Non c’è due senza uno. Ed è un bene quando, nel caso di The Banner Saga, il seguito si rivela subito per quello che è. Ovvero, la continuazione naturale di una storia ben narrata e ben concepita al servizio di uno strategico a turni che strizza l’occhio alle atmosfere epiche del gioco di ruolo europeo. Dopo l’approdo su mobile prima e su console dopo del primo capitolo, The Banner Saga 2 esordisce su Pc, confermando quanto di buono, ed era davvero tanta roba, aveva saputo mostrare il suo predecessore. E non si tratta, bene precisarlo nelle battute iniziali, di un more of the same quanto, piuttosto, di un seguito nella concezione classica, e per certi versi cinematografica, del termine. Il gioco, tanto sotto l’aspetto tecnico quanto nel puro gameplay, è, al netto di ovvie rifiniture,sostanzialmente lo stesso. Stessa storia, nuova storia, che riprende la narrazione esattamente dopo i fatti già narrati per poi svilupparsi, nelle intenzioni di Stoic Studio, in una trilogia. Il consiglio, per chi avesse saltato il primo capitolo e fosse interessato ad avvicinarsi alla “saga”, è di fermarsi nella lettura della recensione prima ancora che nell’acquisto. TBS 2 è, sotto l’aspetto narrativo, un seguito diretto, che non concede nulla ai neofiti.
NEGLI EPISODI PRECEDENTI…
Una volta importato il salvataggio del primo capitolo, The Banner Saga 2 riprende il racconto a margine della sconfitta di Bellower, leader dei Dredge. Il background è influenzato in maniera più o meno sensibile dalle scelte effettuate dal giocatore durante la prima avventura. Nel caso, invece, si cominciasse a giocare per la prima volta, opzione non consigliata, il mondo di gioco vivrà di alcune scelte impostate automaticamente. Nei panni di uno dei due protagonisti, Rook e Alette, ci si ritrova, quindi, a vivere in prima persona quel viaggio disperato della carovana verso Arberrang, ultimo presidio di civiltà in un mondo distrutto dalla guerra. E si tratta di guerra vera. Quella delle violenze, della fame, delle fosse comuni. Quella che, raramente, il media videoludico ha saputo così tragicamente rappresentare. Ed è paradossale che, nell’era della grafica foto realistica, ciò avvenga attraverso i morbidi disegni e i colori luminosi scelti dai creativi di Stoic Studio, ancora una volta capaci di pennellare una storia cruda, matura, tutt’altro che banale. Inutile, in questa sede, perdersi nel dettaglio, sempre sul confine dello spoiler.
Basti sapere che nel ruolo di guida del gruppo, il giocatore sarà chiamato a fronteggiare una misteriosa minaccia che mette a repentaglio la sopravvivenza del mondo intero. Se l’incipit non ambisce, evidentemente, a primeggiare in originalità, lo stesso non si può dire della qualità della narrazione, impreziosita dalla bellezza dei dialoghi e dalla conseguente caratterizzazione di ogni singolo personaggio. Umani, Dredge e Varl, le tre razze presenti nel gioco, godono di alcune novità sostanziali che, se da un lato contribuiscono a rendere più vario l’universo creato, dall’altro offrono combattimenti più dinamici. L’introduzione dei centauri è da inquadrare proprio in tal senso, laddove la grande mobilità accelera le strategia di accerchiamento, snellendo sensibilmente le meccaniche e le strategie. Gli scontri restano comunque ben equilibrati, pur in un contesto che, sotto l’aspetto del gameplay, resta decisamente semplificato rispetto ad altri esponenti del genere. Come strategico puro, nonostante le limature, The Banner Saga 2 resta meno complesso e più “leggero” di altri titoli che compongono il variegato panorama di genere.
La sensazione, emersa già nel primo episodio, è che gli sviluppatori abbiano quasi “sfruttato” le meccaniche proprie di uno strategico, comunque ottimamente rifinite, per metterle al servizio della storia. Dove The Banner Saga 2 eccelle è, ancora una volta, nella narrazione, nel modo in cui la stessa si plasma attraverso le scelte imposte al giocatore che, pur nel turbine di eventi, non perde mai la sua centralità. Eppure, l’illuminismo di Stoic Studio vacilla quando quelle scelte, pur ponderate, rivelano le loro conseguenze in tutta la loro tragicità. Merito di una sceneggiatura mai avara di colpi di scena e di un background narrativo che racconta un’intera epopea. Di uomo disperato al comando o, se si preferisce, di un intero mondo a rischio collasso. The Banner Saga 2 convince, infine, sotto l’aspetto tecnico. Eventuali dubbi circa le perfomance del motore grafica passano velocemente in secondo piano di fronte ad una direzione artistica d’alta scuola. I paesaggi, le lande desolate, le foreste e le caverne, ma anche la bellezza, la solitudine, l’incanto e l’oscurità. Sono questi i temi e i panorami che, pescando a piene mani da una qualsiasi antologia fantasy di stampo occidentale, gli artisti di Stoic offrono su un piatto d’argento agli amanti del genere. E se le musiche fanno il loro dovere, non può più stupire l’ottima qualità del doppiaggio, purtroppo apprezzabile solo dagli amanti della Terra di Albione. Eventuali e probabili adattamenti, testi compresi, dovranno attendere ere migliori.











































