Ammettiamolo: Nier è un nome che non crea enorme entusiasmo, quantomeno istintivamente, nella scena gaming contemporanea. Trattasi del frutto dell’opera visionaria di Taro Yoko, director e scrittore che negli anni è riuscito a crearsi con successo una nicchia di fan grazie al suo lavoro sulla trilogia di Drakengard, nonché, appunto, proprio con il primo capitolo franchise, ai tempi sviluppato internamente da Cavia sotto etichetta Square Enix. L’estrema originalità del concept si sposava con una trama a tratti oscura e decisamente incompatibile con le chiavi di lettura occidentali, mentre il comparto tecnico a tratti deficitario riduceva le chance per molti giocatori di andare oltre il primo impatto. Con Nier: Automata invece, il publisher giapponese gioca le sue carte con decisione, mettendo la servizio del direttore creativo le indiscutibili qualità di Platinum Games, vero punto di riferimento per il gioco action nipponico. Avendo testato con mano il prodotto, cosa dobbiamo aspettarci?
RUGGINE E PLATINO
La demo messa a disposizione in questa esclusiva prova stampa offriva una panoramica completa di quelli che possono essere gli elementi base legati a sistema di combattimento ed esplorazione delle aree di gioco, distillando alcuni accenni di trama senza però affrontare le meccaniche collaterali legate alla narrazione e alle interazioni tra personaggi. Siamo buttati a capofitto nell’azione impersonando 2B, androide da combattimento dalle fattezze di un’affascinante ragazza bendata in grado di unire l’arte della spada a quella del combattimento a distanza, grazie ad un pod di supporto che ci fa da assistente e al tempo stesso rappresenta la nostra inarrestabile bocca di fuoco. In un contesto distopico in cui dominano tinte rugginose e la luce del sole sembra dissolversi in un mondo privo di vita. Come in ogni action che si rispetti, ci vengono messi davanti nemici per introdurci al tutorial, che ci consente imparare a districarci tra colpi leggeri, colpi potenti e schivate per liberarci di robot dall’aspetto quasi inoffensivo, giocattoloso verrebbe da dire, ma letali. La reattività e la precisione del gameplay rimandano subito alla mente la positiva esperienza avuta con Bayonetta e sequel, senza i compromessi che si potevano ritrovare in titoli come il tie-in di Legend of Korra. Qualità dunque, fin da subito e senza compromessi, anche perché Nier: Automata contempla una componente shooter complementare all’azione all’arma bianca, affidata al grilletto R2 e con cui è possibile fare fuoco sui nemici mentre ci si muove liberamente sfruttando, se necessario, l’efficace sistema di lock. La varietà dei nemici è stilisticamente ridotta ma funzionale a farci sperimentare con la versatilità del sistema di combattimento, alternando piccole minacce ad altre più massicce, aggiungendo di volta in volta scudi o armi da fuoco che ci costringono a cambiare il nostro approccio in tempo reale.
[quotedx]Fluidità , velocità e responsività : ci si muove in una direzione decisa attraverso le architetture del gioco[/quotedx]
C’è dello shoot ‘em up in questo Nier: Automata, con situazioni in cui veniamo bombardati da proiettili di cui disfarci con schivate, spadate effettuate con il giusto tempismo o a nostra volta rispondendo al fuoco disintegrando i pericolosi globi di luce. Per accentuare la doppia natura, la telecamera gioca con le inquadrature, abbandonando a volte la consueta visuale alle spalle dell’eroina per alzarsi a volo d’uccello e consentirci di essere più precisi nella ristrettezza di due sole direttrici cardinali. Una volta metabolizzata l’alternanza tra visuali, ci si rende conto che si risponde sempre al medesimo combat system,fatto di schivate all’ultimo secondo e combo aeree, tenendo sotto pressione il nemico con il fuoco del pod e i suoi attacchi speciali, che si caricano nel tempo. Il ritmo dell’azione è tambureggiante e testimonianza massima è l’uso automatico degli oggetti curativi una volta subiti danni ingenti: sebbene si possa comunque utilizzarli personalmente dai menù, nel momento in cui abbasserete la guardia viene concesso di rimanere in battaglia consumando quante pozioni a disposizione, concedendo un’occasione di rivalsa senza dover rimpiangere una tarda apertura del menù di gioco. Fluidità , velocità e responsività : ci si muove in una direzione decisa attraverso le architetture del gioco, molto consistenti e concrete in questa prova, capaci di offrire bivi e piccoli segreti per soddisfare i più curiosi. Apprezzabile anche il modo in cui viene scandito l’incedere nel livello, alternando tutorial a scontri boss di scala e difficoltà crescente, per raggiungere gradualmente un climax in cui vengono introdotti elementi estemporanei che, però, risultano ben integrati e decisamente spettacolari, facendo sperare in situazioni del genere anche nei livelli successivi: i combattenti di Nier: Automata sono infatti in grado di “hackerare” si sistemi nemici e utilizzare contro di loro armi o addirittura intere componenti, aumentando la portata di alcuni scontri ai livelli visto con gli scontri tra creature in Bayonetta 2.
Viste tali potenzialità e il curriculum di director e sviluppatori, c’è grande ottimismo.
Oltre al sistema di combattimento assolutamente convincente, ciò che più stupisce in questa occasione è la tangibilità del progresso in eventi ed esperienza di gioco, racchiudendo in pochi minuti un senso di coinvolgimento e appartenenza atipico per il genere. I passi compiuti tra strutture dismesse e rottami riemergono alla fine della prova, permettendo di apprezzare al meglio il level design articolato in una seconda run. Viste tali potenzialità e il curriculum di director e sviluppatori, c’è grande ottimismo nel verificare quanto potrà essere coinvolgente l’esperienza complessiva e come si comporteranno nelle sezioni più aperte e meno ritmate. Platinum risponde presente quando c’è da colpire duro, ora resta da capire se Taro Yoko saprà dare forma alla sua creatività riuscendo ad avvicinare un’utenza più variegata e a superare il muro di diffidenza che demolì la sua opera precedente. Di certo con questi presupposti pare difficile ci ritroveremo di fronte ad un prodotto incerto, le cui criticità potrebbero risiedere unicamente nell’originalità del sistema di combattimento che unisce action e shooter, che potrebbe stranire i più tradizionalisti. Allo stato attuale abbiamo un gameplay molto divertente e preciso, affiancato da un comparto tecnico solido, fluido e veloce, che a volte esagera nel puro stile della software house ribaltando percezioni e concezioni. Con queste premesse Nier: Automata è indubbiamente uno dei titoli su cui prestare più attenzione nel 2017, nella speranza che anche i più diffidenti provino ad aprirsi alle stranezze made in Japan.











































