Impact Winter – Hands On

Impact Winter

L’istinto di sopravvivenza è insito nel genere umano: la nostra specie è capace di adoperarsi in mille modi, e collaborare se necessario, per cercare di superare le situazioni rischiose. La risposta al pericolo viene chiamata di attacco o fuga, e consiste in una scarica di adrenalina che ci spinge a combattere il nemico o a scappare via, e la diversa reazione dipende dalle caratteristiche di ognuno di noi. Qualcuno è più portato all’azione, mentre altri tentano solamente di evitare i danni, magari nascondendosi e riorganizzandosi. I videogiochi che impongono come unica missione quella di sopravvivere, soprattutto in ambienti realistici e non popolati da creature sovrannaturali, fanno appello proprio a quell’aspetto di noi: puntano a spaventarci e contemporaneamente a stimolarci all’azione, guidati dal nostro istinto e dalla nostra voglia di superare incolumi la giornata. È proprio per questa ragione che siamo tanto attratti dagli scenari post-apocalittici, e ad appassionati di serie televisive (o libri e fumetti) che ci trasportano in situazioni similari, ovvero perché alcuni di noi trovano particolarmente stimolante il pensiero di doversela cavare nonostante le avversità.

Impact Winter

Impact Winter è ambientato in un futuro post-apocalittico, in cui la catastrofe è stata la caduta di un meteorite sulla Terra, nella quale la conformazione del territorio è stata fortemente alterata, e cumuli di neve ricoprono buona parte degli edifici e delle strade. Nonostante la civiltà sembri essere stata spazzata via, noi esseri umani abbiamo fatto ciò che sappiamo fare meglio: siamo sopravvissuti. Buona parte dei superstiti girovagano da soli per le piane innevate, ma alcuni si sono riuniti in gruppi e hanno eletto un leader tra loro: il nostro compito è impersonare proprio uno dei capi, ovvero Jacob Solomon, la cui famiglia è rimasta uccisa nell’impatto. All’inizio del gioco le dinamiche del gruppo sono già ben stabilite, e ognuno ha un proprio compito principale come cucinare o riparare la chiesa dove viviamo, ma lo scopo di tutti sembra principalmente sopravvivere alla giornata, e non aleggia un particolare ottimismo.

La notizia che cambia tutto è la ricezione di una comunicazione di un misterioso gruppo di soccorso, che ci ha localizzato e verrà a salvarci entro 30 giorni: ciò crea un nuovo obiettivo a breve termine che sembra molto più facilmente realizzabile della sopravvivenza indefinita in un territorio così ostile. Nonostante un mese sembri breve, la nostra vita non è affatto facile: Jacob si occupa in contemporanea di cercare materiali nel mondo esterno e di coordinare il gruppo, perciò il nostro compito è in ogni istante diviso su due fronti. L’esplorazione dell’esterno ricorda quelle classiche del genere a cui appartiene Impact Winter, ovvero ci permette di entrare in vari edifici (a nostro rischio e pericolo) per raccogliere oggetti, cibo e armi, che dovremo riuscire a far entrare nel nostro piccolo zaino, già parzialmente occupato dalle provviste che abbiamo portato con noi uscendo. Possiamo trovarci ad esplorare vecchi hotel o negozi, ma anche tantissime abitazioni residenziali, dove sono rimasti gli effetti personali dei poveri abitanti precedenti.

[quotesx]Il freddo e la neve sono nostri nemici[/quotesx]Durante le nostre passeggiate, inoltre, dobbiamo necessariamente tenere d’occhio i nomadi, esseri umani bizzarri che scambiano materiali utili per semi, gli altri sopravvissuti e i lupi, per i quali saremmo sicuramente un gradito pasto. Ogni nuova zona scoperta viene aggiunta al radar del robottino che ci accompagna, e che peraltro ci consente di scavare o far esplodere massi, così da poterla ritrovare abbastanza agevolmente in futuro. Il tutto è ovviamente complicato dalle ostili condizioni atmosferiche: il freddo e la neve sono nostri nemici, perché abbassano la temperatura corporea fino al punto da mettere a rischio la nostra vita. Mentre noi girovaghiamo per le nevi, la vita nella chiesa va avanti: in ogni istante il gruppo agisce, e per guidare a distanza le azioni di ognuno abbiamo a disposizione vari utili strumenti, tra cui poter assegnare loro un ruolo specifico che comporta bonus e malus, o poter lasciare loro delle provviste razionate, assicurandosi che nessuno rimanga senza provviste fino al nostro ritorno.

