tante agevolazioni – è persino possibile completare all’istante un livello semplicemente acquistando una speciale Spilla del Potere. Le Spille sono presenti anche nella modalità Classica, attivano perk diversi e possono diventare nostre in cambio di un certo quantitativo di Perline; queste ultime rappresentano di fatto la valuta di Yoshi’s Woolly World e vanno copiosamente raccolte in giro, durante il nostro peregrinare.
TAGLIO E CUCITO
Un mondo fatto di lana rappresenta un ottimo background per un designer capace. In Yoshi’s Woolly World le idee – almeno nei primi due mondi – non mancano, anche se qualche soluzione è stata riciclata dal già citato Kirby e la Stoffa dell’Eroe. La lingua di Yoshi può essere usata non solo per inghiottire i nemici, ma anche per tirare alcuni fili, così da scucire parte dello scenario e concedere l’accesso a sotto-zone altrimenti inaccessibili. Il nostro piccolo sauro può anche partorire uova gomitolose più grosse: intuitivamente, queste vanno lanciate nella giusta direzione per eliminare alcuni elementi che altresì non sarebbe possibile distruggere con le uova di lana normali.
[quotedx]i tessuti sono riprodotti con una verosimiglianza mai vista prima in qualsiasi altro videogioco[/quotedx]Dei fatti di gameplay non parlo oltre e vi rimando a quella che sarà la recensione finale, laddove avrò (se la fortuna mi assiste) il piacere di parlarvi anche dell’interazione coi nuovi Amiibo di lana dedicati al gioco. In chiusura di articolo, invece, mi preme rendervi partecipi dell’assoluta qualità di Yoshi’s Woolly World dal punto di vista della direzione artistica e, in particolare, della resa tecnica. Il titolo di Nintendo è splendido da vedere, i tessuti sono riprodotti con una verosimiglianza mai vista prima in qualsiasi altro videogioco (e su qualsiasi piattaforma, sia chiaro) e l’incedere del nostro Yoshi è stato finora accompagnato da musiche splendide, capaci di spaziare tra generi assi diversi tra loro come il jazz e il j-pop, pur mantenendo una chiara coerenza di fondo. Mai come in questo caso torna comodo il player presente nella sezione degli Extra, così da poter riascoltare i brani della OST ogni volta che ci punge vaghezza.











































