Legion

Il dio biblico è sempre sembrato cattivissimo, intento a minacciare e castigare con piaghe, carestie, cataclismi e apocalissi varie quanti giudicati meritevoli di un simile trattamento per aver…

Regia: Scott Stewart
Cast: Paul Bettany, Dennis Quaid, Lucas Black, Kate Walsh
Distribuzione: Sony
Voto: 50

Il dio biblico è sempre sembrato cattivissimo, intento a minacciare e castigare con piaghe, carestie, cataclismi e apocalissi varie quanti giudicati meritevoli di un simile trattamento per aver deluso le aspettative divine, infranto le regole. Non si dubita che l’umanità, al suo attuale stato, non si meriterebbe una bella lezione. In un avamposto nel deserto californiano del Mojave, in un’area di sosta il cui nome, Paradise Falls, fa a pugni con la realtà, perché si tratta di un misero bar arrugginito e polveroso, si ritrova riunito dal caso/destino un gruppetto di umanità varia, di discutibile livello. Ciascuno messo sotto pressione darà il peggio e il meglio di sé. Incontriamo il disilluso proprietario, Dennis Quaid, un mezzo alcolizzato abbandonato dalla moglie, che ha tirato su faticosamente da solo il figlio che lo aiuta nel lavoro. Il ragazzo (l’attore Lucas Black, che ricordiamo agli esordi nella serie American Gothic) è oppresso da misteriosi presentimenti e innamorato invano della giovane cameriera Charlie, incinta di padre sconosciuto.

Nel ristorante sono presenti anche il suo fedele socio (Charles S. Dutton), una elegante coppia di cittadini in lite con la figlia provocatoriamente trasgressiva, bloccati da un guasto alla macchina (Kate Walsh e Willa Holland), e un automobilista di passaggio (Tyrese Gibson) armato e nervoso (è un padre in lite per l’affidamento del figlio). Saranno proprio loro a rappresentare il campione di umanità che dovrà proteggere il bambino che sta per nascere, dal quale potrà provenire la Salvezza dell’Umanità. Questo i tapini lo apprenderanno da Michael (Paul Bettany), un arcangelo caduto molto cool, che farà irruzione nelle loro vite piccine. Michael, che nel prologo abbiamo visto auto-mutilarsi delle ali, sa di essere dannato per insubordinazione per avere disubbidito agli ordini del Principale, che vuole sterminare l’umanità. Infatti se gli uomini non credono più in Lui, nemmeno Lui ha più fede in loro (come dargli torto…). Ma Michael è in disaccordo, una piccola chance glielo vuole lasciare, a quest’umanità così disumana, e per misteriosi motivi sa che la salvezza risiede nel piccino.

Contro tutti loro si scateneranno gli Angeli del Male, attraverso un’orda di invasati posseduti che assedieranno l’area. Nel desolato locale ne succederanno così di tutti i colori, dall’irruzione di un’angelica vecchietta dai candidi capelli che si tramuterà in una creatura assetata di sangue, arrampicandosi sui muri stile La Mosca, all’arrivo di un inquietante gelataio molto “kinghiano” che si appropinqua sulle note dell’allegro carillon del suo furgoncino (il personaggio, quasi un cameo, è interpretato dal simpatico Doug Jones che è Abe in Hellboy ed anche il Fauno nel bellissimo di film di Guillermo Del Toro). Segue biblica tempesta di mosche e l’assalto progressivo di simil-zombie anche un po’ punk, capaci di qualunque scorrettezza. Ma alla fine, dopo che i poveretti si sono quasi tutti sacrificati per la salvezza della riottosa cameriera (che pure fuma in gravidanza e voleva addirittura abortire), svuotando sui malvagi un arsenale di armi da vera apocalisse (Michael non avrà più due ali, ma mitragliatori alla Rambo e bazooka non gli mancano), scende in campo l’Arcangelo Gabriel, qui cattivissimo e ligio agli ordini ricevuti, nero costumino un po’ sado-maso e nerissime ed enormi ali a prova di pallottola e con piume taglienti come lame. La contesa finale sarà arcangelo contro arcangelo, uno che ha sacrificato la sua immortalità per difendere l’umanità, l’altro invece una specie di invulnerabile cyborg volante. Ma alla fine la differenza la farà proprio un misero umano.

Legion è un prodotto davvero trash, contro il quale non è il caso di accanirsi più del dovuto, un film da multisala con popocorn incorporato, sul filone di tanti altri divertenti (perché grotteschi) titoli del passato (citiamo la serie The Prophecy, cinque film di cui i primi tre con il sempre grande Christopher Walken a nobilitare l’operazione e naturalmente Constantine e Il Cavaliere del Male), mentre l’assedio in un’auto grill si trovava anche in Brivido di Stephen King e in Feast di John Gulager. Il finale si potrebbe definire come un connubio fra Nativity e Terminator e questo dice molto. Mixando temi apocalittici come la lotta fra il Bene e il Male e la salvezza dell’Umanità al consueto tema dell’assedio, dirige l’esordiente Scott Stewart, un passato come specialista degli effetti visivi, anche produttore e sceneggiatore, co-fondatore della Orphanage, premiata ditta di effetti speciali (ma qui il budget era risicato), che è all’opera sulla trasposizione del visionario fumetto Priest, il manga (manhwa) dallo splendido disegno di Hyung Min Woo, ancora con Bettany. Legion è interpretato da un cast misto fra una ormai vecchia gloria come Dennis Quaid, un attore senza precisa collocazione come Paul Bettany, che ricordiamo ottimo protagonista in Gangster N.1e killer albino in Codice Da Vinci, una diva televisiva come Kate Walsh (la Addinson di Private Practice e Grey’s Anatomy) e Willa Holland da The OC, un attore di medio calibro come Tyrese Gibson (Transformers, Death Race), un caratterista sicuro come Charles S. Dutton, mentre Adrianne Palicki, la madre del “salvatore” proviene dal Friday Nights Lights e Kevin Duran (Wolverine, Smokin’ Aces e anche Lost) è un atletico Gabriele.