Tornare spesso rimane però essenziale, anche perché alcuni problemi si possono risolvere solo con la nostra presenza in loco, perciò è necessario trovare un buon equilibrio tra l’esplorazione e la vita “casalinga” a capo dei nostri superstiti, ed è proprio questo il fulcro del gameplay. Riuscire a trovare abbastanza cibo da razionare è inizialmente abbastanza facile, ma la situazione peggiora col passare del tempo, costringendoci a cacciare, mentre per le bevande l’impresa appare ardua fin dall’inizio. Fame, idratazione, energia, morale e temperatura corporea vanno costantemente controllate, perché influenzano in tempo reale i comportamenti dei personaggi, e se peggiorano eccessivamente possono comprometterne la salute. Il nostro obiettivo principale è guadagnare punti esperienza e salire di livello, facendo così velocizzare il timer dell’arrivo dei soccorsi e cercando di aumentare le nostre chance di salvezza, ma ciò è fattibile sia scoprendo nuove aree all’esterno, sia svolgendo missioni per i nostri compagni, per cui la scelta definitiva su quale compito svolgere in quel momento spetta unicamente a noi.

Nonostante sia un lavoro davvero complesso tenere sott’occhio le statistiche di cinque persone diverse, incluso peraltro il loro morale che è un elemento abbastanza atipico, l’interfaccia del gioco è semplice e ben fatta, e bastano davvero pochi minuti per riuscire a prendere la mano col gameplay. Sono presenti scorciatoie per valutare rapidamente il nostro stato di salute e per utilizzare i poteri del robottino, mentre il menu principale contiene il radar, le missioni, le condizioni dei nostri compagni e tutto il nostro equipaggiamento attuale. La grafica con visuale isometrica è gradevole, e tende anch’essa a semplificarci la vita mostrandoci chiaramente dove possiamo andare e dove no, e ricreando al contempo un mondo ostile e pericoloso, sebbene dipinto in stile cartoonesco. Gli elementi principali di Impact Winter sembrano insomma ben realizzati, e promettono ore di divertimento nel tentare di superare i 30 giorni con minori danni (e morti) possibili, inclusa la nostra stessa dipartita, che verrebbe ovviamente contata come malus. È difficile però valutare l’effettiva difficoltà del gioco e il suo buon bilanciamento, poiché la beta aperta alla stampa permetteva di giocare solo fino alla fine del sesto giorno: è evidente come le prime giornate possano essere più facili da gestire, perché all’inizio le nostre risorse e provviste sono abbastanza fornite, anche se bisogna considerare che andando avanti saremo in grado di costruire nuovi oggetti e migliorare in parte le nostre condizioni di vita.

[quotedx]Tutti sono ottimisti, e in caso contrario c’è sempre la vodka[/quotedx]Nonostante questi elementi da valutare, va comunque ammesso che le prime ore di gioco siano piuttosto facili, perché gli edifici nei dintorni ci forniscono materiali a volontà e l’umore dei nostri compagni è discreto: tutti sono ottimisti, e in caso contrario c’è sempre la vodka. Testare il titolo completo è perciò necessario, anche per accertarsi che alcuni bug (per la verità noti ed elencati dalla software house) vengano corretti: durante il gioco mi è capitato persino di iniziare a correre ad impensabile velocità, o di rimanere incastrata sul comignolo di una casa. Con tutte le limitazioni causate dalla breve beta, è comunque già possibile comprendere le potenzialità del titolo: Impact Winter riesce a farci sentire indifesi, ma anche soddisfatti di noi stessi e potenti quando riusciamo a risolvere problemi o a trovare proprio quell’oggetto che uno degli altri superstiti cercava. È tutto in mano nostra, e faremo del nostro meglio per salvare le vite di chi si è affidato a noi. Da segnalare infine l’impossibilità di giocare col mouse, e la conseguente necessità di giocare con un controller, problema comunque di cui gli sviluppatori sono già a conoscenza.

Impact Winter è un survival game classico, nel quale i nostri più grandi nemici sono la fame e il freddo, da sempre grandi avversari del genere umano. La dicotomia tra il doverci allontanare per esplorare la zona e il dover proteggere il nostro gruppo genera un gameplay stimolante, anche se la breve beta per la stampa non mi ha consentito di comprenderne a pieno la profondità. Gli appassionati del genere devono senza dubbio pensare all’acquisto, premunendosi di procurarci una coperta e una bevanda calda: vi si geleranno anche le ossa.