Dopo aver detronizzato il rivale Championship Manager a seguito dello scisma da Eidos, costringendolo ad una riduttiva semplificazione per dispositivi mobili oggi nota come Champ Man, il gestionale calcistico firmato Sports Interactive si è affermato a ragion veduta, e forse anche per manifesta penuria di una reale concorrenza, come simulatore gestionale calcistico per eccellenza e in questi giorni esce sul mercato con la sua tredicesima iterazione ufficiale. Come da copione, Football Manager 2017 promette di fornire a tutti gli allenatori virtuali una gamma di scelte, proposte e filosofie di conduzione più realistiche ed immersive che mai per portare la propria squadra alla conquista di coppe e campionati, nonché ottenere prestigio crescente come tecnico e di conseguenza ingaggi migliori. La relativa mancanza di innovazioni concrete da qualche anno a questa parte è il particolare che ha maggiormente impensierito i fan, lasciandoli perplessi circa la vera necessità di acquistare una nuova versione tanto simile a quelle che l’hanno preceduta: per loro fortuna, Sports Interactive ha pensato bene di rilasciare una beta completamente giocabile su Steam due settimane prima del lancio regolare, dando così modo agli indecisi di valutare il lavoro svolto e decidere se l’investimento vale la candela oppure se pretendere un rimborso prima del rilascio (il tempo impiegato per la partecipazione ai programmi beta non incide infatti sul limite di due ore di gioco imposto da Valve per i risarcimenti).
UN ALLENATORE CHE PERDE IL LAVORO
A beneficio di chiunque non abbia mai provato un qualsiasi episodio della serie, va detto che le sensazioni che accompagnano la creazione del database per la prima carriera da allenatore creata dopo l’avvio sono in bilico fra il desiderio di immergersi nel gargantuesco quantitativo di cifre, statistiche, bilanci e pianificazione tattica e l’ansia di confrontarsi con le incertezze caratteriali di giocatori e dirigenza, consapevoli che la reazione sbagliata ad un capriccio della punta di diamante della squadra potrebbe tradursi in un drastico calo di prestazioni complessivo. E’ con questi pensieri in testa che cominciamo a gettare le basi di una carriera da (si spera) novelli Alex Ferguson, e lo facciamo partendo da un’inedita schermata di personalizzazione del nostro alter ego digitale nella quale, oltre a scegliere l’abbigliamento, l’altezza, il peso ed alcune caratteristiche fisiche, possiamo anche riprodurre un qualsiasi volto partendo da una foto che verrà trasformata in texture e applicata sul modello tridimensionale: la funzione è carina ma, a conti fatti, non molto variegata e di scarsa (per non dire nulla) utilità nel corso del gioco dato che è solo il viso a comparire in determinate circostanze e non vi è traccia del mister a bordo campo durante le partite, anche se le cose potrebbero cambiare con qualche aggiornamento successivo. Di contro, le impostazioni di default hanno beneficiato di una consistente revisione, ed è ora possibile settare la percentuale di influenza dei coordinatori su ogni decisione da intraprendere, in modo da evitare che il gioco ci chieda inizialmente quali aspetti gestire in prima persona e quali invece delegare all’intelligenza artificiale, una miglioria marginale ma che attesta la volontà da parte degli sviluppatori di ascoltare le richieste dei loro supporter, anche quelle meno essenziali. Una volta ricevuta l’accoglienza del team che andremo a preparare per la gloria, l’altra sostanziosa novità che balza subito agli occhi è la presenza di una pagina dedicata ai social network che va ad integrarsi con la sezione delle notizie, contenente alcuni feed di tifosi, giornalisti e personalità del settore che possiamo seguire come su Twitter e che non mancheranno di rilasciare commenti benevoli o velenosi sui nostri risultati: l’impressione è che tali osservazioni condizionino significativamente l’evoluzione della propria carriera, tanto che le critiche su compravendite o trasferimenti potrebbero spingerci a ripensare le decisioni prese, e la condivisione delle azioni più spettacolari compiute dai vari club calcistici accresce il coinvolgimento, replicando alla perfezione quanto accade sulle reti sociali del mondo reale, ma basta poco per rendersi conto che le reazioni del pubblico fittizio sono limitate in confronto alla vastità delle scelte possibili con cui avremo a che fare nell’arco di una singola stagione, e ben presto la freschezza del comparto social svanisce di fronte alla ripetitività delle battute visualizzabili. Anche in questo caso, però, con un doveroso approfondimento delle meccaniche (magari facendo sì che una serie di apprezzamenti per il rendimento in campo influenzino la condotta astiosa di un giocatore) potrebbe trattarsi di un’aggiunta interessante da tenere sotto controllo.
