Quando ci si mette davanti a un gioco ci sono alcuni campanelli d’allarme che suonano per avvisare il giocatore della possibilità di trovarsi di fronte a un titolo non all’altezza. Non perché sia sempre vero che questi segnali indichino un prodotto poco buono, ma in linea generale corrisponde spesso alla realtà. Quando ho scaricato Lost Reavers c’era un intero sistema in Dolby 7.1 a risuonare nelle mie orecchie. Parliamo di un titolo free-to-play, solo online, sviluppato nel 2016 su Unreal Engine 3, con l’infrastruttura online di Wii U. A ciò aggiungiamo che Katsuhiro Harada non è certamente associato con il genere degli action-rpg online ed ecco che il puzzle sembrerebbe già completo.
FUORI TEMPO MASSIMO
Successivamente ad un’open beta, Lost Reavers approda sui nostri Wii U il 28 aprile 2016, con un comparto tecnico certamente non all’altezza per poligoni, texture, effetti e in linea generale ogni aspetto, ma certamente l’impostazione del gioco può essere giustificata in favore di un sistema con poco lag durante le partite online, ma non è questo il caso. Il gioco è stato testato su due provider differenti, con due linee differenti anche per tipologia di offerta, ovvero ADSL e Fibra, ma nonostante questo il gioco durante le partite presenta una latenza tra giocatori, che mina l’esperienza e la possibile godibilità del titolo. Il presupposto, la storia, o in generale il contesto è piuttosto banale e poco convincente e riguarda la ricerca di reliquie come dei cacciatori di tesori. È così poco attraente che gli sviluppatori hanno pensato bene di velocizzare il testo della trama iniziale dando poco tempo per leggerla: insomma sapevano anche loro che la narrazione non era granché.
Completato il tutorial, affrontabile con uno dei quattro stereotipici personaggi disponibili, classificati per difficoltà, arriviamo nel’hub di gioco, consci già di trovarsi di fronte a un sistema di combattimento povero e con un numero di combo inferiore al numero di lettere della parola ‘combo’. Certamente la componente cooperativa è buona, anche se la sensazione di dover sacrificare un compagno quando si trasportano le reliquie è forte, e accade di fare un po’ la conta per passarsi l’oggetto tanto prezioso tanto oneroso. Dunque se combattere assieme a 3 amici, o compagni d’avventura, è interessante, l’assenza di una chat vocale fa il resto, con frasi preimpostate che fanno, come sempre, del politically correct la loro principale, e unica, utilità e missione. Il paradosso è che questa funzione viene proprio chiamata “Chat Vocale”.
Trascurabile l’accompagnamento sonoro, con qualche traccia piacevole, ma tutto sommato senza un vero e proprio carisma. Ed è proprio il carisma e la personalità che manca a Lost Reavers, un titolo che, nato come Project Treasure, fa rimpiangere non poco l’omonima software house, ma più di tutto rappresenta un grande rammarico in termini di potenzialità. A console come Wii U, e in generale Nintendo, possono servire progetti di questo tipo, differenti dalle linee che la casa madre traccia, ma se l’unico passo in avanti lo fa il concept senza una realizzazione, allora ci si trova di fronte a progetti mal realizzati, che con un po’ di cura in più sarebbero potuti essere uno svago da tenere sott’occhio tra un gioco e l’altro. Gli stessi elementi di profondità come l’accumulo di esperienza, la durabilità delle armi corpo a corpo e la possibilità di aggiungere DLC, costumi e via dicendo, perdono valore e importanza di fronte ad una realizzazione sottotono nei suoi aspetti fondamentali. Certamente trattandosi di un free-to-play è difficile sconsigliarne quantomeno la prova, e senz’altro con la giusta compagnia qualche risata la regala, anche solo commentando, attraverso l’ausilio di programmi di chat su PC ovviamente, l’azione di gioco. Ma il nodo centrale può essere racchiuso in questa affermazione: trasportereste con 4 amici un forziere pieno di catrame per il solo gusto di farlo?











































