Qualcuno pensa che i JPRG a turni siano demodé, destinati ad un pubblico nostalgico e sempre più ristretto ed ormai introvabili nelle console dell’attuale generazione. Bravely Second: End Layer, sequel del tanto apprezzato Default, approda su Nintendo 3DS come baluardo del genere, mostrando come sia possibile svecchiarlo e renderlo accessibile anche ai giocatori più scettici. Dopo due anni torniamo a visitare Luxendarc, incontrando quasi tutti i personaggi del prequel e esplorando numerose location, tra cui in verità molte già note, cercando di difendere il mondo dai complotti del Kaiser, nemico mascherato in vena di creare guai. La storia di per sé non è nulla di eccezionale, ma si fregia di personaggi interessanti e ben caratterizzati, tra cui i quattro protagonisti, a cui è piuttosto facile affezionarsi. Colpi di scena abbastanza prevedibili a parte, si può rimanere emotivamente coinvolti da diversi avvenimenti, ed è impossibile non apprezzare i tanti siparietti comici presenti, alcuni davvero divertenti. La presenza di side quest fortemente interessanti, nelle quali siamo messi di fronte a difficili scelte etiche, è un valore aggiunto notevole. Proseguendo con le ore di gioco, si nota un certo riciclo di boss e di ambientazione, che non è invasivo e fastidioso come nel titolo precedente, bensì si integra adeguatamente nella trama, allungando però forse un po’ troppo il tutto ed aumentando una longevità già di per sé massiccia. Appare evidente che Bravely Second sia un gioco pensato per chi ha completato il predecessore: i riferimenti a fatti già avvenuti sono praticamente continui, e nonostante sia possibile comunque comprendere ciò che succede grazie ad un opportuno riassunto inziale, può rimanere la sensazione di aver perso qualche dettaglio per strada. Se avete in programma di giocare Default, fatelo prima di iniziare questo titolo, altrimenti vi verrà raccontata tutta la storia che vi siete persi, finale incluso, nei primissimi minuti di gioco.
POCHI FRONZOLI: SI COMBATTE
La straordinaria cura del battle system e della componente strategica è la punta di diamante del titolo: è impossibile negare la qualità del sistema scelto, complesso ma mai troppo frustrante. Nel gioco sono presenti numerose classi, sbloccabili con missioni principali o secondarie, che si possono livellare facendo acquisire ai nostri quattro prodi combattenti nuove abilità. Mescolare abilità di supporto ed offensive di vari mestieri è la chiave per ottenere la squadra perfetta, e l’enorme varietà a disposizione tiene impegnati per diverso tempo prima di scoprire la tattica ideale per le battaglie più complesse. Sfruttare gli attacchi Brave e Default, che permettono di utilizzare maggior potere offensivo o di difendere ed accumulare punti da sfruttare in seguito, è altresì necessario per superare alcuni scontri, mentre solo raramente ci troviamo ad adoperare il Bravely Second, meccanica aggiuntiva che consente di bloccare il tempo e superare il limite dei 9999 danni in un colpo. Nonostante alcune classi siano poco utili o un po’ ridondanti, e nonostante ci possano volere parecchie ore per ottenere l’abilità che vogliamo, non si può negare che sia enormemente soddisfacente vedere i nostri sforzi ripagati e constatare che il nostro party sia diventato un’autentica macchina da guerra.
[quotedx]Mescolare abilità di supporto ed offensive di vari mestieri è la chiave per ottenere la squadra perfetta[/quotedx]
L’altra componente classica dei giochi di ruolo, ovvero l’esplorazione, viene quasi totalmente a mancare: i dungeon sono lineari e quasi tutti privi di enigmi ambientali particolarmente complessi, e la sensazione di essere oltremodo guidati non ci abbandona mai. La mappa segnala sempre dove dobbiamo andare ed in molti casi anche il livello della squadra suggerito, è possibile salvare quasi ovunque, incluso dall’esploratore adiacente ad ogni boss battle, che permette anche di acquistare prodotti consumabili e di curarsi interamente dormendo in baita, per un prezzo nemmeno troppo elevato. Questi elementi, insieme anche alla possibilità – in questo caso però facoltativa- di azzerare o aumentare gli incontri casuali, rendono Bravely Second un gioco certamente non facile, ma piuttosto “comodo”. È molto difficile che qualche nemico ci possa cogliere alla sprovvista o che si venga sorpresi in battaglie con boss inaspettati (e se capita il gioco è molto generoso con noi, aiutandoci a gestirle) e nessun dungeon appare particolarmente spaventoso. Viene insomma a mancare la sensazione dell’avventura, sacrificata forse per focalizzare il tutto sulle battaglie, il punto forte del titolo.
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Non si può non rimanere affascinati dalla cura posta nella grafica e nelle musiche di Bravely Second. Si resta incantati dalla fluidità delle animazioni in combattimento, dalle città dipinte ad acquarello e dalla interessante caratterizzazione dei nemici. La soundtrack poi dà il colpo di grazia, perché ogni singolo brano è davvero meritevole, ed alcune musiche dei boss sono talmente belle da ipnotizzare e distrarre dalla battaglia, in primis la musica del Ba’al o il tema dell’esercito imperiale. Tanta cura, ed amore non possono che colpire favorevolmente, rendendo l’esperienza visiva ed uditiva una delle migliori in assoluto possibili su Nintendo 3DS. Sarete tentati di non premere il tasto A per continuare a sentire alcuni motivetti, prima che l’azione vada avanti. Ciliegina sulla torta, Bravely Second presenta due minigiochi: uno di ricostruzione di una città lunare distrutta, che ci permette di ottenere oggetti e potenziamenti per i nostri attacchi speciali, ed un bizzarro laboratorio di costruzione peluche, nel quale i nostri eroi possono produrre pupazzetti dei masticoni, nemici rari da incontrare e dall’adorabile buffo aspetto. L’interazione con gli amici sul Nintendo 3DS è notevolmente premiata, poiché registrando amici possiamo essere aiutati in battaglia in vari modi, e a nostra volta possiamo inviare le nostre mosse migliori, in soccorso di altri giocatori.











