[quotedx]Le critiche su compravendite o trasferimenti potrebbero spingerci a ripensare le decisioni prese[/quotedx]
Parlando di giocatori, nel senso di coloro che vestono i colori della nostra squadra, non possiamo fare a meno di prendere in esame il fulcro vero e proprio di Football Manager, ovvero le trattative che interessano prestiti e acquisti: la possibilità di selezionare clausole cautelative che prevedono, ad esempio, di ritardare una cessione finché non si è trovato un atleta da inserire nel medesimo ruolo aggiunge una componente strategica da sfruttare a nostro vantaggio, dato che le riserve formulate in fase di stesura possono tornare utili per accumulare i fondi necessari a concludere il contratto. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalle condizioni che i neo scritturati possono a loro volta imporre, e che in certe occasioni provocano una seria rottura degli equilibri interni della squadra, come nel caso in cui gli ultimi arrivi avanzino la pretesa di indossare da subito la maglia da capitano: mancare di adempiere a tali richieste, per quanto irragionevoli, può causare un tracollo prematuro delle star con gli scarpini più irascibili, dunque è necessario verificare di continuo il morale e le condizioni del team e, per fare ciò, potremo assoldare anche un nutrito numero di rappresentanti e analisti che recapiteranno le loro stime direttamente nella nostra casella di posta. Consultare i grafici che riassumono le zone calde, i passaggi ed i tiri effettuati, il migliore ed il peggiore in campo per ciascuna squadra come pure la crescita dei talenti sotto osservazione dai talent scout e le previsioni di recupero degli infortunati sono solo alcuni dei possibili bilanci che è possibile analizzare, per stabilire se l’andamento stagionale procede verso gli obiettivi che sono stati fissati tanto da noi quanto dai dirigenti oppure è necessario operare qualche correzione per rimanere sulla strada giusta, il tutto presentato attraverso un’interfaccia molto più chiara e ordinata da leggere benché ognuna delle schermate da consultare sia, al solito, ricolma di informazioni.
I veterani di Football Manager non sono mai stati allettati dalla resa grafica delle partite, magari accontentandosi per comodità (e un pizzico di nostalgia) della semplice rappresentazione stilizzata delle icone bidimensionali corrispondenti ai giocatori coinvolti nelle azioni principali, ma quest’anno anche il motore 3D è stato rinnovato a dovere e, per quanto nessuno possa ragionevolmente aspettarsi una versione non interattiva di FIFA o PES, le coreografie degli scambi sono gradevoli da vedere e possiedono maggiore scioltezza e fluidità, complice anche qualche ritocco all’intelligenza artificiale che, sebbene ancora prona a compiere qualche stupidaggine di troppo, tende a seguire con adeguata solerzia le tattiche impostate pre-partita e le indicazioni dalla panchina. L’inclusione di qualche esultanza in più non è nulla di speciale ma aumenta la sensazione positiva trasmessa dalla visione dei match. Gli allenamenti cui vengono sottoposti i nostri pupilli prima di ogni incontro sono uno dei punti sui quali i critici hanno insistito, poiché in apparenza sono la fonte di una sovrabbondanza di infortuni rispetto al regime selezionato ma, se distillati per prudenza, provocano invece un rapido indebolimento della squadra che rischia di non tenere il passo con le rivali. In realtà, se si spende qualche minuto per comprendere il funzionamento della preparazione atletica, appare subito chiaro come quest’ultima venga divisa in una fase collettiva e in un’altra individuale, e che entrambe incidano in maniera pesante sulla forma fisica dei giocatori se portate avanti senza intervalli: l’allenatore in seconda, al quale possiamo affidare l’intera gestione della pratica, tende ad impostare ambedue con una certa insistenza favorendo in tal modo potenziali incidenti, dunque sarà bene esonerarlo dal compito per occuparcene personalmente, soprattutto considerato che è una delle parti più divertenti da configurare.
Quest’anno anche il motore 3D è stato rinnovato a dovere
Sarebbe meglio lasciargli piuttosto l’onore (e l’onere) di affrontare le conferenze stampa e le occasionali interviste dei giornali, a meno che non si tratti di una gara particolarmente popolare o difficile. Sports Interactive ha inoltre inserito nel flusso temporale fittizio della nostra carriera un evento tangibile che ha sconvolto gli equilibri internazionali lo scorso giugno, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea a seguito del referendum battezzato come Brexit, i cui effetti possono ripercuotersi con intensità variabile sul mercato calcistico, a seconda della magnanimità del modello probabilistico: si va da una scissione leggera, che preserva grossomodo le stesse condizioni per i calciatori anglosassoni, ad una più pesante, che comporta per loro le medesime restrizioni applicabili agli attuali giocatori al di fuori della comunità europea e potrebbe imporre limiti sulla presenza di stranieri nei club inglesi, aumentando pertanto il valore dei connazionali ed il peso dei negoziati internazionali. L’implementazione di questa variabile è stata studiata con cura ed aggiunge risvolti stimolanti all’avanzamento professionale, soprattutto se abbiamo deciso di vestire i panni di un allenatore britannico, ma forse si sente la mancanza di un’opzione per disattivarla del tutto ed evitare che una sfortunata risoluzione politica infici irrimediabilmente i tanto sudati progressi. In ultima analisi, la versione completa del gioco è corredata da Football Manager Touch 2017, rebrand della vecchia modalità Classica che offre un’esperienza ridotta in termini di statistiche ma di gran lunga più semplificata per quanti non possono o non vogliono perdersi dietro pagine e pagine di dati numerici da scartabellare, per quanto bene vengano rappresentati a video.









































