L’Electronic Entertainment Expo riflette da oltre vent’anni i cambiamenti e le trasformazioni maturate dall’industria videoludica nel corso del suo inarrestabile processo di espansione e, in quanto tale, ne rappresenta il principale catalizzatore mediatico. Va da sè che ogni prodotto o iniziativa che miri ad acquisire una certa rilevanza nel business debba necessariamente passare per il suo luccicante palcoscenico e sottoporsi al severo giudizio del suo pubblico.

Partita ufficialmente nel lontano 1995, all’ombra di eventi allora ritenuti molto più considerevoli quali il CES di Las Vegas, il Tokio Game Show e l’ECTS di Londra, la grande kermesse californiana ha visto crescere la sua autorità di edizione in edizione, beneficiando dell’ingente quantità di fondi stanziati inzialmente dalla Interactive Digital Software Association in ambito promozionale, salvo poi rinsaldare la propria posizione grazie ad un bacino d’utenza in costante espansione.

Originariamente orientato alla sfera dei Personal Computer in quanto riflesso di un era in cui il mercato console affrontava un periodo di forte transizione, l’E3 ha sempre fatto dei giochi il suo piatto forte, riservandosi di concedere il maggior spazio possibile agli sviluppatori e ai giocatori stessi. Con l’avvento della rivoluzione Playstation e dell’ingente iniezione di elementi pubblicitari di massa che quest’ultima trascinò con sé, la fiera ha chiaramente subito diverse mutazioni, sbilanciandosi a beneficio del rinato mercato delle console alla fine degli anni novanta, per poi intraprendere la pirotecnica strada dello “Show Biz” con l’inizio del nuovo millennio.

Lasciando ovviamente ai fratelloni di GamesVillage il compito di analizzare l’edizione 2016 della manifestazione, ci siamo divertiti a rispolverarne gli annali, risalendo fino a 20 anni fa esatti, per scoprire quali furono i protagonisti dell’E3 1996 e valutare come siano cambiate le cose da allora ad oggi…

La seconda edizione dell’Electronics Entertainment Expo si sarebbe aperta sotto il segno di testimonial quali Al Gore, Alex Trebek e Spiderman (!) rivelando subito l’ambizione di superare in scioltezza i numeri maturati in occasione del debutto. Se l’E3 1995 aveva segnato l’inatteso exploit di Sony con la sua mirabolante Playstation, quello del 1996 sarebbe stato terreno di caccia per una Nintendo piuttosto ansiosa di ristabilire lo status quo e ribadire quel ruolo di leader assoluta del mercato console che vantava dai tempi del NES. Piatto forte del pasto la presentazione ufficiale e definitiva di N64 e rispettiva line up di lancio.

Atteso dal pubblico e stampa dell’epoca con una certa trepidazione, visti anche i numerosi ritardi e cambi di monicker accumulatisi nei due anni precedenti, il successore del’onnipotente SNES avrebbe spazzato via ogni dubbio maturato dai più riguardo l’assenza di un supporto software digitale grazie al full reveal di titoli quali Wave Race 64, Pilotwings 64 e Super Mario 64.

Lasciando letteralmente di stucco ogni singolo spettatore della fiera, quest’ultimo in particolare lasciò erroneamente supporre agli astanti che la nuova console Nintendo si sarebbe liberata dei suoi avversari con una certa scioltezza… Il che, col senno di poi, appare senz’altro ironico, se non addirittura tragicomico.

A confermare l’affermazione della grande N di Kyoto sopraggiunsero dunque l’unveil sull’altrettanto ambito Game Boy Pocket Color che, unito allo sfoggio di tanti altri titoli destinati a tenere ancora alto il nome dello SNES (Donkey Kong Cuntry 3 in primis, NdR) fece passare sottotraccia l’imbarazzante intervento durante il quale il presidentissimo Hiroshi Yamauchi annunciava il drastico taglio del prezzo di quel Virtual Boy nato da appena un anno e già prossimo alla rottamazione.

Sicuramente infastidita dall’hype riscosso da Nintendo, ma non per questo destabilizzata, Sony avrebbe dal canto suo fatto tutto il necessario per ricordare al pubblico che la Playstation facesse decisamente sul serio: dette aspirazioni furono ribadite a caratteri cubitali dalla presentazione di titoli destinati a far sicuro scalpore come le straordinarie conversioni da sala di colossi come Tekken 2, Soul Edge e Ridge Racer Revolution, ma anche dal clamoroso annuncio del taglio di prezzo della console.

A stregare i cultori della straordinaria 32Bit grigia intervenne infine la presentazione della versione giocabile del primo, leggendario capitolo della saga di Crash Bandicoot cui molti attribuirono connotati da avversario diretto di Super Mario 64 o quanto meno di futura mascotte di casa Sony.

Stordita dalla batosta rimediata dal suo Saturn nel corso dell’anno precedente proprio nel confronto diretto con la Playstation, Sega si sarebbe invece confermata in affanno, lasciando a titoli validi, ma non certo eclatanti come Virtua Fighter Kids, Virtua Cop, Fighting Vipers, Sonic Blast il compito di tenere alto il vessillo dell’ammiraglia.

Punta di diamante della line-up si rivelò essere in ogni caso il fascinoso NiGHTS: un progetto destinato a diventare opera di culto, il cui impatto sugli spettatori non fu in ogni caso tale da costituire motivo di preoccupazione per la concorrenza.

Molto più rosea si sarebbe infine dimostrata la situazione sul versante PC con numerose novità tecniche di assoluto spessore. Alla rivelazione dei primi prototipi di processore Pentium MMX fece infatti eco la presentazione di titoli notevoli quali Interstate ’76 (Activision), Ecstatica 2 (Psygnosis), Command & Conquer: Red Alert (Electronic Arts) e il racing futuristo P.O.D. della Ubi Soft con quest’ultimo destinato a far parlare molto di sé in quanto tra i primi videogame dell’epoca a sfruttare il supporto dei debuttanti acceleratori 3D targati 3Dfx.

Non meno importante si sarebbe infine rivelato l’annuncio diffuso da Microsoft riguardo la volontà di sfruttare la versatilità di Windows ’95 per incentivare lo sviluppo di videogame destinati alla sfera PC e agevolare il connubio tra i Personal Computer di quella che allora veniva inquadrata come “nuova generazione” e il mondo del gaming.

Come alcuni reduci dell’evento ricorderanno fin troppo bene, l’E3 1996 fece registrare un afflusso di pubblico sensazionale cui non corrispose purtroppo un’organizzazione altrettanto straordinaria. Tanto per capirci, i disagi patiti da sviluppatori, publisher, organi di stampa e visitatori nel corso della caotica tre giorni di Kermesse furono tali e tanti da convincere l’organizzazione a spostare l’edizione del 1997 in quel di Atlanta (Georgia) dove strutture magari meno affascinanti, ma più attrezzate come lo Georgia Dome avrebbero dovuto favorire esiti differenti…

L’assenza di un background fascinoso come quello di L.A. si sarebbe in ogni caso fatto sentire, ripercuotendosi anche sugli introiti maturati dalla fiera: dopo un biennio vissuto in trasferta, l’Electronics Entertainment Expo tornò dunque nella sua città natale per la trionfale edizione del 1999… Ma questa è un’altra storia!










































