Nintendo Post E3 2016 – Report

L’E3 2016 ha rappresentato una netta virata per quel che concerne il comportamento di Nintendo in relazione al suo pubblico: un po’ per le difficoltà di passaggio nella fase di transizione tra Wii U ed NX, un po’ perché l’attesa per il nuovo Zelda era davvero tanta, la casa di Kyoto si è trovata ad inscenare un One Game Show in quel di Los Angeles con un allestimento totalmente incentrato sul maestoso Breath Of The Wild, con un padiglione ricostruito totalmente a tema e una serie sconfinata di postazioni di gioco che accoglievano i fan.

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Nintendo Italia ha trasportato nella nostra penisola un angolo di quell’evento offrendoci un open day in cui ammirare il preannunciato capolavoro nelle condizioni ideali, con postazioni dotate di cuffie per assicurare l’immersione e un team specializzato a cui chiedere ogni dettaglio in merito all’esperienza. Pad alla mano vengono confermate le sensazioni positive già percepite in quel di Los Angeles,  grazie alla rinnovata libertà di esplorazione e il contesto open world che va a giocare con la nostra voglia di avventura. Sorvolando sui boxer da nuoto competitivo indossati da Link, ogni sprazzo di gioco grida al classicismo – seppur nella sua innovazione – creando un contesto fresco per i fan della serie che però restituisce una fedeltà al franchise tale da far venire voglia di definire questo “Breath Of The Wild” reboot del primo episodio. Voli pindarici a parte, l’introduzione dell’usura degli oggetti, della fisica e dell’incidenza delle condizioni atmosferiche sulla salute di Link introducono variabili a cui non si era abituati, offrendo al giocatore una nuova occasione di vivere il mondo di Zelda. Breath Of The Wild è stato protagonista assoluto della giornata, ma non sono mancati i comprimari di qualità, tra cui spiccava Paper Mario Color Splash che, finalmente, si è mostrato oltre i trailer visti negli scorsi mesi. Quello che si poneva come uno strano e poco ispirato titolo della serie in realtà nascondeva virtù inattese, nella sua capacità di fondere il mondo fatto di cartone – riprodotto fedelmente grazie ad uno studio sul campo – con elementi del mondo reale: ilare e brillante l’utilizzo di un estintore per spegnere il martello infiammato di Morton, boss presente nella dimostrazione, con tanto di scena di intermezzo realizzata sfruttando elementi di grafica 3D. Nonostante una teorica incompatibilità tra i due stili, il risultato è vincente e strappa il sorriso, come è consueto nella serie Paper Mario. Spazio anche ad un grande classico del gaming in salsa giapponese, Dragon Quest VII, pronto ad arrivare in Europa in una versione completamente rivista rispetto all’originale titolo per PlayStation: ci sono voluto 3 anni perché questo remake arrivasse in occidente, ma sembra proprio esserne valsa la pena per via dell’estetica accattivante e del gameplay classico pronto a catturarci per centinaia e centinaia di ore di gioco. Si abbandonano i classici incontri casuali per cedere il passo ad una più moderna visibilità dei mostri sulla mappa, permettendoci di scandire l’esperienza secondo il nostro piacere. Oltre 30 classi e una longevità estrema ci attendono in coda all’estate, ovviamente sulle console della famiglia 3DS.

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Breath Of The Wild è stato protagonista assoluto della giornata, ma non sono mancati i comprimari di qualità

Mario Party Star Rush offre un nuovo modo di intendere il classico gioco dell’oca digitale, eliminando i turni e dando vita ad un gameplay in cui i giocatori si muovono in contemporanea spostandosi sulla mappa, aggiungendo compagni alla propria squadra che inizialmente vanta tra le sue fila il simpatico Toad. A fine anno potremo testare con mano la bontà di queste nuove meccaniche. Il 21 ottobre invece sarà tempo di mettere le cuffie per entrare nel mondo di Rhythm Paradise Megamix, raccolta dei del meglio della serie che abbiamo visionato in una versione demo piuttosto contenuta ma in grado di metterci alla prova con vecchi e nuovi minigiochi ritmici, per la prima volta giocabili in multiplayer. Altra forma d’arte, oltre alla musica, è il disegno e Disney Art Academy è la scelta ideale per prendere confidenza con i pennelli, grazie allo schermo touch di Nintendo 3DS. Non siamo dei grandi artisti e si è visto, ma le potenzialità del software per il pubblico di riferimento si sono rivelate evidenti. Box Box Boy ha provato a farci usare il cervello con risultati confortanti (la vecchiaia non ha ancora colpito) e lo ricorderemo soprattutto per le gambette di Box Boy, meravigliosamente animate. Lo showcase si è rivelato spiccatamente legato al mondo 3DS e in particolare Monster Hunter Generations ci ha ricordato come la libreria della console portatile sia in grado di soddisfare un numero spropositato di giocatori tra tutte le fasce d’età e a questo giro, con l’introduzione dei Cacciamiao, anche i neofiti possono buttarsi alla carica per scoprire i perché del successo di questo franchise multimilionario. In uscita a brevissimo, il 15 luglio, il titolo ha mostrato un primo sguardo ai diversi stili di combattimento e ai nuovi mostri introdotti, ma vi esporremo tutte le novità in fase di recensione.

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Un’offerta ludica completa quella portatile, mentre in ambito Wii U abbiamo avuto modo di rivedere Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 e Tokyo Mirage Session #FE, apprezzati dai chi non aveva ancora avuto modo di valutarli in sede di recensione, ma nessun’altra novità di grosso calibro, lasciando spazio a perle indie come Axion Verge e Severed, che spiccavano tra pixel da vecchia scuola e character design graffianti. La natura “Zelda-centrica” dell’evento ha ovviamente oscurato gli altri titoli, rivelatisi comunque di assoluto valore, e ci porta inevitabilmente a chiederci quando Nintendo ci offrirà un nuovo Direct per mostrarci tutto ciò che non ha avuto spazio nelle ultime settimane – Metroid Prime Federation Force  su tutti. Nel frattempo la nostra mente continua a vagare, inarrestabile, nel verde dello Zelda più fresco e innovativo di sempre.