Ni-Oh – Hands On

La sensazione di déjà-vu è davvero forte. Sarà a causa delle musiche, dell’ambientazione ispirata al Giappone dell’epoca Sengoku, degli effetti sonori così come di alcuni elementi strutturali, ma è impossibile avvicinarsi a questa alpha demo di Ni-Oh senza pensare al primo Onimusha. Sia chiaro sin da queste prime righe: questa diffusa sensazione non riguarda una totale verosomiglianza ma si tratta di qualcosa di evocativo, che annusi nell’aria, che ti riporta lì con la mente e con il cuore. Eppure, bastano pochi minuti di gioco per accorgersi che Ni-Oh incarna in sé diversi elementi della serie Souls, oltre a diversi altri ripresi, nelle meccaniche, dalla serie Ninja Gaiden. Eppure, tanto per il concept quanto per le dinamiche proposte al giocatore, nonostante il nuovo prodotto sviluppato da Team Ninja sembri ispirarsi alle tre serie poc’anzi citate, lo fa a modo suo, quasi fosse un ‘liberamente ispirato a’, per poi restituirci la personale visione dello sviluppatore di un action rpg affascinante, difficile e punitivo. Insomma, qualcosa di nuovo (ma non troppo) rivolto ad un pubblico hardcore per il quale ‘difficile’ non è frustrante: ‘difficile’ è meraviglioso.

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SALTO GENERAZIONALE

Pensato inizialmente per PS3 e dato in uscita verso quell’iniziale periodo cross gen con gli attuali sistemi (peraltro ancora non terminato), si erano perse tutte le tracce del gioco in questione, tanto da indurci a pensare, en passant, che il titolo fosse stato cancellato, senza troppo clamore. La svolta avvenne durante il TGS 2015, quando Koei Tecmo mostrò inaspettatamente il gioco calendarizzandolo per una release next gen entro il 2016, per poi farne perdere, nuovamente, quasi ogni traccia. Il rilascio dell’alpha demo approdata gli scorsi giorni sul PlayStation Store ci ha dato, finalmente, segnali ben diversi: Ni-Oh è un progetto vivissimo e sembra godere di ottima salute. Nostro alter ego digitale nel gioco sarà un marinaio di nome William, naufrago redivivo, senza memoria, eppure provetto spadaccino kenjutsu, capace di di brandire la katana armoniosamente ma, evidentemente, un po’ fiaccato dal naufragio stesso, tanto da perdere il fiato in una manciata di colpi, parate o schivate. Forte di un sistema di controllo piacevolmente classico, in cui è forse contestabile la mancanza di un tasto adibito al salto (con la conseguente assenza di dinamiche a sviluppo verticale dell’azione), Ni-Oh si rivela fin da subito un titolo ostico, in cui prestare molta attenzione nell’affrontare i primi nemici per cercare di ottenere un equipaggiamento superiore agli stracci (letteralmente) indossati negli istanti immediatamente successivi al naufragio. A dispetto del sistema di controllo classico, troviamo la possibilità selezionare due diversi approcci al confronto armato: una guardia alta che ci permetterà di utilizzare attacchi più lenti e potenti ed una guardia bassa, che risulterà essere più rapida nonostante i colpi vergati vibrino con meno intensità.

[quotedx]Ni-Oh è un progetto vivissimo e sembra godere di ottima salute[/quotedx]

Naturalmente, l’utilizzo dell’una o dell’altra guardia dipenderà molto dal nemico che avremo di fronte e, pertanto, sarà sempre e comunque necessario valutare attentamente la situazione, magari anche a costo di andare incontro ad una morte prematura (cosa parecchio probabile, tra l’altro). Le differenti tipologie di guardia avranno anche effetto sul tipo di tecniche e relative combo utilizzabili, la cui acquisizione dipenderà direttamente dall’avanzamento di livello del nostro personaggio. Questi avrà a disposizione uno skill-tree che si diramerà su Armi (spade, lance e asce o martelli), Ninjitsu e Magia. Ovviamente, di fondamentale importanza sarà il reperimento di nuovo arsenale ed equipaggiamento, in modo da rendere William adeguato alla crescente complessità e difficoltà degli scontri che lo attenderanno lungo il cammino. La scalata di livello avverrà attraverso le ‘amrita’, una sorta di valuta “spirituale” del gioco, che si otterranno sconfiggendo i nemici e recuperandole presso santuari dedicati. Con la morte in battaglia perderemo le nostre amrita, ma sarà possibile recuperarle raggiungendo, dopo respawn, la nostra tomba. Interessante è l’inserimento di uno spirito elementale (selezionabile tra quattro diversi) che sarà nostro fido compagno, facendoci dono, previa evocazione, di abilità aggiuntive in uno scontro e che farà la guardia alla nostra tomba in caso di morte, per poi fare ritorno all’ultimo santuario visitato qualora morissimo nuovamente prima di raggiungere le nostre spoglie. Potremo tornare ai santuari ogni volta che avremo bisogno di ripristinare i nostri parametri vitali, ma ciò riporterà in vita anche tutti i nemici sconfitti, sulla falsariga dei Souls. Sempre in pieno stile Souls è impostata la gestione del multiplayer che esigerà li tributo di alcuni oggetti presso un santuario per invitare altri giocatori nella nostra partita. In alternativa potremo affrontare i loro spettri (ma gestiti da routine artificiali) lungo il nostro percorso poiché, in Ni-Oh, l’interconnessione costante è un marchio distintivo ed ogni morte di qualunque altro giocatore potrà influire nella nostra partita (se lo sceglieremo, interagendo con le loro tombe), così come la nostra morte potrà influire nelle partite altrui.

NIOH

Sul fronte tecnico, Ni-Oh si presenta davvero valido. La complessità dello scenario tridimensionale (che tradisce a tratti la provenienza old gen, ma siamo ottimisti sul fatto che sarà aggiornato per la release finale) e degli elementi che lo popolano (ivi incluso il nostro eroe e le maestranze della CPU atte a soggiogarci), sono gestiti a 60 fotogrammi al secondo costanti, con sporadici cali nei momenti più concitati in cui sono proprio gli effetti particellari a creare qualche piccolo grattacapo all’engine. Anche in questo caso, trattandosi addirittura di un’alpha in ottimo stato di avanzamento, siamo convinti che il prodotto finale subirà diverse limature e aggiunte. Modellazione, texturing ed animazioni sembrano essere tutti elementi realizzati con diligenza ma manca ancora qualcosa affinché possano fregiarsi dell’onorificienza “a regola d’arte”. Tuttavia la strada intrapresa sembra essere davvero buona e, allo stato di fatto, Ni-Oh appare come un prodotto molto probabilmente destinato a candidarsi nell’olimpo degli action rpg, sedendo alla destra di DS3 o forse addirittura ambendo al suo trono. E’ ancora presto per dirlo, ma la qualità di quanto visionato e provato ci fa davvero ben sperare, con l’unica perplessità dettata dalle possibilità del Team Ninja di poter rispettare la consegna entro quest’anno, cosa non affatto facile se si considera lo status di alpha in cui il gioco si trova. Speriamo di poter mettere quanto prima le mani su una nuova demo a maggior stato di avanzamento e vedere se l’iter seguito da Koei Tecmo sarà meritevole di essere premiato.