Quake Champions – Hands On

Ci sono brand e brand all’interno della storia del videogioco e Quake, forse, rientra tra le saghe più importanti che tanto bene hanno fatto alla crescita di un movimento ormai ben consolidato e, soprattutto, affermato in qualsiasi ambito della società odierna. Pur volgendo uno sguardo al presente e al futuro, Bethesda Softworks come sempre non cambia la propria linea di pensiero e, ovviamente, non cambia alcune delle feature iconiche che hanno portato Quake a rivoluzionare il concetto di FPS Multiplayer Online: senza i primi capitoli di questa saga, con maggiore focalizzazione sul Quake III: Arena, forse tale genere videoludico non avrebbe avuto la stessa forma di adesso. La software house texana ci ha sorpreso durante lo scorso E3 di Los Angeles proponendoci, per la prima volta in assoluto, la presenza di Campioni, diversi ciascuno per peculiari e specifiche abilità: una mossa alquanto innovativa se pensiamo che, riferendoci anche a DOOM, mai fino ad ora si era stata vista una cosa del genere in casa Bethesda. Sarà stato un bene o male questo piccolo ma significativo cambiamento? Scopritelo all’interno del nostro hands on, frutto di lunghe e numerose ore di gioco provate durante la Closed Beta di Quake Champions.

Quake Champions

Seppur l’amore incondizionato per questo brand mi porti a vedere solamente il buono, devo fare una solenne e doverosa premessa: sin dal primo impatto con questa fase di test, ho provato un senso di “déjà vu” che purtroppo bene non fa…anzi. Volete un titolo divertente e competitivo? Quake Champions farà al caso vostro. Volete quel qualcosa in più rispetto a quanto visto nello sconfinato mare degli FPS o presunti ibridi odierni? Rivedete le vostre aspettative. Con nel cuore e nella mente questa importante analisi personale, mi sono immerso nelle Arene di gioco e, tra morti e uccisioni, il tempo è veramente volato senza che io me ne accorgersi un fattore che, visti gli ultimi tempi, è già degno di nota: se non ti diverti, che giochi a fare?

La Closed Beta ha dato modo di provare alcuni dei Campioni presenti all’interno del titolo, qualche mappa e le varie armi/abilità presenti al loro interno. Permettendomi un confronto con gli Eroi di Overwatch, rispetto a quel tipo di concezione qui i vari personaggi si differenzieranno solamente per la propria abilità innata che potrà essere utilizzata ogni tot di tempo: non conterà quanto siate bravi e che quante uccisioni facciate, dovrete sempre attendere 20 secondi per utilizzarla nuovamente. Tale scelta, vero e proprio marchio di fabbrica di Bethesda, va a ripercuotersi anche nella armi (avremo il classico fucile d’assalto, fucile a pompa, lanciarazzi e altro ancora) che spawneranno a intervalli nello stage e anche ad alcuni boost come ad esempio il Quake Damage che, oltre a ricoprivi di una epica patina viola, raddoppierà notevolmente i danni inflitti ai vostri avversari. Con l’attenzione dunque del caso, il centellinare al massimo i propri colpi sarà di vitale importanza per non rimanere a secco e morire male, malissimo come Quake ha sempre insegnato. Al momento, ed è pur normale essendo ancora in sviluppo, ho personalmente riscontrato un discreto sbilanciamento tra alcuni armi di gioco e la potenza/resistenza di alcuni Campioni, cito su tutti il potente Clutch: avversario decisamente ostico. Sicuramente l’intento di non rendere i Campioni simili tra di loro è riuscito, la scelta di ciascuno di essi dipenderà infatti dallo stile di gioco che verrà adottato dall’utente.

Quake Champions

Godendoci le classiche modalità Deathmatch disponibili, marchio di fabbrica della serie, a fine partita ci siamo ritrovati davanti l’hub del nostro Campione dove, in un sistema ad accumulo esperienza, potremo sbloccare dei loot box a seconda del livello raggiunto: l’esperienza potrà essere ottenuta su analisi meritocratica di quanto fatto nel match e delle varie quest completate come ad esempio l’aiutare un proprio compagno, fare tot uccisioni di fila, colpi alla testa e chi più ne ha ne metta. All’interno di questi forzieri potremo trovare, senza grande stupore, skin per il vostro Campione/medaglia per il vostro profilo giocatore e qualche altre bella chicca a noi ancora ignota. Ma come detto precedentemente, perchè non ne sono rimasto stupito e sorpreso come, essendo amante spassionato del brand, mi sarei dovuto aspettate di essere? Semplice, Quake Champions va a prendere quanto di buono visto negli ultimi anni e, semplicemente, lo mixa in salsa Bethesda. Mossa furba per le nuove generazioni o mossa sbagliata per le vecchie? Disquisizione alquanto lunga e, non essendo questo il giusto contesto, in futuro chissà ne potremo parlare sempre su queste pagine. Siamo di fronte ad un prodotto di eccelsa qualità, su questo non si discute, certo è che (stando a queste premesse) la guerra con altri FPS in voga negli ultimi tempi potrebbe già essere persa in partenza.