Ilya Naishuller è l’autore di un cortometraggio che diversi mesi fa fece il giro del web, ottenendo un effetto virale quasi senza precedenti. Bad Motherfucker è infatti un video musicale d’azione ambientato in Russia, interamente girato con una visuale in soggettiva grazie all’utilizzo di GoPro, ricco di scene rocambolesche e al cardiopalma che rimandavano alla memoria proprio alcuni celebri sparatutto in soggettiva. Hardcore! è realizzato proprio seguendo l’estetica del corto di Naishuller (autore anche di un altro video sui generis, The Stampede), il tutto per 90 minuti di pura azione e adrenalina a fiumi. Ed esattamente come il video musicale della band indie punk Biting Elbows, la pellicola prodotta da Timur Bekmambetov è un vero e proprio tributo ad un filone videoludico che negli anni ha cavalcato l’onda di un successo sempre crescente, quello che in gergo è chiamato sparatutto 3D in soggettiva. In altre parole, un First Person Shooter (o meglio ancora, FPS).
Attenzione però: non sto parlando di un “film tratto da un videogioco” come spesso accade (e quasi sempre con risultati abbastanza disastrosi al botteghino). Hardcore! è infatti un chiaro omaggio (anche se siamo più dalle parti della contaminazione volontaria) all’intero genere di appartenenza, realizzato da un regista esordiente che di videogames ne sa e ne ha giocati, tanti, nel corso della sua carriera. La trama, o sarebbe meglio parlare di pretesto, racconta la storia di un uomo senza memoria che viene resuscitato da sua moglie, subito rapita da un megalomane con poteri telecinetici, tale Akan. L’obiettivo del protagonista sarà ovviamente quello di salvarla, con l’aiuto di un uomo misterioso di nome Jimmy (Sharto Copley). Quello che ne consegue è il caos più totale, tra sangue, proiettili e budella. Non c’è recitazione da Oscar, introspezione psicologica o sequenze romantiche strappalacrime: nel DNA della pellicola di Ilya Naishuller vi è solo ed esclusivamente una quantità di azione tale da renderlo quasi un Mad Max in soggettiva (ho detto “quasi”, non sbagliatevi), con in più una quantità tale di rimandi videoludici da far venire il mal di testa (si va dalle sequenze del cecchino in stile Call of Duty con tanto di mirino, passando per i Night Club dello storico Duke Nukem, il Parkour del recente Mirror’s Edge ed altre decine di altri titoli analoghi). E per capirci: il protagonista è muto, proprio come il 99% degli eroi negli sparatutto in soggettiva sin dall’alba dei tempi.
[quotedx] Una quantità tale di rimandi videoludici da far venire il mal di testa[/quotedx]
Hardcore! sta al cinema action come DOOM sta all’universo dei videogames? Forse è ancora presto per dirlo, nonostante il risultato (anche a fronte di un budget non proprio altissimo) sia quello di un film d’azione assolutamente riuscito, che colpisce duro e al cuore grazie al suo carico inarrestabile di adrenalina e pallottole, per tutta la durata e senza un attimo di tregua. E anche solo per questo c’è da essere grati a un film del genere. I più conservatori ovviamente non mancheranno di criticare la pellicola di Naishuller per la sua truculenza, per il fatto che “sembra un videogioco” o per altre ovvietà da giornaletto dell’anteguerra, atte più a creare polemiche sterili e francamente fini a loro stesse, piuttosto che informare puntualmente lo spettatore. L’unica cosa certa e inappuntabile che traspare dopo la visione, è che film come Hardcore! fanno bene al cinema d’azione contemporaneo. E perché no, anche al Videogioco. Quello vero.









































